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Arriva l’indennizzo per i precari storici. Fino a 24 mensilità

(ansa)

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Il governo vuole chiudere la procedura di infrazione europea contro l’abuso di lavoro non stabile
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ROMA – Pagare per sanare. Incalzato dall’Europa che cinque anni fa ha aperto una procedura d’infrazione, il governo corre ai ripari sull’abuso dei contratti a tempo determinato nella Pubblica amministrazione. Lo fa con una norma inserita nel decreto “Salva-infrazioni” che introduce un’indennità per quei lavoratori che hanno subito un danno dal precariato cronico.

La lista è lunga: insegnanti e personale amministrativo, medici, infermieri, ricercatori, lavoratori dello spettacolo, forestali e volontari dei Vigili del fuoco.

Sarà il giudice, una volta accertato il danno, a stabilire l’importo dell’indennizzo “nella misura compresa tra un minimo di quattro e un massimo di ventiquattro mensilità” dell’ultima retribuzione per il calcolo del Tfr, come si legge nella bozza del provvedimento validata dal Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi di Palazzo Chigi e poi approvata mercoledì scorso dal Consiglio dei ministri.

Il calcolo del risarcimento terrà conto della gravità della v…

ROMA – Pagare per sanare. Incalzato dall’Europa che cinque anni fa ha aperto una procedura d’infrazione, il governo corre ai ripari sull’abuso dei contratti a tempo determinato nella Pubblica amministrazione. Lo fa con una norma inserita nel decreto “Salva-infrazioni” che introduce un’indennità per quei lavoratori che hanno subito un danno dal precariato cronico.

La lista è lunga: insegnanti e personale amministrativo, medici, infermieri, ricercatori, lavoratori dello spettacolo, forestali e volontari dei Vigili del fuoco.

Sarà il giudice, una volta accertato il danno, a stabilire l’importo dell’indennizzo “nella misura compresa tra un minimo di quattro e un massimo di ventiquattro mensilità” dell’ultima retribuzione per il calcolo del Tfr, come si legge nella bozza del provvedimento validata dal Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi di Palazzo Chigi e poi approvata mercoledì scorso dal Consiglio dei ministri.

Il calcolo del risarcimento terrà conto della gravità della violazione, anche in rapporto al numero dei contratti a tempo e alla durata complessiva del rapporto di lavoro, mentre il lavoratore danneggiato potrà "provare il maggior danno”.

È così che il governo prova a chiudere la questione con Bruxelles. D’altronde la Commissione europea era stata chiara e perentoria nel richiamo inviato ad aprile dell’anno scorso.

La lettera recapitata a Roma conteneva il cosiddetto parere motivato sulla procedura d’infrazione aperta a luglio del 2019. Un passaggio delicato perché il parere ha cristallizzato l’inadempimento per il recepimento “non corretto” della direttiva europea che vieta discriminazioni a danno dei lavoratori a tempo determinato e obbliga gli Stati membri a varare misure per prevenire e sanzionare l’utilizzo abusivo di questi contratti.

All’Italia erano stati due mesi di tempo, fino al 19 giugno 2023, per rimediare alle carenze riscontrate in sede europea. E questo perché, come si legge nel comunicato della Commissione, la normativa italiana non previene e non sanziona, in maniera sufficiente, l’utilizzo abusivo dei contratti per diverse categorie di lavoratori. "Alcuni di questi lavoratori - si legge nella missiva - hanno anche condizioni di lavoro meno favorevoli rispetto ai lavoratori a tempo indeterminato, situazione che costituisce una discriminazione e contravviene al diritto dell’Unione”.

Il parere concordato indicava anche la possibilità per la Commissione di deferire il caso alla Corte di giustizia dell’Unione europea se l’Italia non avesse messo mano alle norme entro la scadenza indicata.

Una possibilità che è ritornata a prendere quota qualche mese fa. Ecco perché il governo ha dovuto inserire la previsione dell’indennità per i precari della Pa tra le 16 soluzioni contenute nel decreto “Salva-infrazioni” che puntano a chiudere altrettanto procedure di infrazione ancora attive. Pagare per sanare.

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