✕

Byd si affida ad Altavilla l’ex manager Fiat che in Alitalia si scontrò con il Tesoro

Visitatori al Big Motor Sale 2024 di Bangkok ispezionano le auto cinesi Byd. EPA/RUNGROJ YONGRIT

 

Ascolta l'audio

Cresciuto a fianco di Marchionne si dimise dal gruppo torinese dopo essersi autocandidato alla guida. Da presidente Ita si scontrò con il Mef che gli tolse le deleghe operative
2 minuti di lettura

Milano —Per conquistare il mercato europeo delle auto elettriche il gruppo cinese Byd, fondato dal miliardario Wang Chuanfu - e primo marchio del paese grazie ai modelli a basso costo - punta su un manager italiano, Alfredo Altavilla. L’ex Coo di Fca sarà infatti special advisor per l’Europa della casa cinese, presumibilmente con il compito di coordinare la struttura e la distribuzione, essendo le sue principali competenze quelle di un chief operating officer di alto livello. «L’aggiunta di Alfredo Altavilla al team europeo è un passo fondamentale nella nostra strategia di rafforzamento e consolidamento della presenza di Byd in questo importante mercato - ha dichiarato Stella Li, Executive Vice President di Byd -. Alfredo porta con sé una vasta esperienza nel settore automobilistico e una visione strategica che sarà preziosa».

Milano —Per conquistare il mercato europeo delle auto elettriche il gruppo cinese Byd, fondato dal miliardario Wang Chuanfu - e primo marchio del paese grazie ai modelli a basso costo - punta su un manager italiano, Alfredo Altavilla. L’ex Coo di Fca sarà infatti special advisor per l’Europa della casa cinese, presumibilmente con il compito di coordinare la struttura e la distribuzione, essendo le sue principali competenze quelle di un chief operating officer di alto livello. «L’aggiunta di Alfredo Altavilla al team europeo è un passo fondamentale nella nostra strategia di rafforzamento e consolidamento della presenza di Byd in questo importante mercato - ha dichiarato Stella Li, Executive Vice President di Byd -. Alfredo porta con sé una vasta esperienza nel settore automobilistico e una visione strategica che sarà preziosa».

La carriera di Altavilla ha fatto molti passi in avanti durante la permanenza in Fiat e poi in Fca sotto la guida di Sergio Marchionne. Ha partecipato direttamente sia alle trattative che portarono alla monetizzazione della put che General Motors aveva concesso al presidente della Fiat Paolo Fresco. E poi diede il suo importante contributo nel passaggio cruciale che portò la Fiat ad acquisire l’americana Chrysler messa in ginocchio dalla grande crisi finanziaria. Il suo carattere ruvido e a volte scontroso, tornò utile a Marchionne nelle trattative con gli uomini dell’amministrazione Obama e con i sindacati di Detroit. Ma il ruolo di Altavilla nell’azienda è sempre stato quello di un coordinatore delle funzioni di staff e di ferreo esecutore delle strategie impostate dal capoazienda Marchionne. Da novembre 2012 ad agosto 2018 Altavilla nel gruppo Fca è stato Coo per l’Europa, l’Africa e il Medio Oriente, e anche membro del Group Executive Council (GEC) e responsabile del Global Business Development. Nei delicati giorni della scomparsa di Marchionne, a luglio 2018, si autocandidò alla guida dell’azienda senza che Marchionne stesso lo avesse designato come suo erede. Quando arrivò Mike Manley, artefice del successo del marchio Jeep e con una forte esperienza del mercato americano, Altavilla sbattè la porta, dando dimissioni immediate.

Dopo l’uscita, il percorso successivo di Altavilla si è rivelato irto di ostacoli e tortuoso

Entrò nel cda di Telecom Italia indicato dal fondo Elliott che si contrapponeva ai francesi di Vivendi. E fu protagonista di un testa a testa con Luigi Gubitosi per prendere in mano le redini dell’azienda nel momento in cui fu estromesso Amos Genish, venendo sconfitto.

Poi fu scelto dal governo Draghi per guidare Ita che doveva far dimenticare l’Alitalia del passato. Il piano di Altavilla prevedeva l’ingresso nella compagine dei tedeschi di Lufthansa e della svizzera Msc di Gianluigi Aponte. Ma si scontrò con l’allora direttore generale del Tesoro, Alessandro Rivera, che come alleati preferiva i francesi di Air France-Klm. Il cambio di governo e l’arrivo di Giancarlo Giorgetti al Mef decretò anche il ritiro delle sue deleghe operative a cui si oppose intentando una causa di risarcimento civile. Ora dovrà fare da apripista ai cinesi in Europa e in Italia: oltre alla capacità manageriale conteranno anche le relazioni politiche e istituzionali, che con l’attuale governo non sono certo splendenti.

Leggi i commenti