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Manovra, la maggioranza in pressing sugli extraprofitti. E Giorgetti frena gli appetiti: “Prima risaniamo il buco nei conti”

(ansa)

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Fratelli d’Italia e FI rilanciano l’idea di chiedere un “contributo” a banche, assicurazioni e imprese energetiche. Il ministro dell’Economia promette il pareggio di bilancio primario
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ROMA - La maggioranza batte cassa a banche, assicurazioni e imprese energetiche. Il lessico è edulcorato, ma l’obiettivo è rapace: portare a casa soldi per la legge di bilancio. E così Fratelli d’Italia e FI lanciano l’arrembaggio. È il partito della premier a fare la prima mossa. “Se sarà utile e necessario, sono certo che le banche saranno le prime a voler contribuire”, incalza il presidente della commissione Finanze della Camera, Marco Osnato. A stretto giro tocca al portavoce degli azzurri, Raffaele Nevi, allargare il perimetro dell’intervento: “Non solo le banche: noi pensiamo anche alle assicurazioni e alle multiutility energetiche, a partire da quelle pubbliche, che visti gli enormi profitti possono dare un contributo straordinario per aiutare l’economia italiana”.

Ecco la gara per intestarsi …

ROMA - La maggioranza batte cassa a banche, assicurazioni e imprese energetiche. Il lessico è edulcorato, ma l’obiettivo è rapace: portare a casa soldi per la legge di bilancio. E così Fratelli d’Italia e FI lanciano l’arrembaggio. È il partito della premier a fare la prima mossa. “Se sarà utile e necessario, sono certo che le banche saranno le prime a voler contribuire”, incalza il presidente della commissione Finanze della Camera, Marco Osnato. A stretto giro tocca al portavoce degli azzurri, Raffaele Nevi, allargare il perimetro dell’intervento: “Non solo le banche: noi pensiamo anche alle assicurazioni e alle multiutility energetiche, a partire da quelle pubbliche, che visti gli enormi profitti possono dare un contributo straordinario per aiutare l’economia italiana”.

Ecco la gara per intestarsi la soluzione alla questione che pende sulla manovra: dove trovare le risorse che servono a finanziare il taglio dell’Irpef per i redditi fino a 60 mila euro e l’aumento delle pensioni minime? La lista delle richieste dei partiti che sostengono il governo è ancora più lunga. Ma i soldi, appunto, non ci sono.

Né Giancarlo Giorgetti è disposto a sostenere a tutti i costi la caccia al tesoro. Anzi il ministro dell’Economia continua ad indossare l’abito del rigore: "Dopo che ho chiuso il buco” nei conti “si può parlare delle nuove possibilità, ma prima devo tenere la barca in galleggiamento”, ha ammonito ieri intervenendo in video collegamento con il Festival di Open.

Il conto dell’impegno, tra l’altro, è salato. La correzione del deficit strutturale sarà di “almeno lo 0,5%”. Tradotto: non meno di 11 miliardi all’anno. Ecco perché le richieste della maggioranza vengono congelate.

L’estensione della flat tax? "Ha dimostrato di funzionare”, risponde il titolare del Tesoro. Che però non si sbilancia sulla possibilità di soddisfare la volontà di Matteo Salvini. “Valuteremo cosa fare”, taglia corto.

La riduzione di due punti percentuali, al 33%, dell’aliquota Irpef al 35%? “Stiamo studiando tutto, dopodiché si decide quello che si può fare in base a quello che si ha”, sono le parole che marcano la linea prudente. Ribadita con forza quando torna a ripetere che non ci sono "tesoretti” e a dire, per la prima volta, che la revisione quinquennale del Pil, attesa lunedì, “sarà una correzione al rialzo modesta che “cambia qualcosina, ma non è la soluzione dei problemi”.

Un altro messaggio diretto agli alleati che sperano nel ritocco della crescita. Giorgetti è impegnato su tutt’altro. Assicura che il pareggio di bilancio primario sarà raggiunto già quest’anno e fa sua “la missione di risanare la finanza pubblica”.

Lascia alla maggioranza brandire la richiesta di un "contributo” agli istituti di credito e agli altri soggetti privati finiti nel mirino. Di promesse, il ministro, comunque ne fa. Parla di una proroga strutturale del taglio del cuneo fiscale e dell’Irpef a tre aliquote. Non subito, ma “negli anni a venire”. Anche l’austero Giorgetti, però, dovrà trovare i soldi per mantenere le sue promesse.

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