✕

L’ottovolante della Borsa di Tokyo

©2015 Zhudifeng 

Ascolta l'audio

Dopo il saliscendi estivo del Nikkei, la volatilità potrebbe proseguire E la politica monetaria Usa condizionerà i movimenti dello yen
2 minuti di lettura

Nel distretto finanziario di Chuo, a Tokyo, da due mesi la volatilità ha preso in ostaggio la seconda Borsa valori più importante al mondo. Nell’ultima settimana il listino giapponese è tornato a scendere e, se paragonato all’andamento odierno, il picco raggiunto l’11 luglio scorso sembra storia da passato remoto. In quel momento, l’azionario nipponico stava crescendo da inizio anno del 30% e il principale indice Nikkei aveva sfondato il tetto dei 42 mila punti. Poi è arrivata la svolta improvvisa. La Borsa ha iniziato a flettere e il 5 agosto un ribasso brutale ha azzerato i guadagni di mesi, spingendo il Nikkei a un meno 12% in un solo giorno di contrattazioni: la seconda peggior performance dal 1987, anno del lunedì nero che scosse le Borse mondiali.

L’indice di tokyo nikkei

Nei giorni immediatamente successivi il mercato si era ripreso e alla fine delle vacanze estive aveva recuperato parte delle perdite. Da poco …

Nel distretto finanziario di Chuo, a Tokyo, da due mesi la volatilità ha preso in ostaggio la seconda Borsa valori più importante al mondo. Nell’ultima settimana il listino giapponese è tornato a scendere e, se paragonato all’andamento odierno, il picco raggiunto l’11 luglio scorso sembra storia da passato remoto. In quel momento, l’azionario nipponico stava crescendo da inizio anno del 30% e il principale indice Nikkei aveva sfondato il tetto dei 42 mila punti. Poi è arrivata la svolta improvvisa. La Borsa ha iniziato a flettere e il 5 agosto un ribasso brutale ha azzerato i guadagni di mesi, spingendo il Nikkei a un meno 12% in un solo giorno di contrattazioni: la seconda peggior performance dal 1987, anno del lunedì nero che scosse le Borse mondiali.

L’indice di tokyo nikkei

Nei giorni immediatamente successivi il mercato si era ripreso e alla fine delle vacanze estive aveva recuperato parte delle perdite. Da poco più di una settimana, però, il segno rosso è tornato a dominare. Il Nikkei è sceso nuovamente quasi dell’8% e ora viaggia poco sopra i 35 mila punti.

Il perché delle montagne russe

Spiegare le montagne russe della Borsa di Tokyo non è cosa semplice, ma l’analista di Xtb David Pascucci non ha dubbi su un aspetto, ovvero che «il saliscendi che stiamo vedendo non avrà vita breve. Prendete l’esempio del 2022: in quel caso i mercati per assorbire la forte volatilità hanno impiegato oltre un anno».

Come si diceva, le ragioni dietro l’altalena dell’azionario nipponico non sono tutte di così facile lettura. A partire dal discusso carry trade e alla conseguente volatilità sul mercato valutario del Paese, che hanno agito da carburante per le svendite di agosto. La strategia è abbastanza nota tra gli investitori e consiste nel prendere a prestito capitali in una determinata valuta, per investire i medesimi in strumenti finanziari in valute differenti. Dati i bassi tassi di interesse applicati dalla Banca centrale giapponese, in questi anni è risultato piuttosto conveniente indebitarsi in yen e utilizzare i prestiti contratti per fare trading in altri mercati; ma ciò è stato vero fino a luglio, con la moneta giapponese vittima, tra l’altro, di un forte deprezzamento nei confronti delle altre valute.

La decisione di alzare i tassi di riferimento dello 0,25% comunicata a luglio dall’istituto guidato da Kazuo Ueda ha sparigliato le carte. E gli ultimi dati macroeconomici americani non proprio positivi hanno fatto il resto. I grandi investitori globali hanno colto la palla al balzo, alleggerendo i propri portafogli dagli ormai sovrappesati titoli tecnologici Usa (solo Nvidia ha bruciato 500 miliardi di dollari di capitalizzazione in poche sedute), i cui effetti si sono abbattuti anche sulle coste giapponesi.

L’analisi e la decisione della Bank of Japan

Come ricordato in una recente analisi da Daniel Hurley, specialista di azionario giapponese della società d’investimenti T. Rowe Price, il Nikkei è incentrato sulle società tecnologiche e sulle imprese ad alto tasso di export, per questo è così fortemente correlato all’andamento dell’economia statunitense. Non a caso, da luglio il manifatturiero nipponico è ufficialmente in contrazione, con l’indice Pmi sotto la soglia critica dei 50 punti. Allo stesso tempo, gli speculatori si sono affrettati a chiudere migliaia e migliaia di contratti short sulla valuta giapponese (scommesse che puntano sul deprezzamento dello yen), incassandone i profitti.

I risultati di tutto questo si vedono nei grafici, con l’azionario stretto nella morsa della volatilità e un continuo apprezzamento dello yen sul dollaro, ora scambiato a 141 yen per dollaro dai 161 di inizio luglio «È fondamentale l’appuntamento di mercoledì – afferma Pascucci – quando la Fed renderà note le sue strategie di politica monetaria». Jerome Powell ha annunciato che il taglio dei tassi ci sarà, resta da capire se sarà di 25 o di 50 punti base. Al contrario, la Bank of Japan ha ribadito la sua intenzione di continuare ad alzare i tassi. «Ciò vuol dire che andremo incontro a un probabile ulteriore apprezzamento dello yen – conclude l’analista di Xtb – confermando il trend ribassista dell’azionario».

Leggi i commenti