Assicurazioni obbligatorie, il governo tira dritto: “In vigore dal 1° gennaio”. E le imprese protestano
di Marco BettazziTraversara devastata dalla rottura del fiume Lamone. Foto Fabrizio Zani/Pasquale Bove
BOLOGNA - L’obbligo per le imprese di stipulare polizze contro le catastrofi e le calamità scatterà senza ritardi il 1° gennaio 2025. Lo hanno ribadito i dirigenti del ministero delle Imprese e dell’Economia incontrando le associazioni di categoria, cui hanno presentato a grandi linee il decreto che verrà varato. Prima dell’incontro il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, aveva già avvertito che con le polizze “c’è un rischio di desertificazione industriale”, mentre gli artigiani chiedono una proroga per un provvedimento tanto complesso.
Il governo però al momento tira dritto e dopo il ritiro dell’emendamento che era stato presentato da FdI proprio per concedere una deroga di un anno, conferma che l’obbligo scatterà da inizio 2025 e riguarderà, fa sapere…
BOLOGNA - L’obbligo per le imprese di stipulare polizze contro le catastrofi e le calamità scatterà senza ritardi il 1° gennaio 2025. Lo hanno ribadito i dirigenti del ministero delle Imprese e dell’Economia incontrando le associazioni di categoria, cui hanno presentato a grandi linee il decreto che verrà varato. Prima dell’incontro il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, aveva già avvertito che con le polizze “c’è un rischio di desertificazione industriale”, mentre gli artigiani chiedono una proroga per un provvedimento tanto complesso.
Il governo però al momento tira dritto e dopo il ritiro dell’emendamento che era stato presentato da FdI proprio per concedere una deroga di un anno, conferma che l’obbligo scatterà da inizio 2025 e riguarderà, fa sapere il ministero delle Imprese, "tutte le imprese con sede legale o stabile organizzazione in Italia”, per i danni “causati da calamità naturali ed eventi catastrofali a terreni, fabbricati, impianti, macchinari e attrezzature industriali e commerciali, iscritti a bilancio”. Sono invece escluse le imprese agricole.
Il decreto definisce quali imprese sono soggette all’obbligo, l’oggetto della copertura e le calamità da assicurare, ovvero "alluvioni, inondazioni, esondazioni, terremoti e frane”, fa sapere sempre il Mimit, sottolineando che “i premi saranno proporzionali al rischio, tenendo conto delle caratteristiche del territorio e della vulnerabilità dei beni assicurati”, ma anche che le compagnie “entro i limiti della propria tolleranza al rischio, e in coerenza con il fabbisogno di solvibilità globale, non potranno rifiutarsi di stipulare polizze con le imprese”. “È un passo importante verso la messa in sicurezza del nostro sistema produttivo”, dice il ministro Adolfo Urso.
Meno convinti gli imprenditori. Il presidente degli industriali Orsini spiega che “sulle polizze stiamo dialogando col ministro Giorgetti”, aggiungendo che “potrebbe diventare un grande problema, perché potrebbe accadere che nei territori dove ci sono problemi gli industriali non investano più. Vuol dire desertificare pezzi del territorio e non ce lo possiamo permettere”.
Critiche anche Cna, Confartigianato e Casartigiani, che chiedono di prorogare l’entrata in vigore dell’obbligo viste "le incertezze” del testo. “Servono condizioni cui le compagnie devono attenersi – sottolinea a nome degli artigiani Claudio Giovine di Cna – e un portale come quello per l’energia su cui confrontare offerte e prezzi". Un accenno anche sugli eventi da coprire, visto che la bozza sembra lasciar fuori fenomeni “sempre più frequenti” come grandinate, trombe d’aria o mareggiate, e la richiesta di “esentare i premi dall’imposizione fiscale del 22,25%”.
“C’è poi una forzatura violenta: il divieto di incentivi a chi non ha polizze", avverte Giovine. Sul fronte dell’obbligo per le famiglie, intanto, dopo lo stop di Salvini arriva la posizione del ministro dell’Ambiente Pichetto Fratin: “Credo si debba lavorare su compartecipazione dello Stato e volontarietà”. “Sulle famiglie abbiamo appena cominciato a discutere, ci vorranno mesi”, frena dopo le polemiche il ministro per la Protezione civile, Nello Musumeci. “Spiace vedere il ministro fare più il promoter assicurativo che dare le risposte che servono”, commenta la segretaria del Pd, Elly Schlein.