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Balneari insoddisfatti del decreto: “Valutiamo azioni sindacali”

(ansa)

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Fitto esulta: “Chiusa annosa e complessa questione”. Ma è giallo sul testo. L’Ue: stop alla procedura d’infrazione solo dopo verifiche sulle gare
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ROMA — Insoddisfatti e pronti a «iniziative sindacali». All’indomani del via libera del Consiglio dei ministri al decreto legge di riordino delle concessioni, i balneari non nascondono tutta l’amarezza per la conclusione della vicenda. Mentre, al contrario, il ministro degli Affari Europei Raffaele Fitto esprime su X tutta la soddisfazione per la chiusura di «un’annosa e complessa questione». Ma è giallo sul testo che arriverà in Parlamento: la versione definitiva non c’è ancora, ed è forte la tentazione di “ammorbidirla”, per venire incontro almeno in parte ai balneari, che ricordano a Giorgia Meloni e ai partiti della maggioranza le promesse non mantenute.

«Altre erano le aspettative ingenerate dalle dichiarazioni degli esponenti dell’attuale governo sulla esclusione del settore dall’applicazione della direttiva Bolkestein», rilevano il presidente di Fiba Confesercenti Maurizio Rustignoli e quello di Sib-Fipe Confcommercio Antonio Capacchione. La promessa era quella di evitare le ga…

ROMA — Insoddisfatti e pronti a «iniziative sindacali». All’indomani del via libera del Consiglio dei ministri al decreto legge di riordino delle concessioni, i balneari non nascondono tutta l’amarezza per la conclusione della vicenda. Mentre, al contrario, il ministro degli Affari Europei Raffaele Fitto esprime su X tutta la soddisfazione per la chiusura di «un’annosa e complessa questione». Ma è giallo sul testo che arriverà in Parlamento: la versione definitiva non c’è ancora, ed è forte la tentazione di “ammorbidirla”, per venire incontro almeno in parte ai balneari, che ricordano a Giorgia Meloni e ai partiti della maggioranza le promesse non mantenute.

«Altre erano le aspettative ingenerate dalle dichiarazioni degli esponenti dell’attuale governo sulla esclusione del settore dall’applicazione della direttiva Bolkestein», rilevano il presidente di Fiba Confesercenti Maurizio Rustignoli e quello di Sib-Fipe Confcommercio Antonio Capacchione. La promessa era quella di evitare le gare: promessa impossibile da mantenere. E infatti è proprio l’impegno ad andare a gara che ha fatto accettare a Bruxelles l’ennesima proroga, di tre anni. Che dovrebbe essere l’ultima: «La Commissione europea verificherà che le procedure adottate ieri si traducano in fatti concreti», ha affermato ieri una portavoce, aggiungendo che la procedura d’infrazione verrà chiusa «soltanto quando la legislazione italiana sarà pienamente in linea con il diritto Ue». Un monito a non venire meno agli impegni negoziati con Fitto, e che sono stati ribaditi al termine del Cdm di giovedì.

Eppure i balneari contano ancora di ottenere qualche garanzia in più, almeno sotto il profilo degli indennizzi, limitati al momento ai beni non ammortizzati che fanno capo agli investimenti degli ultimi cinque anni. La speranza è che si arrivi a coprire invece «tutti gli investimenti effettuati nel corso di una vita intera imprenditoriale», rivendica Cna Balneari. E magari anche «il diritto di prelazione per il concessionario uscente e il riconoscimento del valore aziendale», afferma il presidente di Confartigianato imprese demaniali Mauro Vanni, auspicando che «nella fase di conversione parlamentare si possa intervenire emendando il testo con la riproposizione di questi strumenti di salvaguardia». Mentre il presidente di Fiba Rustignoli fa affidamento anche sul decreto del ministero dei Trasporti, che entro il 31 marzo 2025 dovrà definire le modalità dell’indennizzo, «per poter andare a ridare dignità al principio, che come scritto oggi vuol dire nulla, una foglia di fico».

Alla conversione in legge del provvedimento guarda invece con preoccupazione l’opposizione: «Il governo sta trattando per mantenere solo il 15% delle spiagge libere, una percentuale ridicola e inaccettabile - denuncia il portavoce nazionale di Europa Verde Angelo Bonelli - temiamo che il governo voglia mettere a bando le poche spiagge rimaste libere, ce ne sono diverse molto appetibili, per “compensare” i balneari rimasti senza concessione».

Nessuna preoccupazione invece per i Comuni che già avevano anticipato le gare, seguendo le indicazioni delle sentenze dei tribunali amministrativi: «Il Dl fa salve le procedure pendenti - afferma Roberta Nesto, sindaco di Cavallino Treporti e presidente della Conferenza dei sindaci della Costa veneta - ma soprattutto ci dà ragione: le gare vanno fatte. Anche se adesso potremo procedere con più calma». Anche perché andrà anche previsto l’indennizzo per il concessionario uscente, che le procedure anticipate dai Comuni non avevano considerato, in attesa di una legge nazionale che lo autorizzasse, stabilendone le mo

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