Telemarketing dall’Albania con numeri italiani trafugati. Multata una società di Milano
di Aldo FontanarosaROMA – Il signor Mario Rossi (il nome è di fantasia, la storia invece è vera), di colpo comincia a ricevere strane telefonate sul suo cellulare. Tante telefonate: anche 180 o 200 al giorno.
Dall’altra parte, ci sono delle persone che sostengono di aver ricevuto una chiamata dal suo numero di telefono e di averlo richiamato.
Mario Rossi – che ha smesso di vivere per le troppe telefonate in arrivo – dà a tutti la stessa risposta, peraltro sincera: io non vi ho mai chiamati.
Lunghi accertamenti
Esasperato dalla situazione, il signor Mario Rossi si rivolge al Garante delle Comunicazioni (l’AgCom) che incomincia a indagare sul misterioso caso.
E il Garante, dopo lunghi accertamenti, chiama in causa una società di Tirana (attiva nelle tlc, ma sconosciuta alle autorità albanesi di settore) e una società di Milano.
La società milanese è un operatore di telecomunicazioni, che viene ora multato dal Garante per 240 mila euro. Una cifra non bassa.
L’interconnessione
In campo, prima di tutto, abb…
ROMA – Il signor Mario Rossi (il nome è di fantasia, la storia invece è vera), di colpo comincia a ricevere strane telefonate sul suo cellulare. Tante telefonate: anche 180 o 200 al giorno.
Dall’altra parte, ci sono delle persone che sostengono di aver ricevuto una chiamata dal suo numero di telefono e di averlo richiamato.
Mario Rossi – che ha smesso di vivere per le troppe telefonate in arrivo – dà a tutti la stessa risposta, peraltro sincera: io non vi ho mai chiamati.
Lunghi accertamenti
Esasperato dalla situazione, il signor Mario Rossi si rivolge al Garante delle Comunicazioni (l’AgCom) che incomincia a indagare sul misterioso caso.
E il Garante, dopo lunghi accertamenti, chiama in causa una società di Tirana (attiva nelle tlc, ma sconosciuta alle autorità albanesi di settore) e una società di Milano.
La società milanese è un operatore di telecomunicazioni, che viene ora multato dal Garante per 240 mila euro. Una cifra non bassa.
L’interconnessione
In campo, prima di tutto, abbiamo una società albanese che probabilmente ha deciso di raggiungere centinaia, migliaia di numeri italiani per proporre l’acquisto di qualche prodotto o servizio. Sono le chiamate promozionali che noi tutti riceviamo ogni giorno.
Per organizzare la campagna promozionale, la società albanese ha bisogno di interconnettersi con la linea telefonica italiana. E l’interconnessione avviene grazie al piccolo operatore di telecomunicazioni milanese, con cui gli albanesi firmano un contratto di accesso alla nostra rete.
Il tassello
A questo punto, la campagna promozionale potrebbe partire. Manca però ancora un tassello. Chiunque organizzi una campagna promozionale deve avere dei numeri telefonici propri, che lo identifichino. Così stabiliscono le norme europee e italiane.
Ora, né la società albanese né l’operatore milanese – alleati grazie al contratto – hanno propri numeri. Eppure la campagna promozionale parte lo stesso.
Per aggirare il problema della mancanza dei numeri necessari, prende forma una soluzione – illegittima – che si chiama CLI spoofing.
Da illusionisti
In sostanza, i promotori della campagna promozionale mettono in campo una tecnica da illusionisti. Fanno partire la telefonata verso un numero italiano, per tentare di vendere alla persona un prodotto.
E il destinatario italiano della chiamata visualizza – come chiamante – un altro numero italiano. Un numero come quello di Mario Rossi. In realtà, Mario Rossi non sta facendo alcuna chiamata. Eppure, il suo numero compare sul telefono del destinatario della telefonata, come fosse un’etichetta posticcia.
Ecco spiegato perché Mario Rossi è stato poi investito anche da 180-200 chiamate al giorno. Evidentemente tante persone hanno ricevuto telefonate visualizzando il suo numero come chiamante, non hanno risposto subito e poi lo hanno richiamato.
Non potevano sapere che Mario Rossi non aveva telefonato; non potevano sapere che il suo numero era stato trafugato grazie al CLI spoofing.
La superficialità
Alla fine, il Garante decide una sanzione abbastanza alta verso l’operatore tlc milanese (240 mila euro). L’operatore milanese ha firmato un contratto di interconnessione con una società albanese che non risulta “nella lista dei soggetti autorizzati dall’Albania a fornire reti o servizi di comunicazione elettronica”. Questa la principale colpa dei milanesi.
E’ vero: la condotta illegittima dell’operatore milanese è durata solo un mese. L’operatore però è recidivo avendo già ricevuto identiche contestazioni dal Garante.
Pesa dunque sull’operatore milanese “un ingiustificabile grado di superficialità nei comportamenti ripetuti a così breve distanza temporale”.