MILANO – Si spegne la Viacard, uno dei simboli di un passato che non esiste più e che ricorda l’era delle “tessere telefoniche”. Con l’evoluzione dei consumi, delle tecnologie e degli strumenti di pagamento va verso il pensionamento la tesserina plastificata per saldare il conto al casello autostradale, introdotta negli anni Ottanta come prima forma di pagamento elettronico del pedaggio.
A gestire la Viacard è Autostrade per l’Italia, concessionaria principale della rete italiana. Bisogna fare qui una precisazione: parliamo della tessera a consumo, cosiddetta a “scalare”, che è prepagata e “al portatore”: chi ce l’ha in tasca la può utilizzare. Diversa cosa è quella collegata a un conto corrente o a un dispositivo di telepedaggio, il cui operatore di riferimento è il Telepass.
Il pensionamento della carta a scalare e al portatore emerge dal Bollettino dell’Antitrust, dal quale si evincono gli impegni che Aspi prende nei confronti dei consumatori. Impegni che la stessa Autorità ha con…
MILANO – Si spegne la Viacard, uno dei simboli di un passato che non esiste più e che ricorda l’era delle “tessere telefoniche”. Con l’evoluzione dei consumi, delle tecnologie e degli strumenti di pagamento va verso il pensionamento la tesserina plastificata per saldare il conto al casello autostradale, introdotta negli anni Ottanta come prima forma di pagamento elettronico del pedaggio.
A gestire la Viacard è Autostrade per l’Italia, concessionaria principale della rete italiana. Bisogna fare qui una precisazione: parliamo della tessera a consumo, cosiddetta a “scalare”, che è prepagata e “al portatore”: chi ce l’ha in tasca la può utilizzare. Diversa cosa è quella collegata a un conto corrente o a un dispositivo di telepedaggio, il cui operatore di riferimento è il Telepass.
Il pensionamento della carta a scalare e al portatore emerge dal Bollettino dell’Antitrust, dal quale si evincono gli impegni che Aspi prende nei confronti dei consumatori. Impegni che la stessa Autorità ha considerato adeguati.
Come intende dunque Aspi accompagnare alla pensione la Viacard?
Si tutelano intanto i distributori esterni, a cui viene garantito il pieno ristoro “in termini di riacquisto delle tessere rimaste invendute e di preavviso per le comunicazioni di recesso contrattuale”.
Per i consumatori-automobilisti, invece, è previsto “un congruo lasso temporale sia per un eventuale utilizzo residuo delle carte Viacard ai caselli per il pagamento dei pedaggi autostradali (fino a tutto il 2029) sia per un eventuale rimborso delle stesse (fino a tutto il 2038)”. Secondo l’Antitrust risultano inoltre adeguate le modalità attraverso cui chiedere il rimborso senza limiti di importo, prevedendo un’ampia gamma di possibilità, dal sito web di Aspi, con l’app Muovy, e ancora “invio di e-mail, procedura telefonica con assistenza dell’operatore per la compilazione del modulo richiesto”. Prevista anche una ampia campagna di comunicazione.
Ma perché mandare in pensione la tesserina a scalare? Non è più al passo coi tempi. E le tecnologie. E’ basata su una banda magnetica che al casello richiede tempi più lunghi per l’elaborazione dei dati e il pagamento: nulla a che vedere con l’immediatezza di un qualunque bancomat o carta di credito. E visto il rischio-code, non è un fattore da poco. Non è un caso che ormai è arrivata a essere usata per meno dell’1% dei pagamenti, nel 2023, con un trend di discesa che è proseguito nei primi sei mesi di quest’anno.