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Il governo “blinda” i balneari. Le gare solo alla fine del 2027

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La scadenza coincide con la fine del mandato di Meloni. Via libera da Bruxelles perché c’è l’obbligo di riassegnare le concessioni. Vertice tra Meloni, Tajani e Salvini prima del Cdm per validare le norme
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ROMA - Le gare slittano al 2027, un termine che coincide con la fine della legislatura. E così la destra al governo blinda i “suoi” balneari. Con la sponda di un’Europa che non forza la mano perché comunque incassa l’obbligo a procedere con le nuove assegnazioni.

Il via libera all’intesa arriva a ridosso del Consiglio dei ministri che poi approva il decreto “Salva-infrazioni”. E solo dopo un vertice a tre a Palazzo Chigi, tra la premier Giorgia Meloni e i due vice Matteo Salvini e Antonio Tajani. Un passaggio obbligato per piegare le resistenze di Lega e Forza Italia che fino all’ultimo hanno provato ad allargare il perimetro della bozza che il ministro per gli Affari europei Raffale Fitto ha concordato da giorni con la Commissione europea.

Il plauso di Bruxelles arriva quasi in tempo reale: "La Commissione europea accoglie con favore la decisione odierna dell’Italia”, afferma la portavoce per il Mercato interno, Johanna Bernsel, elogiando il raggiungimento di “una soluzione completa,…

ROMA - Le gare slittano al 2027, un termine che coincide con la fine della legislatura. E così la destra al governo blinda i “suoi” balneari. Con la sponda di un’Europa che non forza la mano perché comunque incassa l’obbligo a procedere con le nuove assegnazioni.

Il via libera all’intesa arriva a ridosso del Consiglio dei ministri che poi approva il decreto “Salva-infrazioni”. E solo dopo un vertice a tre a Palazzo Chigi, tra la premier Giorgia Meloni e i due vice Matteo Salvini e Antonio Tajani. Un passaggio obbligato per piegare le resistenze di Lega e Forza Italia che fino all’ultimo hanno provato ad allargare il perimetro della bozza che il ministro per gli Affari europei Raffale Fitto ha concordato da giorni con la Commissione europea.

Il plauso di Bruxelles arriva quasi in tempo reale: "La Commissione europea accoglie con favore la decisione odierna dell’Italia”, afferma la portavoce per il Mercato interno, Johanna Bernsel, elogiando il raggiungimento di “una soluzione completa, aperta e non discriminatoria che copre tutte le concessioni da attuare entro i prossimi tre anni”, e riservandosi naturalmente il monitoraggio della sua puntuale attuazione.

Si conclude così, come la definisce il comunicato di Palazzo Chigi, “l’annosa e complessa” questione dei balneari, che in realtà si sarebbe già conclusa alla fine dello scorso anno se si fosse data attuazione al Ddl Concorrenza del governo Draghi. Che non pochi tra gli attuali concessionari rimpiangono, visto che era un po’ più generoso sotto il profilo degli indennizzi ai concessionari uscenti, che adesso dovranno invece accontentarsi del valore dei beni non ammortizzati rispetto agli investimenti effettuati negli ultimi cinque anni.

Ma non se ne lamenta nessuno al momento: "Le associazioni si riservano di valutare attentamente quanto uscirà dal Cdm”, fa sapere un portavoce di Fiba Confesercenti.

Oltre all’estensione della validità delle attuali concessioni fino al 30 settembre 2027 e all’obbligo di avviare le gare entro il giugno dello stesso anno, il decreto stabilisce che la durata delle nuove concessioni andrà da un minimo di 5 a un massimo di 20 anni e include tra i criteri di valutazione delle offerte l’essere stato titolare, nei cinque anni precedenti, “di una concessione balneare quale prevalente fonte di reddito per sé e per il proprio nucleo familiare”. Una versione molto attenuata del diritto di prelazione che le associazioni dei balneari hanno cercato fino all’ultimo di ottenere.

Le norme fanno parte di un decreto legge che consentirà di agevolare la chiusura di 16 casi di infrazione e di un caso di pre-infrazione. In sei di questi casi si arriverà all’archiviazione immediata della procedura.

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