✕

La maggioranza punta Giorgetti: meno tasse per il ceto medio. Alla manovra mancano 10 miliardi

(agf)

Ascolta l'audio

Le richieste: sconti Irpef e flat tax ma non c’è intesa. Mancano 10 miliardi. Il ministro leghista: “Complicato fare il bilancio”. Non sarà più vicesegretario del partito
2 minuti di lettura

ROMA - La manovra povera non ferma gli appetiti della maggioranza. Ma ben che vada Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia potranno spartirsi le briciole perché la Finanziaria da 23-24 miliardi è prenotata dalle misure che la destra non può permettersi di non confermare, a iniziare dal taglio del cuneo fiscale, e dagli impegni con Bruxelles per la correzione dei conti.

Lo spazio per le misure extra sarà più che esiguo. “Da verificare”, come il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti va ripetendo nelle ultime ore. Non a caso. A ieri sera, infatti, il pallottoliere dei tecnici del ministero dell’Economia segnava 13,7 miliardi: all’appello, quindi, ne mancano circa dieci. Sono gli stessi soldi che si cercavano ad inizio agosto, come anticipato da Repubblica, a testimonianza di una caccia alle coperture che fa fatica ad ingranare. A meno che - è l’auspicio di Giorgetti - la Bce tagli i tassi, restituendo così un po’ di sollievo ai conti pubblici.

E però i partiti che sostengono l’esecut…

ROMA - La manovra povera non ferma gli appetiti della maggioranza. Ma ben che vada Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia potranno spartirsi le briciole perché la Finanziaria da 23-24 miliardi è prenotata dalle misure che la destra non può permettersi di non confermare, a iniziare dal taglio del cuneo fiscale, e dagli impegni con Bruxelles per la correzione dei conti.

Lo spazio per le misure extra sarà più che esiguo. “Da verificare”, come il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti va ripetendo nelle ultime ore. Non a caso. A ieri sera, infatti, il pallottoliere dei tecnici del ministero dell’Economia segnava 13,7 miliardi: all’appello, quindi, ne mancano circa dieci. Sono gli stessi soldi che si cercavano ad inizio agosto, come anticipato da Repubblica, a testimonianza di una caccia alle coperture che fa fatica ad ingranare. A meno che - è l’auspicio di Giorgetti - la Bce tagli i tassi, restituendo così un po’ di sollievo ai conti pubblici.

E però i partiti che sostengono l’esecutivo sono già pronti con le pretese. Certo la consapevolezza che si potrà ottenere al massimo un mini segnale è acquisita: “Sul tema delle pensioni, consapevoli del fatto che le risorse non ci sono, sappiamo che non possiamo avere grandissime pretese”, ammette il capogruppo del Carroccio al Senato, Massimiliano Romeo.

Intanto le richieste sono partite. Forza Italia le ha già presentate a Giorgetti: ieri mattina, al Mef, i capogruppo Paolo Barelli e Maurizio Gasparri hanno chiesto di aumentare l’importo delle pensioni minime fino a 640 euro. Ma anche di tagliare l’aliquota Irpef per i redditi fino a 50 mila euro, dal 35% al 33%. "Costa, eh”, ha risposto il titolare del Tesoro. Almeno 2,5 miliardi. Ma gli azzurri insistono. All’incontro c’era anche il responsabile Dipartimenti Alessandro Cattaneo: “Forza Italia - insiste - tiene alla propria identità liberale con iniziative, a sostegno della crescita, per il ceto medio”.

Otto e mezzo di sera, Senato. Alla riunione dei parlamentari della Lega convocata da Matteo Salvini, Giorgetti illustra i contorni della manovra. Annuncia che lascerà l’incarico di vicesegretario del partito. Anche il presidente della Camera Lorenzo Fontana lo segue. Gli impegni legati ai rispettivi incarichi consigliano il passo indietro che sarà formalizzato al Consiglio federale. Tutti d’accordo. Intanto Salvini chiede l’estensione della flat tax e la tassa piatta al 15% sugli straordinari dei dipendenti del settore privato. Anche in questo caso il focus è il ceto medio.

E poi c’è FdI. L’obiettivo è la flat tax incrementale per i dipendenti, oltre al taglio Irpef suggerito da FI. Tutti in pressing per un segnale al ceto medio, ma con ricette differenti. Intanto Giorgetti alza un muro: "Le nuove regole rendono complicato fare il bilancio, pure per gli emendamenti”. Un altro avvertimento alla maggioranza in vista del passaggio parlamentare della manovra. Prima, però, bisogna metterla in piedi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Leggi i commenti