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Lo scudo di Mattarella sui conti pubblici: “Noi debitori onorabili, i mercati siano razionali”

06/09/2024 Cernobbio, Villa D Este. Forum Ambrosetti. 50esimo Forum di Cernobbio. Intelligence on the world, Europe and Italy. Lo scenario di oggi e di domani per le strategie competitive Messaggio inaugurale del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella (agf)

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A Cernobbio il capo dello Stato sottolinea l’affidabilità dei conti alla vigilia dei giudizi sulla manovra
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ROMA - “Eppure l’Italia è un debitore onorabile”. Lo scudo di Sergio Mattarella a difesa dell’affidabilità dell’Italia sui conti pubblici è tutto in questo “eppure”. Perché - sottolinea il capo dello Stato nel messaggio inviato al Forum Ambrosetti di Cernobbio - l’Italia, che può contare su una storia trentennale di avanzi primari, si ritrova a pagare interessi su 2.863 miliardi di debito che sono di poco inferiori a quelli versati, insieme, da Germania e Francia, che hanno però un “rosso” totale maggiore, quasi il doppio, rispetto a quello italiano. Eppure onora i suoi debiti.

Il vulnus è un tasso di interesse differente. È, per il presidente della Repubblica, il gancio per squadernare la questione del “termometro della percezione dei mercati”, proprio sull’affidabilità di un Paese. Il termometro non misura la temperatura nel modo corretto. «Può rivelarsi quanto meno opinabile», sono le parole che segnano l’affondo. Seguito dall’invito «a procedere su una strada che assuma con precis…

ROMA - “Eppure l’Italia è un debitore onorabile”. Lo scudo di Sergio Mattarella a difesa dell’affidabilità dell’Italia sui conti pubblici è tutto in questo “eppure”. Perché - sottolinea il capo dello Stato nel messaggio inviato al Forum Ambrosetti di Cernobbio - l’Italia, che può contare su una storia trentennale di avanzi primari, si ritrova a pagare interessi su 2.863 miliardi di debito che sono di poco inferiori a quelli versati, insieme, da Germania e Francia, che hanno però un “rosso” totale maggiore, quasi il doppio, rispetto a quello italiano. Eppure onora i suoi debiti.

Il vulnus è un tasso di interesse differente. È, per il presidente della Repubblica, il gancio per squadernare la questione del “termometro della percezione dei mercati”, proprio sull’affidabilità di un Paese. Il termometro non misura la temperatura nel modo corretto. «Può rivelarsi quanto meno opinabile», sono le parole che segnano l’affondo. Seguito dall’invito «a procedere su una strada che assuma con precisione i fondamentali dell’economia come criterio». E, quindi, a dare «razionalità» al mercato dei titoli pubblici.

Indicazioni puntuali. E che pesano a poche settimane dai primi giudizi delle agenzie di rating sul debito sovrano dell’Italia. Il 18 ottobre è il turno di Fitch e Standard & Poor’s, poi il 22 novembre toccherà a Moody’s. Passaggi da sempre delicati, ma che quest’anno lo sono ancora di più perché a finire sotto esame sarà una correzione dei conti lunga sette anni.

Il termometro difettoso, però, non giustifica un rilassamento sul fronte della riduzione del “rosso”. "Attenzione - sottolinea il capo dello Stato - il mio non è un invito a trascurare il debito: sono pienamente consapevole dell’esigenza ineludibile di abbatterlo”.

Nel messaggio che ha aperto la 50esima edizione del Forum non c’è solo l’analisi degli strumenti che misurano l’impegno sulle finanze pubbliche. C’è anche la soluzione. E la soluzione si chiama Europa. Per questo l’invito di Mattarella si estende fino alla necessità di “completare l’edificio finanziario europeo in maniera più rassicurante per tutti, ponendovi mano sollecitamente”.

Ma in un’Europa che è “incompiuta”, ancora “un progetto in divenire”, l’orizzonte deve essere più ampio. La costruzione europea è “un’opportunità, forse l’unica”, insiste il presidente della Repubblica. Una risposta a chi definisce l’Ue “un’utopia consolatoria” o “un vincolo soffocante”. Ancora di più alle “polemiche a livello locale che sono sconcertanti quando derivano da protagonisti che han preso parte” alle scelte concordate in sede comunitaria e “non imposte da oscuri poteri”.

Serve, al contrario, più Europa. E quindi, aggiunge Mattarella, "non bisogna avere paura delle riforme, di immaginare un’Europa sempre più perfezionata nella sua architettura”.

L’attenzione, però deve essere rivolta anche "alle spinte che immaginano, senza motivo, un futuro frutto di nostalgie di un passato che ci ha riservato, invece, spesso, tragedie”. Anche su questo l’Italia deve dimostrare di essere un Paese onorabile.

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