Pnrr, la spinta di Panetta: “Proroghe per il Mezzogiorno”
di Giuseppe ColomboROMA - Essere veloci sì, è "essenziale”. Ma se la rapidità “pregiudica l’efficacia”, allora è meglio allungare i tempi. Non ha dubbi, Fabio Panetta. E per non lasciare spazio a interpretazioni fuorvianti, il governatore della Banca d’Italia è ancora più esplicito nell’indicare la rotta per il Pnrr al Sud.
Lo fa con un passaggio a braccio, in aggiunta al testo dell’intervento sull’economia del Mezzogiorno che tiene a Catania: “I progetti - sottolinea - vanno fatti bene, non dobbiamo farli per farli”. Quindi devono servire “a potenziare la capacità produttiva". Altrimenti, avverte, “se li facciamo per spendere i soldi ci illudiamo: vedremo una fiammata magari e poi ricominceremo a fare i convegni per spiegare perché il Sud non cresce”.
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ROMA - Essere veloci sì, è "essenziale”. Ma se la rapidità “pregiudica l’efficacia”, allora è meglio allungare i tempi. Non ha dubbi, Fabio Panetta. E per non lasciare spazio a interpretazioni fuorvianti, il governatore della Banca d’Italia è ancora più esplicito nell’indicare la rotta per il Pnrr al Sud.
Lo fa con un passaggio a braccio, in aggiunta al testo dell’intervento sull’economia del Mezzogiorno che tiene a Catania: “I progetti - sottolinea - vanno fatti bene, non dobbiamo farli per farli”. Quindi devono servire “a potenziare la capacità produttiva". Altrimenti, avverte, “se li facciamo per spendere i soldi ci illudiamo: vedremo una fiammata magari e poi ricominceremo a fare i convegni per spiegare perché il Sud non cresce”.
ll numero uno di via Nazionale non cita direttamente il governo, ma quando passa al suggerimento operativo intercetta il vulnus della gestione del Piano nazionale di ripresa e resilienza. “Qualora a causa dell’ingente ammontare degli investimenti insorgesse un conflitto tra i due obiettivi - efficacia e rapidità - sarebbe preferibile salvaguardare il primo e valutare la possibilità di concordare, per queste Regioni, un allungamento dei tempi di realizzazione dei progetti”.
Tradotto: la proroga, seppure selettiva, della scadenza del Piano non deve essere un tabù. Uno scenario che invece il governo rigetta, almeno ufficialmente, per non sconfessare la narrazione del "Pnrr dei record”.
E però, ragiona il governatore, solo “un impiego efficiente delle risorse” può aiutare il Sud a irrobustire quella crescita che dopo la pandemia è stata virtuosa, anche di più rispetto al resto del Paese.
Tra il 2019 e il 2023, infatti, il Pil del Mezzogiorno è aumentato del 3,7% contro il 3,3% nelle altre Regioni. L’occupazione è salita del 3,5% mentre nel resto del Paese dell’1,5 per cento. Indicatori positivi che però “vanno valutati con cautela”.
Per questo Panetta li definisce “indizi” di un possibile miglioramento della “capacità competitiva dell’economia meridionale” che deve puntare appunto sul Pnrr. Al punto che il Piano deve diventare "un metodo”. Solo così, è la conclusione, il Sud può diventare “la scommessa” dell’Italia.
Investimenti, quindi, e non più "politiche assistenziali”. Tocca al governo. Orfano di Raffaele Fitto, nominato commissario europeo, Meloni dovrà decidere innanzitutto a chi affidare il Piano da 194,4 miliardi. E poi fare sponda con il suo ex ministro per il Pnrr sulla strategia da adottare in Europa.
Per ora l’indicazione di Panetta viene aggirata. "Non può essere una scelta italiana o meridionale, ma europea”, spiegano fonti dell’esecutivo. Come a dire: l’Italia non si immolerà per prima nel chiedere di allungare il Recovery oltre la scadenza del 30 giugno 2026.
In realtà a Palazzo Chigi si sta già valutando di chiedere mini proroghe per i progetti che alla scadenza riusciranno a raggiungere al massimo l’85-90% del target. Ma non è ancora il momento di scoprire le carte. Prima, ragionano le fonti, Fitto dovrà capire che margini avrà con il collega Valdis Dombrovskis. Next Generation Eu è un portafoglio condiviso. Con un “falco”. Non proprio l’interlocutore ideale per avanzare pretese.
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