ROMA – Una fuga in avanti avventata. Senza preavviso. Ha fatto tutto da solo, Giancarlo Giorgetti. L’ira di Forza Italia contro la mossa del ministro dell’Economia sulla tassazione degli extraprofitti bancari inizia da qui. Da «ragioni di metodo», come recita il messaggio che al mattino rimbalza sulle chat dei deputati azzurri, quando partono i commenti alla linea assunta da Giorgetti all’Ecofin del giorno prima. Lì, davanti ai colleghi europei, si è detto «favorevole ad aprire la discussione» sul tema. Il timore dei forzisti è che questa disponibilità al confronto possa essere solo l’anteprima di un passo ancora più deciso e per loro doloroso: l’introduzione in Italia di un prelievo sugli istituti di credito per recuperare le risorse che servono a finanziare la manovra.
La linea viene decisa in poche ore. Parla Antonio Tajani, il peso massimo del partito. E alza un muro. «Noi - tuona - siamo assolutamente contrari, lo considero un periodo ipotetico dell’irrealtà». Aggiunge di non a…
ROMA – Una fuga in avanti avventata. Senza preavviso. Ha fatto tutto da solo, Giancarlo Giorgetti. L’ira di Forza Italia contro la mossa del ministro dell’Economia sulla tassazione degli extraprofitti bancari inizia da qui. Da «ragioni di metodo», come recita il messaggio che al mattino rimbalza sulle chat dei deputati azzurri, quando partono i commenti alla linea assunta da Giorgetti all’Ecofin del giorno prima. Lì, davanti ai colleghi europei, si è detto «favorevole ad aprire la discussione» sul tema. Il timore dei forzisti è che questa disponibilità al confronto possa essere solo l’anteprima di un passo ancora più deciso e per loro doloroso: l’introduzione in Italia di un prelievo sugli istituti di credito per recuperare le risorse che servono a finanziare la manovra.
La linea viene decisa in poche ore. Parla Antonio Tajani, il peso massimo del partito. E alza un muro. «Noi - tuona - siamo assolutamente contrari, lo considero un periodo ipotetico dell’irrealtà». Aggiunge di non aver ricevuto «nessuna segnalazione in questa direzione». Primo segnale indiretto a Giorgetti. Poi lo tira in ballo: «ll ministro non ne ha mai parlato». Ecco il metodo che non torna. Il fastidio si fa più forte man mano che le ore passano: Giorgetti non replica alle dichiarazioni di Tajani, che seppur indirettamente ha chiesto rassicurazioni al collega. Chiuso dentro al centro congressi Balna di Budapest, il ministro dell’Economia parla d’altro. Di emergenza demografica.
Un anno fa l’attacco di Marina Berlusconi
Tocca ai parlamentari tenere il punto. Alessandro Cattaneo solleva questioni di merito: «In economia - dice- non esiste il concetto di extra profitto, ma solo di profitto su cui si pagano peraltro le tasse, da liberali non saremo perciò mai favorevoli a interventi distorsivi del mercato da parte dello Stato». Parole che ricordano quelle utilizzate esattamente un anno fa da Marina Berlusconi per respingere la tassa sugli extraprofitti approvata dal Consiglio dei ministri a inizio agosto.
Era il 15 settembre quando la presidente di Fininvest manifestò pubblicamente «grandi perplessità sia sul merito che sul metodo». Sul merito, sostenendo che il termine extraprofitti era «fuorviante» e «demagogico» perché, incalzò, «chi stabilisce quando un profitto è extra e quando normale?». E poi le critiche sul metodo: fu un blitz in Cdm quello che Giorgia Meloni fece confezionare al suo fedelissimo sottosegretario Giovanbattista Fazzolari. Fonti azzurre non escludono un contatto nelle ultime ore tra la primogenita di Silvio Berlusconi e Tajani. Di sicuro, spiegano, «se il metodo e il merito sono di nuovo quelli di un anno fa, lei non ha cambiato idea e noi la pensiamo allo stesso modo».
Quali spese in manovra
I sospetti di Forza Italia nei confronti di Giorgetti non finiscono qui. Hanno a che fare sempre con la manovra. E, di nuovo, con il metodo e il merito. Lo spiazzamento sulla tassa per le banche arriva ad appena tre giorni dall’incontro con il ministro per esaminare le proposte da inserire nella Finanziaria. Dal faccia a faccia, FI è uscita con poche speranze. «I soldi sono pochi», ha ribadito Giorgetti per ridimensionare le ambizioni sull’aumento delle pensioni minime e il taglio dell’Irpef a favore del ceto medio. Il giorno dopo, però, lo stesso ministro ha tirato fuori il pacchetto degli aiuti alle famiglie con figli. E ora gli azzurri temono che tutti i soldi che si riuscirà a recuperare finiranno lì. Che a decidere, ancora una volta, sia solo il ministro. Un’altra fuga solitaria. Proprio come quella sul prelievo sulle banche.