In Australia il diritto alla disconnessione è legge, cosa succede in Italia e nel resto del mondo
di Irene Maria ScaliseROMA – I lavoratori australiani possono spegnere il telefonino e non controllare più le mail quando escono dall’ufficio. In Australia è infatti appena entrata in vigore la legge sul "diritto alla disconnessione". Quella sorta di salvagente che offre garanzia di libertà alle persone che – vuoi per senso del dovere vuoi per la sfortuna di avere capi particolarmente molesti – si sentono costrette a rispondere alle chiamate o leggere i messaggi dei datori di lavoro dopo aver terminato il proprio turno.
Cosa succede in Europa e in Italia
In Europa invece manca ancora una legge unitaria. I parlamentari europei sono al lavoro su una proposta di legge che possa definire una volta per tutte il diritto alla disconnessione. Nella risoluzione del 21 gennaio 2021, il Parlamento Ue, ha spronato gli Stati…
ROMA – I lavoratori australiani possono spegnere il telefonino e non controllare più le mail quando escono dall’ufficio. In Australia è infatti appena entrata in vigore la legge sul "diritto alla disconnessione". Quella sorta di salvagente che offre garanzia di libertà alle persone che – vuoi per senso del dovere vuoi per la sfortuna di avere capi particolarmente molesti – si sentono costrette a rispondere alle chiamate o leggere i messaggi dei datori di lavoro dopo aver terminato il proprio turno.
Cosa succede in Europa e in Italia
In Europa invece manca ancora una legge unitaria. I parlamentari europei sono al lavoro su una proposta di legge che possa definire una volta per tutte il diritto alla disconnessione. Nella risoluzione del 21 gennaio 2021, il Parlamento Ue, ha spronato gli Stati membri a riconoscere il diritto, poiché è ormai indispensabile per i nuovi modelli di lavoro. La Francia e il Belgio hanno una legge ad hoc che prevede la possibilità di negarsi fuori dall’orario di lavoro.
In Italia il riferimento è alla legge del 2017 sul lavoro agile che prevede espressamente che "nel rispetto degli obiettivi concordati e delle relative modalità di esecuzione del lavoro autorizzate dal medico del lavoro, nonché delle eventuali fasce di reperibilità, il lavoratore ha diritto alla disconnessione dalle strumentazioni tecnologiche e dalle piattaforme informatiche senza che questo possa comportare effetti sulla prosecuzione del rapporto di lavoro o sui trattamenti retributivi”. Non solo. Il 13 marzo 2021, era stato emanato il decreto numero 30, convertito in legge a maggio dello stesso anno. I lavoratori possono scollegarsi dalle strumentazioni e piattaforme informatiche, senza rischiare di avere conseguenze negative sulla retribuzione o sul rapporto di lavoro. Il 7 dicembre 2021, infine, era stato approvato il “Protocollo nazionale sul lavoro in modalità agile”, secondo il quale, il lavoro in smart-working deve essere organizzato in fasce orarie e garantire una fascia di disconnessione. In proposito ha commentato Matilde Marandola, presidente dell'Associazione italiana per la direzione del personale: "Il diritto alla disconnessione deve essere visto come uno strumento per accrescere il benessere organizzativo, una delle leve motivazionali che si traducono nel well-being per le persone all'interno delle organizzazioni. Sicuramente in Italia siamo ancora indietro rispetto ad una normativa specifica e chiara in merito".
Cosa cambia per capi e dipendenti in Australia
Tornando all’Australia la nuova legge consente ai dipendenti di ignorare le comunicazioni fuori orario se lo desiderano, senza timore di essere messi in difficoltà dai loro superiori. Un sondaggio pubblicato l'anno scorso aveva stimato che gli australiani lavorano in media 281 ore di straordinario non retribuito all'anno. La legge di fatto non impedisce ai datori di lavoro di contattare i dipendenti fuori dall'orario di lavoro. Invece, dà al personale il diritto di non rispondere, a meno che il suo rifiuto non sia ritenuto irragionevole. In caso di contrasto, datori di lavoro e dipendenti dovrebbero cercare di risolvere le controversie tra loro. Se ciò non dovesse riuscire a trovare una soluzione, può intervenire la Fair Work Commission (FWC) australiana. La FWC può quindi ordinare al datore di lavoro di non contattare più il dipendente dopo l'orario di lavoro. Se ritiene che il rifiuto di un dipendente di rispondere sia irragionevole, può ordinargli di rispondere. La mancata osservanza degli ordini FWC può comportare multe fino a 19.000 dollari australiani (12.897 dollari; 9.762 sterline) per un dipendente o fino a 94.000 dollari australiani per un'azienda. Le organizzazioni che rappresentano i lavoratori hanno accolto con favore questa iniziativa: "Consentirà ai lavoratori di rifiutare contatti lavorativi irragionevoli –afferma l'Australian Council of Trade Unions – fuori dall'orario di lavoro e consentirà un migliore equilibrio tra lavoro e vita privata".