Cernobbio - Qualche sprazzo di sintonia s’intravede, sul palco di Cernobbio, all’ultima giornata del Forum Ambrosetti, quella che si apre col panel delle opposizioni. E non su un tema da poco. Sull’economia (e sulla sanità), il terzetto che appare sul palco sembra trovare una sua geometria, ancora molto variabile su altri temi come la politica estera.
Davanti alla platea che il giorno prima aveva applaudito a più riprese Giorgia Meloni nonostante l’affaire pompeiano, si può dire che Elly Schlein, che era al suo debutto qui in riva al lago di Como, superi la prova. Il parterre di imprenditori batte le mani, mentre la leader del Pd sciorina le sue ricette economiche. Anche Carlo Calenda, il leader di Azione, incassa apprezzamenti. Conte, che non va matto per la kermesse, ricambiato, non c’è fisicamente, ma si video-collega. Riceve un solo applauso, di una sola persona.
Cernobbio - Qualche sprazzo di sintonia s’intravede, sul palco di Cernobbio, all’ultima giornata del Forum Ambrosetti, quella che si apre col panel delle opposizioni. E non su un tema da poco. Sull’economia (e sulla sanità), il terzetto che appare sul palco sembra trovare una sua geometria, ancora molto variabile su altri temi come la politica estera.
Davanti alla platea che il giorno prima aveva applaudito a più riprese Giorgia Meloni nonostante l’affaire pompeiano, si può dire che Elly Schlein, che era al suo debutto qui in riva al lago di Como, superi la prova. Il parterre di imprenditori batte le mani, mentre la leader del Pd sciorina le sue ricette economiche. Anche Carlo Calenda, il leader di Azione, incassa apprezzamenti. Conte, che non va matto per la kermesse, ricambiato, non c’è fisicamente, ma si video-collega. Riceve un solo applauso, di una sola persona.
Sul palco, nel dibattito moderato dal direttore del Corriere, Luciano Fontana, Schlein chiede a tutte le forze di centrosinistra di fare “fronte comune sui temi concreti” per creare “un’alternativa credibile alle destre”.
Dopo il mezzo miracolo del salario minimo, che ha unito l’ex campo largo (tranne Renzi) l’estate scorsa, la leader del Pd ci riprova sulla sanità. "Lavoriamoci insieme e facciamo fronte comune contro le liste d’attesa: si allungano e la gente rinuncia a curarsi”, dice la leader del Pd, interessata alla proposta di Calenda di investire in sanità i 4 miliardi delle aliquote Irpef. “Siamo gli ultimi tra i Paesi del G7 per quanto riguarda la spesa sanitaria”, fa sponda Conte.
Certo, non sono solo baci & abbracci, sul palco. Quando si parla di Ucraina le crepe a sinistra tornano a galla. E sono plateali. Schlein invoca “compattezza, pur dentro un percorso di costruzione di una pace giusta”, sorvolando sull’offensiva ucraina nel Kursk e sul veto all’utilizzo delle armi italiane. Calenda invece si schiera a favore dell’operazione di Kiev in territorio russo, perché difensiva. Conte no, invoca solo una “soluzione negoziale”. La sua contrarietà alle armi è arci-nota.
È il capo di Azione poi a diffondere una nota in cui esalta queste differenze, aggiungendoci anche quelle "sulla giustizia, sulla politica dei bonus, sull’energia”. Ma lui coltiva ancora l’aspirazione terzopolista, al contrario di Matteo Renzi, che è tornato a sinistra. “Le differenze sono troppo ampie - scrive Calenda - ma possiamo collaborare su sanità, salari e scuola”.
Nel frattempo, chiuso il pc, Conte va alla festa del Fatto e mette a verbale: “Noi mai in un progetto con Renzi, parlerò con Schlein”. E ancora: “’Sto campo largo, ma che vuol dire? Il primo che passa?”. Poi, in sequenza, frecciata ai dem: “TeleMeloni? Quando era TelePd non era meglio”. Altro attacco all’ex Rottamatore: “È un affarista, ora vuole entrare nella partita del litio”.
Naturalmente Renzi non rimane zitto. Replica così: "Il litio? Conte non sta benissimo. Lo sfido a un confronto, in tv o in tribunale. Se vince la linea Conte, vince Meloni”. E pure Angelo Bonelli dei Verdi, intanto, se la prende con Calenda che aveva rilanciato poco prima il nucleare: “Se lo vuole, si allei con la destra”. Per Schlein il lavoro di tessitura è ancora all’inizio.
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