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Mundys scala il Cile Sarà il primo operatore tra strade e gallerie

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Il gruppo che fa capo ai Benetton ha vinto una commessa da 370 milioni Costruirà due tunnel a Santiago e gestirà un quarto della rete nazionale
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MILANO — Mundys rafforza la sua presenza in Cile acquisendo una commessa da 370 milioni di euro per la costruzione di due tunnel a Santiago, che insieme alla gara da un miliardo di euro per la Ruta 5, vinta ad agosto, fa del gruppo tricolore il leader delle infrastrutture cilene con oltre mille chilometri di autostrade e un quarto della rete nazionale. Il Cile è infatti uno dei pochi Paesi sudamericani con un governo stabile, condizione che ha permesso al gruppo, che fa capo alla Edizione dei Benetton (57% del capitale), di avere rapporti consolidati da oltre 20 anni.

Sale l’incidenza del Paese e crescerà con le gare future

Dopo la Francia il Cile è il secondo Paese di sbocco di Mundys quanto a pedaggi e redditività nelle autostrade, e il terzo in assoluto, dietro a Francia e Italia, in quest’ultimo caso grazie anche al contributo di Adr, sul fronte ricavi e margini. L’inizio dei lavori dei due tunnel, che creeranno 620 posti di lavoro, è previsto nel 2025, e l’opera migliorerà la v…

MILANO — Mundys rafforza la sua presenza in Cile acquisendo una commessa da 370 milioni di euro per la costruzione di due tunnel a Santiago, che insieme alla gara da un miliardo di euro per la Ruta 5, vinta ad agosto, fa del gruppo tricolore il leader delle infrastrutture cilene con oltre mille chilometri di autostrade e un quarto della rete nazionale. Il Cile è infatti uno dei pochi Paesi sudamericani con un governo stabile, condizione che ha permesso al gruppo, che fa capo alla Edizione dei Benetton (57% del capitale), di avere rapporti consolidati da oltre 20 anni.

Sale l’incidenza del Paese e crescerà con le gare future

Dopo la Francia il Cile è il secondo Paese di sbocco di Mundys quanto a pedaggi e redditività nelle autostrade, e il terzo in assoluto, dietro a Francia e Italia, in quest’ultimo caso grazie anche al contributo di Adr, sul fronte ricavi e margini. L’inizio dei lavori dei due tunnel, che creeranno 620 posti di lavoro, è previsto nel 2025, e l’opera migliorerà la viabilità di Santiago, riducendo del 20% i tempi di percorrenza e del 25% il traffico sulla tratta. Saranno inoltre installati 2.500 metri di schermi acustici per ridurre le emissioni sonore e minimizzare l’impatto con le aree limitrofe. I tunnel da 1,5 chilometri ciascuno, saranno ultimati a inizio 2026, quando Mundys stima di realizzare ricavi addizionali per 120 milioni, e un mol di 100 milioni. Nel 2024 le concessioni in Cile dovrebbero contribuire al 15% della redditività del gruppo, cifra che è destinata a salire quando queste opere andranno a regime, e che potrebbe salire in vista delle nuove gare indette dal governo.

Opere a basso impatto per assecondare il governo

La presenza in Cile della società guidata da Andrea Mangoni è storica, l’allora Atlantia già 24 anni fa aveva iniziato i lavori per un’arteria cruciale, Costanera Norte, che attraversa Santiago. Peraltro anche la stessa Costanera che gestisce 200 km di pedaggi, è impegnata su una serie di nuove opere. Tra queste c’è la Ruta 78-68 che collegherà la capitale alla zona portuale di Valparaiso; tre nuove tratte da 5,2 km, il collegamento con l’aeroporto di Santiago e un progetto di riqualificazione da 63 mila mq della Vespucio sur per potenziare la sicurezza urbana e abbattere le emissioni. Il governo cileno è molto sensibile a uno sviluppo della viabilità legato alla crescita demografica di Santiago attento anche all’impatto ambientale.

A Santiago pannelli fono assorbenti e pompe di calore

L’area della capitale consta di oltre 6 milioni di abitanti (un terzo dell’intera popolazione), pertanto il piano delle infrastrutture che la attraversano è sempre più orientate alla sostenibilità e Mundys si è dimostrata un committente affidabile anche sulle emissioni, estendendo l’accordo anche in altri ambiti. Il colosso controllato dai Benetton si è inoltre fatto carico della sostituzione di 800 vecchi impianti di riscaldamento dei residenti nei pressi delle tratte autostradali, sostituendoli con altrettante pompe di calore, per abbattere le emissioni di una zona che essendo intensamente popolata, soffre di un forte inquinamento.

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