Milano — La corsa contro il tempo di Open Fiber (OF) - la società nata con l’obbiettivo di posare la fibra ottica per la banda larga in tutto il Paese - per arrivare a firmare i contratti di finanziamento con le banche e continuare ad operare, passa da due strettoie. Una consultazione pubblica per le aree grigie (quelle a semi fallimento di mercato) che dovrebbe partire in settimana, e un ribilanciamento del piano economico e finanziario (Pef) della concessione per le aree bianche (quelle a totale fallimento di mercato) che vale circa 800 milioni.
Il ribilanciamento in questione a fine luglio è approdato al Nars, che è un organismo tecnico di consulenza e supporto del Cipess e quindi in ultima istanza di Palazzo Chigi. Il Nars entro fi…
Milano — La corsa contro il tempo di Open Fiber (OF) - la società nata con l’obbiettivo di posare la fibra ottica per la banda larga in tutto il Paese - per arrivare a firmare i contratti di finanziamento con le banche e continuare ad operare, passa da due strettoie. Una consultazione pubblica per le aree grigie (quelle a semi fallimento di mercato) che dovrebbe partire in settimana, e un ribilanciamento del piano economico e finanziario (Pef) della concessione per le aree bianche (quelle a totale fallimento di mercato) che vale circa 800 milioni.
Il ribilanciamento in questione a fine luglio è approdato al Nars, che è un organismo tecnico di consulenza e supporto del Cipess e quindi in ultima istanza di Palazzo Chigi. Il Nars entro fine settembre deve o approvare le modifiche alla concessione o rimandare la pratica al Cipess. Un passaggio delicato che però dovrebbe andare in porto in quanto sulla sopravvivenza di OF c’è il sostegno forte del governo.
Il percorso per arrivare al Nars non è stato così semplice. Nell’autunno 2023 OF ha chiamato un tavolo tecnico con Infratel, come previsto dall’art. 24 della concessione, per sfruttare la possibilità di riequilibrare il Pef. OF ha così individuato una serie di voci che hanno determinato lo squilibrio del piano, dalla maggiore inflazione, ai maggiori costi dei materiali, anche se la voce più importante riguarda la maggiore lunghezza dell’infrastruttura (circa 20 mila km di rete in più) dovuta alla dispersione dei numeri civici mappati nelle aree.
Il maggior costo di 800 milioni è stato oggetto di confronto con Infratel e su sette punti le parti si sono trovare d’accordo mentre sui restanti hanno delegato la soluzione a un Collegio consultivo tecnico. Il verbale di accordo è stato poi visionato anche dal Mimit. In pratica degli 800 milioni circa 500 milioni dovrebbero arrivare in contanti mentre gli altri vengono compensati con un allungamento della concessione e con maggiori diritti di subentro alla scadenza della stessa.
Quando la concessione era stata vinta era stato previsto un contributo pubblico di 1,4 miliardi pescati dai fondi europei (Fsc, Fesr, Feasr) e un miliardo versato da OF. Ora si tratta di trovare altri 500 milioni per non far saltare tutto ciò che è stato fatto sin qui.