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Balneari, la bozza: proroga da uno a cinque anni poi gare con indennizzi. Spiagge libere, assegnare almeno il 15% per Regione

Ombrelloni a Posillipo, Napoli

 

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Portavoce Commissione Ue: “Dialogo con le autorità italiane per trovare una soluzione”. Fiba Confesercenti: “Puntare a prelazione e indennizzi per i concessionari uscenti” Podcast
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ROMA – Proroga delle attuali concessioni fino a cinque anni, indennizzi, gare con assegnazioni da cinque a 20 anni, almeno il 15% di litorali liberi da assegnare per ogni Regione: sono i punti principali della nuova bozza del disegno di legge sulle concessioni demaniali marittime, ancora in discussione all’interno del governo, e soprattutto in trattativa con la Commissione Europea. Il nuovo testo, che viene pubblicato stamane da Mondo Balneare, sito di riferimento dei titolari di concessione sulle spiagge italiane, potrebbe subire ancora importanti modifiche, soprattutto perché è difficile che proroghe così lunghe vengano accettate da Bruxelles, che chiede da tempo gare immediate per il rinnovo delle concessioni. E infatti questa parte della bozza è quella più in forse, e che probabilmente verrà archiviata o modificata già nelle prossime ore.

Una questione che viene considerata con un certo scetticismo dalle stesse organizzazioni balneari, che ormai aspettano da tempo “un punto di ca…

ROMA – Proroga delle attuali concessioni fino a cinque anni, indennizzi, gare con assegnazioni da cinque a 20 anni, almeno il 15% di litorali liberi da assegnare per ogni Regione: sono i punti principali della nuova bozza del disegno di legge sulle concessioni demaniali marittime, ancora in discussione all’interno del governo, e soprattutto in trattativa con la Commissione Europea. Il nuovo testo, che viene pubblicato stamane da Mondo Balneare, sito di riferimento dei titolari di concessione sulle spiagge italiane, potrebbe subire ancora importanti modifiche, soprattutto perché è difficile che proroghe così lunghe vengano accettate da Bruxelles, che chiede da tempo gare immediate per il rinnovo delle concessioni. E infatti questa parte della bozza è quella più in forse, e che probabilmente verrà archiviata o modificata già nelle prossime ore.

Una questione che viene considerata con un certo scetticismo dalle stesse organizzazioni balneari, che ormai aspettano da tempo “un punto di caduta” delle trattative all’interno del governo e con la Commissione. Per Fiba Confesercenti, in particolare, più che sulle proroghe (che comunque anche in misura minima sono indispensabili, perché la maggior parte le concessioni sono già scadute) bisognerebbe puntare sulla prelazione e sulla valorizzazione dell’avviamento dell’impresa per i concessionari uscenti. «È indispensabile che il governo legiferi al più presto sulle concessioni balneari, – incalza il presidente di Fiba, Maurizio Rustignoli – perché la situazione attuale è insostenibile. I comuni agiscono in modo disordinato, e alcune regioni stanno intervenendo, pur non avendo competenza in materia. È lo Stato che deve stabilire i principi fondamentali di un eventuale percorso di evidenza pubblica, e le imprese devono essere coinvolte nella stesura delle regole».

«È fondamentale che siamo coinvolti prima della presentazione ufficiale di qualsiasi decreto o legge, perché crediamo di poter dare un contributo costruttivo. – aggiunge – Ritardare oltre settembre rischia di mettere in difficoltà un settore costituito perlopiù da piccole imprese familiari».

Mentre il portavoce di Europa Verde Angelo Bonelli stigmatizza la norma che stabilisce l’obbligo di assegnare almeno il 15% di litorali liberi in ogni regione (va assegnata «una quota dell’area disponibile per una percentuale non inferiore al 15% della risorsa regionale complessiva» entro il 2029), mentre le spiagge già in concessione godranno di una durata variabile da uno a cinque anni, in base alla percentuale di occupazione costiera di ogni regione. «E’ una aggressione alle nostre coste, si dà il via libera a nuove concessioni e alla privatizzazione e cementificazione totale», denuncia il portavoce di Europa Verde e deputato di Verdi e Sinistra Angelo Bonelli. «Con il pretesto di valorizzare il nostro turismo, il governo sta svendendo le ultime spiagge libere rimaste nel nostro Paese a prezzi di saldo, permettendo a pochi privilegiati di arricchirsi a discapito della collettività».

Potrebbe essere varato come disegno di legge autonomo, oppure le norme potrebbero essere inserite nel Dl Salva-infrazioni. Intanto da Bruxelles arriva la conferma che il dialogo è aperto: «La Commissione ha analizzato la

risposta delle autorità italiane del 16 gennaio 2024 al parere motivato della Commissione del 16 novembre 2023 nel contesto della procedura di infrazione sulle concessioni balneari. – spiega un portavoce – I servizi della Commissione sono in dialogo con le autorità italiane per individuare una soluzione".

L’urgenza della legge è anche dettata dal fatto che alcune Regioni hanno già incoraggiato i Comuni a pubblicare i bandi per le nuove assegnazioni, basandosi su leggi regionali già esistenti, o messe a punto in questi mesi, e che in molti casi escludono gli indennizzi ai concessionari uscenti, che invece solo un elemento fondamentale per la Lega.

Il nuovo testo stabilisce che le spiagge sono da considerarsi una risorsa naturale “scarsa” su base nazionale quando l’area disponibile è pari o inferiore al 49% o, su base regionale, quando è pari o inferiore al 39%. I tempi della proroga, da uno a cinque anni, verranno stabiliti Regione per Regione all’interno della percentuale di occupazione costiera, sulla base di un piano quinquennale da concordare con la Conferenza delle Regioni e da sottoporre al parere preventivo del Consiglio di Stato.

In dettaglio, la validità andrebbe fino al 31 dicembre 2025 per le concessioni situate nelle Regioni con meno del 25% di spiaggia libera; fino al 31 dicembre 2027 per le Regioni con una percentuale tra il 25% e il 49% e fino al 31 dicembre 2029 per le Regioni con più del 49% di spiagge libere.

SOLDI. Nella puntata del 5 giugno l’approfondimento sui balneari nel podcast di A&F

Molto dettagliata la previsione dei requisiti per le nuove assegnazioni, che include anche l’aver utilizzato una concessione marittima, lacuale o fluviale nei cinque anni precedenti, il numero dei lavoratori del concessionario uscente, l’esperienza tecnica e professionale. Ma si valutano anche l’impegno ad assumere lavoratori di età inferiore ai 36 anni e i progetti di sviluppo degli impianti e dei manufatti, e l’offerta dei servizi turistici anche fuori stagione. Non è previsto un tetto per l’assegnazione di concessioni alla stessa impresa.

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