Bonus tredicesima solo per un milione di lavoratori. Tetto al reddito e non sarà automatico
di Giuseppe ColomboROMA - Governo, bonus e famiglia. La versione natalizia è pronta: cento euro ai lavoratori dipendenti. Ma l’indennità una tantum andrà solo a chi ha un coniuge e almeno un figlio. Tutti gli altri saranno tagliati fuori: i single e le coppie sposate senza figli, ma anche chi convive e chi è legato da un’unione civile. Per loro no, niente bonus a dicembre.
È un emendamento del governo al decreto Omnibus, ora all’esame del Senato, a fissare i paletti familistici. E non sono gli unici. I cento euro, infatti, saranno caricati esclusivamente sulle tredicesime dei lavoratori con un reddito fino a 28 mila euro (l’abitazione principale sarà esclusa dalla base di calcolo).
I soldi a disposizione sono pochi, appena 100 milioni, e così Giorgia Meloni è costretta a restringere ulteriormente la platea dei beneficiari. Basta leggere la relazione illustrativa dell’emendamento, lì dove si parla di "limitatezza della risorse disponibili” che obbliga l’esecutivo a concentrarsi sui lavoratori che "si tro…
ROMA - Governo, bonus e famiglia. La versione natalizia è pronta: cento euro ai lavoratori dipendenti. Ma l’indennità una tantum andrà solo a chi ha un coniuge e almeno un figlio. Tutti gli altri saranno tagliati fuori: i single e le coppie sposate senza figli, ma anche chi convive e chi è legato da un’unione civile. Per loro no, niente bonus a dicembre.
È un emendamento del governo al decreto Omnibus, ora all’esame del Senato, a fissare i paletti familistici. E non sono gli unici. I cento euro, infatti, saranno caricati esclusivamente sulle tredicesime dei lavoratori con un reddito fino a 28 mila euro (l’abitazione principale sarà esclusa dalla base di calcolo).
I soldi a disposizione sono pochi, appena 100 milioni, e così Giorgia Meloni è costretta a restringere ulteriormente la platea dei beneficiari. Basta leggere la relazione illustrativa dell’emendamento, lì dove si parla di "limitatezza della risorse disponibili” che obbliga l’esecutivo a concentrarsi sui lavoratori che "si trovano in condizioni economiche di particolare disagio”. Appena 1,1 milioni, è la stima che viene riportata nella relazione tecnica.
Il mini perimetro viene fuori chiaramente quando si passa dal numero dei beneficiari a quello tarato sul totale dei dipendenti: il bonus andrà ad appena 1 lavoratore su 19 (i dipendenti sono circa 19 milioni), quindi il 95% sarà escluso.
I pochi fortunati dovranno comunque attivarsi per incassare l’indennità. L’erogazione, infatti, non sarà automatica. ll datore di lavoro caricherà il bonus sulla tredicesima, ma solo dopo che il lavoratore ne avrà fatto richiesta attestando per iscritto "di avervi diritto”. Dovrà quindi indicare il codice fiscale del coniuge e quello dei figli.
Passaggi burocratici per un bonus che quantomeno ha una data e un importo. Elementi tutt’altro che scontati considerando che fino a qualche settimana fa era il “bonus Befana” da 77 euro, in arrivo a gennaio dell’anno prossimo. Poi il governo è riuscito a racimolare 100 milioni e a riportarlo nel 2024, come aveva pensato inizialmente.
Ma è comunque un pannicello caldo. La promessa fatta da Leo, infatti, era decisamente più generosa: una detassazione delle tredicesime. Rinviata, come si evince dalla relazione illustrativa dell’emendamento: il bonus è introdotto "in attesa” della flat tax sulla tredicesima mensilità.
Il Pd va all’attacco. “Una misura del tutto inutile, fatta da un governo di pataccari”, tuona il responsabile Economia del partito, Antonio Misiani. La senatrice Cristina Tajani contesta il metodo adottato dal governo: “Hanno depositato venerdì sera un emendamento non annunciato nell’ufficio di presidenza delle commissioni di giovedì, fissando contestualmente un termine per i subemendamenti per lunedì pomeriggio senza concordarlo in commissione o in ufficio di presidenza: un modo di procedere inaccettabile”. Governo, bonus e sotterfugi.