Mef-Asterion, arriva l’offerta su Sparkle. Tim pronta a vendere la società dei cavi
Sara BennewitzMILANO — Il Tesoro, insieme al fondo Asterion, starebbe preparando una nuova offerta per rilevare il 100% di Sparkle, la società dei cavi sottomarini che Telecom Italia aveva messo in vendita insieme alla rete, e che invece lo scorso ottobre Kkr ha escluso dall’offerta su Netco. Il Mef avrebbe trovato anche un accordo sulla governance con il private equity che in Italia controlla tra le alte cose Retelit.
La disscussione sulla proceduta tra parti correlate
L’idea era far arrivare una nuova offerta al gruppo guidato da Pietro Labriola entro il cda convocato per il 26 settembre. Tuttavia è probabile che debba volerci ancora qualche giorno, ma i nodi sono stati sciolti e mancano da definire i dettagli dei contratti. Al cda di giovedì prossimo, si potrebbe invece discutere se l’offerta del Mef e di Asterion debba essere vagliata con la procedura delle parti correlate o meno: c’è chi propende per questa strada, dato che il Tesoro avrebbe una quota di maggioranza ed è presente nell’aziona…
MILANO — Il Tesoro, insieme al fondo Asterion, starebbe preparando una nuova offerta per rilevare il 100% di Sparkle, la società dei cavi sottomarini che Telecom Italia aveva messo in vendita insieme alla rete, e che invece lo scorso ottobre Kkr ha escluso dall’offerta su Netco. Il Mef avrebbe trovato anche un accordo sulla governance con il private equity che in Italia controlla tra le alte cose Retelit.
La disscussione sulla proceduta tra parti correlate
L’idea era far arrivare una nuova offerta al gruppo guidato da Pietro Labriola entro il cda convocato per il 26 settembre. Tuttavia è probabile che debba volerci ancora qualche giorno, ma i nodi sono stati sciolti e mancano da definire i dettagli dei contratti. Al cda di giovedì prossimo, si potrebbe invece discutere se l’offerta del Mef e di Asterion debba essere vagliata con la procedura delle parti correlate o meno: c’è chi propende per questa strada, dato che il Tesoro avrebbe una quota di maggioranza ed è presente nell’azionariato e in cda attraverso Cdp (socia al 10% di Tim), e c’è chi invece vorrebbe adottare la procedura standard, anche per non creare un precedente.
Lo scorso gennaio il Mef aveva già recapitato a Tim un’offerta articolata in solitario per Sparkle, che metteva sul piatto 625 milioni di euro, più altri 125 milioni di aggiustamenti al verificarsi di determinate condizioni. Ma allora il cda di Tim (che nel frattempo è stato cambiato ad aprile), aveva rifiutato la proposta giudicandola inadeguata. Sparkle è un asset strategico, protetto dal regime del golden power, per cui trovare un compratore non è banale. La società gestisce infatti 600 mila chilometri di cavi sottomarini tra cui quello che collega l’Italia con Israele. Il governo Meloni già nell’estate 2023 aveva dichiarato di essere interessato a investire nella società, di cui punta comunque ad avere la maggioranza assoluta.
Con l’offerta attesa una plusvalenza sui valori di libro
Quanto alla valutazione, le attese sono di un prezzo leggermente superiore, ma non molto diverso dall’offerta formulata a gennaio dal Mef insieme all’advisor Ubs, che peraltro ricalca la valutazione non vincolante formulata da Kkr nel giugno 2023. Ma alla fine il fondo Usa ha preferito concentrarsi sulla rete primaria e secondaria di Tim a cui il Mef partecipa in minoranza. Da allora però Tim ha svalutato la partecipazione in Sparkle (iscritta a 431 milioni nel bilancio 2023 consolidato e a 481 milioni in quello della spa), quindi anche di fronte a un’offerta economica non molto più alta, Labriola sarebbe comunque in grado di realizzare una discreta plusvalenza. Un fattore importante, secondo gli esperti, perché la plusvalenza che verrebbe incassata su Sparkle, insieme a quella già realizzata su Inwit (che nel consolidato 2023 era uscita a 200 milioni e in quello della spa a 234 milioni) e a quella realizzata sulla rete ceduta a Kkr (di cui mancano i valori di avviamento, tranne su Fibercop a bilancio per circa 3 miliardi), potrebbe consentire a Tim spa di chiudere il 2024 in nero.
La scomessa dei fondi sulle azioni rnc
In proposito se l’utile fosse importante, Tim Spa potrebbe tornare a pagare la cedola alle risparmio (sospesa nel 2020) e che hanno cumulato 3 dividendi arretrati (8,25 centesimi per azione e poco meno di 600 milioni in tutto). Ma secondo Jp Morgan, prima della cedola, non è esclusa neppure una conversione o un buy back delle rnc, anche se la conversione richiederebbe il via libera dell’assemblea straordinaria, e quindi il placet di Vivendi (padrona del 23,75% di Tim) che in passato aveva già bocciato l’operazione. Di qui la scommessa fatta dal fondo inglese di Davide Leone, che ha appena rilevato il 10% di Tim Rnc, e che potrebbe far sentire la sua voce sia per spingere su dividendo e conversione, sia per la nomina del rappresentante delle risparmio, ruolo oggi affidato all’avvocato Dario Trevisan.