Pil all’1%, deficit giù fino al 2,5% nel 2027. Ma il Superbonus gonfia il debito. Correzione da 11-12 miliardi per 7 anni
di Giuseppe ColomboROMA - Il Pil su, fino a toccare la soglia psicologica dell’1%. Deficit giù: quest’anno al 3,8%, mezzo punto in meno rispetto alle stime di aprile, per poi calare nel 2026 sotto la soglia del 3%, al 2,8, e toccare quota 2,5% l’anno successivo. Ma il debito sale. Gonfiato dal Superbonus: la curva inizierà a scendere solo dal 2027. Ecco il quadro macroeconomico che il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, illustra al Consiglio dei ministri chiamato ad approvare il Piano strutturale di bilancio di medio termine.
ll perimetro di intervento resta angusto per gli impegni obbligati sulla riduzione del deficit. La correzione sarà pari a circa 0,6 punti percentuali nel 2025 e 2026: per gli anni successivi, fino al 2031, il taglio si fa linear…
ROMA - Il Pil su, fino a toccare la soglia psicologica dell’1%. Deficit giù: quest’anno al 3,8%, mezzo punto in meno rispetto alle stime di aprile, per poi calare nel 2026 sotto la soglia del 3%, al 2,8, e toccare quota 2,5% l’anno successivo. Ma il debito sale. Gonfiato dal Superbonus: la curva inizierà a scendere solo dal 2027. Ecco il quadro macroeconomico che il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, illustra al Consiglio dei ministri chiamato ad approvare il Piano strutturale di bilancio di medio termine.
ll perimetro di intervento resta angusto per gli impegni obbligati sulla riduzione del deficit. La correzione sarà pari a circa 0,6 punti percentuali nel 2025 e 2026: per gli anni successivi, fino al 2031, il taglio si fa lineare, con un contributo di 0,50 punti percentuali del Pil. Se si prende in considerazione l’intero arco temporale della correzione (7 anni), la correzione media è pari a 0,53 punti percentuali. Un esborso, quindi, di 11-12 miliardi all’anno.
Il quadro programmatico
Dopo aver toccato l’1% quest’anno - una previsione superiore a quella dei principali istituti nazionali ed internazionali – il Pil salirà all’1,2% nel 2025 per poi scendere leggermente, all’1,1%, nel 2026. Nei tre anni successivi calerà sotto l’1%, rispettivamente allo 0,8% (2027), 0,7% (2028) e 0,6 (2029).
Dinamica contorta, invece, per il debito. La revisione del Pil fatta dall’Istat e il trend delle entrate ridurrà il rapporto debito/Pil a fine 2023 al 134,8%, dal 137,3 per cento stimato precedentemente. Un valore che è solo lievemente superiore a quello pre pandemia (a fine 2019 era pari a 133,6%). Ma il fabbisogno di cassa per le compensazioni d’imposta legate al Superbonus farà risalire la curva già da quest’anno. E fino al 2026. Poi inizierà la discesa. Con l’uscita dalla procedura d’infrazione per deficit eccessivo bisognerà tagliare il debito di 1 punto all’anno. I compiti da fare non finiscono mai.
Spesa, stretta più forte nel 2025
I tassi di crescita della spesa primaria netta previsti nel Psb sono: 1,3% nel 2025; 1,6% nel 2026; 1,9% nel 2027; 1,7% nel 2028; 1,5% nel 2029; 1,1% nel 2030 e 1,2% nel 2031. Lo rende noto il Mef al termine del Consiglio dei ministri in cui è stato illustrato nuovamente il Piano strutturale di bilancio alla luce dell'aggiornamento Istat dei conti pubblici.
Il Piano strutturale di bilancio contiene "un rilevante insieme di riforme e investimenti, di cui alcune in continuità con il Pnrr". L'esecutivo ribadisce la sua "determinazione a lavorare per il miglioramento della competitività dell'economia italiana, promuovendo una crescita sostenibile e il contrasto al declino demografico". Al contempo, specifica il Tesoro, "si conferma il sostegno al potere d'acquisto delle retribuzioni e l'impegno all'attuazione della legge delega di riforma del fisco, compresa l'intensificazione dello sforzo di recupero del gettito fiscale". Il documento verrà presentato al Parlamento nelle prossime ore.