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Commerzbank, Orcel: “Operazione non è una sorpresa”. L’acquisizione completa è sul tavolo, ma i sindacati tedeschi vanno sulle barricate contro Unicredit

(reuters)

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Il ceo spiega le ragioni del blitz tedesco: “Coerente con la strategia”. Intanto si alza il coro di protesta dei Ver.di contro l’ipotesi di aggregazione con la banca italiana. I timori per posti di lavoro e rapporti con le Pmi
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BERLINO – Il ceo di Unicredit, Andrea Orcel, spiega il blitz in terra tedesca dopo la mossa a sorpresa della sua Unciredit, che ha rilevato ieri il 9% di Commerzbank, dicendo che è “coerente con la strategia” della banca italiana e che sugli sviluppi futuri c’è apertura a tutte le opzioni, compresa l’acquisizione completa. Ma deve già guardarsi dalle proteste dei rappresentanti dei lavoratori che hanno annunciato che si opporranno “con le unghie e con i denti” a qualsiasi tentativo della banca italiana di aumentare le sue quote nella rivale tedesca. Se necessario, anche con proteste di piazza. Mentre Bloomberg riporta che i vertici della banca avrebbero ingaggiato Goldman Sachs per la loro strategia difensiva. Non è chiaro, però, se il cda sia aperto a un’integrazione o se si sia allineato alle proteste dei sindacati: altri media riportano un atteggiamento di apertura, da parte del board.

BERLINO – Il ceo di Unicredit, Andrea Orcel, spiega il blitz in terra tedesca dopo la mossa a sorpresa della sua Unciredit, che ha rilevato ieri il 9% di Commerzbank, dicendo che è “coerente con la strategia” della banca italiana e che sugli sviluppi futuri c’è apertura a tutte le opzioni, compresa l’acquisizione completa. Ma deve già guardarsi dalle proteste dei rappresentanti dei lavoratori che hanno annunciato che si opporranno “con le unghie e con i denti” a qualsiasi tentativo della banca italiana di aumentare le sue quote nella rivale tedesca. Se necessario, anche con proteste di piazza. Mentre Bloomberg riporta che i vertici della banca avrebbero ingaggiato Goldman Sachs per la loro strategia difensiva. Non è chiaro, però, se il cda sia aperto a un’integrazione o se si sia allineato alle proteste dei sindacati: altri media riportano un atteggiamento di apertura, da parte del board.

Le parole di Orcel

Parlando al canale televisivo dell’agenzia finanziaria, Orcel ripercorre la genesi dell’operazione. "Pensavamo che le condizioni per procedere" su Commerzbank "non ci fossero”, ricorda. “Ma in estate, sentiti i rumor, abbiamo deciso di acquistare titoli sul mercato a prezzi piuttosto attrattivi". Poi è scattata la seconda fase: "Quando poi il governo si è deciso a vendere e noi eravamo tra gli investitori che avevano contattato per comprare le azioni, abbiamo fatto un'offerta ed è stata accettata", aggiunge. Orcel si dice certo del valore che la banca tedesca può esprimere e rileva che l’operazione non dovrebbe essere una sorpresa ma è coerente con la strategia di Piazza Gae Aulenti. Quanto alle prossime mosse, pur segnalando che un'acquisizione completa è possibile, predica pazienza: "Potremmo salire, scendere o combinare". In ogni caso, "le conversazioni su un'operazione di fusione e acquisizione” dice "sono in cima alle discussioni in corso sulla partecipazione". E, in un certo senso provando a prevenire le ritrosie locali, aggiunge: “Possiamo impegnarci in modo costruttivo per capire se tutti noi vogliamo creare qualcosa di più del solo valore che può essere creato da Commerzbank standalone", ovvero restando da sola.

L’opposizione dei sindacati

Per ora i rappresentanti dei lavoratori non paiono troppo dell’idea, per usare un eufemismo. “Ci opporremo a una potenziale conquista in ogni sede”, ha dichiarato al Financial Times il rappresentante del sindacato dei servizi Ver.di e membro del consiglio di sorveglianza Stefan Wittmann. “Se necessario”, ha aggiunto, “anche con proteste pubbliche”. Il capo dei Ver.di, Franz Werneke, ha persino fatto appello direttamente al governo tedesco perché fermi qualsiasi ulteriore cessione di quote al colosso milanese. “Il ministro delle Finanze Christian Lindner deve dare un chiaro segnale di sostegno a favore della Germania” e deve “bloccare un potenziale takevoer da parte di Unicredit”, ha dichiarato in un comunicato.

Durante la crisi finanziaria del 2008, il governo tedesco guidato allora da Angela Merkel e dal ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble aveva rilevato una quota di Commerzbank per salvarla dallo tsunami dei subprime americani. Ma la scorsa settimana Berlino aveva annunciato l’intenzione di scendere dal 16,5% al 12%. Lo Stato resta comunque primo azionista dell’istituto di Francoforte. Poco dopo l’annuncio del governo, Unicredit si è mossa per rivelarne il 9%.

I lavoratori nel consiglio e il precedente Hvb

La ribellione contro un eventuale conquista degli italiani è partita ora dal consiglio di sorveglianza. Metà del board è costituito dei rappresentanti dei lavoratori. E la tradizione tedesca della cogestione vuole che il consiglio di sorveglianza partecipi a tutte le decisioni strategiche della banca. Anche se in teoria il presidente, Jens Weidmann, può forzare la mano, nel caso di uno stallo decisionale.

Il rappresentante dei Ver.di Wittmann motiva le barricate con il timore che Commerzbank possa venire meno al suo tradizionale ruolo di sostegno alle piccole e medie imprese tedesche. E cita il precedente di Hypovereinsbank, la controllata di Unicredit, per rafforzare la sua tesi che il secondo maggiore colosso bancario tedesco non possa andare in mano “a Milano”.

Wittmann accusa Unicredit di aver organizzato un “massacro senza precedenti” nella banca di Monaco, tagliando posti di lavoro e filiali in tutta la Germania. E definisce la decisione del ministro Lindner di vendere il 4,5% delle quote in mano allo Stato “estremamente ingenua”.

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