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Ecco cosa prevede il piano contro le alluvioni fermo sui tavoli dei ministeri

L'argine rotto del Lamone a Traversara 

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Le proposte dell’Autorità di bacino del Po: previsti argini arretrati e allagamento dei campi in caso di piena. Le case isolate in zone a rischio andranno abbandonate
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Il Piano speciale di interventi per il dissesto idrogeologico spiega come limitare i danni degli “eventi straordinari in epoca di cambiamento climatico”. È stato redatto dall’Autorità di bacino del fiume Po ed elenca le misure per ridurre i rischi di alluvioni e frane durante i nubifragi sempre più frequenti.

La preparazione è iniziata dopo l’alluvione dell’Emilia-Romagna del maggio 2023. «A giugno del 2024 è stata consegnata al Commissario straordinario, il generale Figliuolo, che l’ha trasmessa ai ministeri per l’acquisizione dei pareri di competenza» spiega il segretario dell’Autorità del Po, Alessandro Bratti. Il sì, acquisiti i pareri, spetterà poi al Commissario Figliuolo.

Quando arriverà, sarà solo una delle prime tappe di un iter lungo: gli interventi del piano poi dovranno trasformarsi in progetti esecutivi e cantieri. In tutta l’Emilia Romagna sono previste interventi sui corsi d’acqua e sui versanti per 4,6 miliardi di euro, da completare in 12 anni. E’ circa la metà dell’a…

Il Piano speciale di interventi per il dissesto idrogeologico spiega come limitare i danni degli “eventi straordinari in epoca di cambiamento climatico”. È stato redatto dall’Autorità di bacino del fiume Po ed elenca le misure per ridurre i rischi di alluvioni e frane durante i nubifragi sempre più frequenti.

La preparazione è iniziata dopo l’alluvione dell’Emilia-Romagna del maggio 2023. «A giugno del 2024 è stata consegnata al Commissario straordinario, il generale Figliuolo, che l’ha trasmessa ai ministeri per l’acquisizione dei pareri di competenza» spiega il segretario dell’Autorità del Po, Alessandro Bratti. Il sì, acquisiti i pareri, spetterà poi al Commissario Figliuolo.

Quando arriverà, sarà solo una delle prime tappe di un iter lungo: gli interventi del piano poi dovranno trasformarsi in progetti esecutivi e cantieri. In tutta l’Emilia Romagna sono previste interventi sui corsi d’acqua e sui versanti per 4,6 miliardi di euro, da completare in 12 anni. E’ circa la metà dell’ammontare dei danni dell’alluvione del 2023.

«Nel piano non ci sono solo infrastrutture tradizionali come gli argini, perché le condizioni climatiche sono cambiate» spiega Bratti. I fiumi trasformati in canali, costretti fra argini che sono spesso camicie di forza, con le case costruite a ridosso, non garantiscono più sicurezza. Lo dimostra l’alluvione di questa settimana, dove in Romagna si sono verificate ben 7 rotture arginali. «E un argine, una volta rotto - aggiunge Bratti - diventa davvero molto pericoloso, perché dal varco esce gran parte del volume di piena».

Fra le misure previste dal Piano c’è piuttosto l’arretramento degli argini per allargare gli alvei dei fiumi. «In caso di piene si procederà a tracimazioni controllate, allagando se necessario campi coltivati o aree incolte individuati in precedenza». Un fiume che rischia di esondare in un centro abitato – è la strategia - viene fatto esondare più a monte, ove possibile, anche se questo comporta dei danni a una zona agricola. «Ovviamente sarebbe un’evenienza eccezionale per la quale saranno previsti indennizzi» spiega Bratti.

Per le case isolate costruite in zone a rischio è prevista la delocalizzazione, cioè l’abbandono con indennizzo. «Non si possono spendere milioni in opere pubbliche per difendere pochi edifici costruiti in zone soggette a frane e alluvioni» giustifica il segretario dell’Autorità del Po. «A chi vuole rimanere andrà spiegato che, in caso di evento, non si potranno ottenere tutti i risarcimenti attesi».

Reti anti-erosione e dissuasori acustici o a ultrasuoni proveranno ad allontanare gli animali che scavano tane negli argini: nutrie, volpi, tassi, istrici, perfino gamberi della Louisiana. «Laddove non ci sono abitazioni, lasceremo spazi liberi accanto agli argini. La natura alla lunga sa come riprendersi i suoi spazi. Meglio permettere a un fiume in piena di defluire dove decidiamo noi piuttosto che rischiare un argine rotto».

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