✕

Unicredit al 21% di Commerzbank. Scholz: “No alle scalate ostili”

Scholz frena Unicredit-Commerz: 'Lo Stato non venderà il suo 12per cento' 
Orcel ha chiesto alla Bce di salire fino al 29,9%, ma il Cancelliere tedesco fa muro all’iniziativa italiana. La risposta del vicepremier Tajani: “Non lo capisco, in Europa c’è il libero mercato, iniziativa legittima”
2 minuti di lettura

MILANO — Unicredit non lascia anzi raddoppia la presa su Commerzbank, tramite derivati che le daranno titolarità di un altro 11,5% della banca tedesca «subordinatamente all’ottenimento delle autorizzazioni», si legge in una nota di ieri. Nota che informava anche della richiesta fatta alla Bce del nulla osta a superare il 10% (ora ha il 9,21%) e salire fino al 29,9% delle quote di Commerz.

La mossa di Andrea Orcel, piuttosto spregiudicata per un investitore che si presentava l’11 settembre fa come «flessibile, amichevole, paziente», irrigidisce di più il governo tedesco, azionista con il 12% della banca nazionalizzata nel 2008. Per la prima volta ha parlato del dossier il cancelliere Olaf Scholz, che pur essendo all’Onu di New York ha detto: «È un atto ostile, e le acquisizioni ostili non sono una buona cosa per le banche ed è per questo che il governo tedesco s’è chiaramente schierato in questa direzione». Il leader socialdemocratico trova «non appropriato né per la Germania né per l’Europa che non ci sia una consultazione» in materia. Già venerdì Berlino aveva annunciato lo stop a vendere altre quote. E ieri fonti del ministero delle finanze tedesco hanno ribadito: «Il governo tedesco sostiene la strategia di indipendenza di Commerzbank. Abbiamo preso nota dell’approccio di Unicredit ma non sosteniamo un’eventuale acquisizione».

La rampogna di Scholz ha fatto passare in secondo piano gli aspetti tecnici, pur rilevanti, di un dossier sempre più politico; anche perché il capo dell’opposizione Friedrich Merz (Cdu) ne ha approfittato per attaccare il governo, responsabile del pasticcio dato che Unicredit è stata invitata dagli advisor del ministero all’asta dell’11, dove ha fatto incetta di un 4,5% di Commerz. L’anno prossimo in Germania ci sono le elezioni, e il partito cristiano-democratico ambisce a tornare in sella.

Né si vede come il governo italiano possa mediare, dati i rapporti freddi tra Roma e Berlino, e freddi con lo stesso Orcel. Una replica, dall’Onu, è venuta da Antonio Tajani, ministro degli esteri: «In Europa c’è il libero mercato. Non capisco perché quando qualcuno viene ad acquistare in Italia si dice che siamo in un sistema europeo, poi se un italiano acquista non è più mercato unico». Il leader di Forza Italia ha aggiunto: «Sono iniziative private, ma legittime. Non comprendo perché dovrebbe essere un atto ostile quello di un’impresa italiana che acquista nel mercato europeo. Ci sono le norme europee, mi pare che Unicredit le abbia rispettate».

La banca, pure ieri, ha ribadito che vede «un significativo potenziale di creazione di valore, adottando azioni concrete, da estrarre da Commerzbank, sia in uno scenario autonomo» che in uno di fusione. E ha ricordato di essere operatore «responsabile, impegnato e serio in tutti i suoi 12 mercati europei», tra cui la Germania, dov’è «da quasi 20 anni».

Col nuovo blitz scendono in campo anche due banche al fianco di Unicredit: Bofa e Barclays, che Bloomberg indica come controparti dei derivati. La banca di Orcel ha detto poi che «la maggior parte dell’esposizione economica è oggetto di copertura, per assicurare piena flessibilità di rimanere a questo livello, cedere la quota, con una copertura in caso di ribassi, o incrementarla ancora, in funzione dell’esito delle interlocuzioni con Commerzbank, e, più in generale, tutti i suoi stakeholder in Germania». Tuttavia, se i tedeschi chiudono la porta, restano solo due strade: la ritirata o l’offerta ostile, benché smentita da Orcel settimana scorsa e che da ieri è entrata nelle ipotesi degli operatori. «Il mercato non si aspettava questa mossa e ora teme un’evoluzione più complessa», ha scritto Citi. E Morninstar vede ora «molto difficile un’operazione senza il supporto del governo tedesco, che non maturerà nel breve termine». Anche perciò, in Borsa, Unicredit ha perso più del settore (il 3,32%): ma meno di Commerz, gelata dalle parole di Scholz (-5,68%). Domani a Londra si annuncia un altro round alla banking conference di Bofa: attesi ospiti, tra gli altri l’ad di Unicredit Andrea Orcel e l’ad di Commerzbank Manfred Knof.

Leggi i commenti