Poliziotti ancora senza contratto: “Da mille giorni solo demagogia”
di Rosaria AmatoROMA – Mille giorni senza contratto. La denuncia arriva da Pietro Colapietro, segretario generale del sindacato di polizia Silp Cgil, ma la protesta investe tutti i sindacati, e non solo i confederali, ma anche gli autonomi come Aspmi, che rappresenta i militari. Tra le categorie coinvolte anche i vigili del fuoco, che da tempo chiedono assunzioni per reintegrare gli organici e limitare l’abuso degli straordinari, oltre che il rinnovo del contratto.
Dai carabinieri ai finanzieri, la delusione è palpabile: il governo ha sempre ribadito l’importanza degli “uomini e delle donne in divisa”. Ma i contratti scaduti, le assunzioni col contagocce e il peggiore trattamento previdenziale parlano…
ROMA – Mille giorni senza contratto. La denuncia arriva da Pietro Colapietro, segretario generale del sindacato di polizia Silp Cgil, ma la protesta investe tutti i sindacati, e non solo i confederali, ma anche gli autonomi come Aspmi, che rappresenta i militari. Tra le categorie coinvolte anche i vigili del fuoco, che da tempo chiedono assunzioni per reintegrare gli organici e limitare l’abuso degli straordinari, oltre che il rinnovo del contratto.
Dai carabinieri ai finanzieri, la delusione è palpabile: il governo ha sempre ribadito l’importanza degli “uomini e delle donne in divisa”. Ma i contratti scaduti, le assunzioni col contagocce e il peggiore trattamento previdenziale parlano molto più della retorica degli interventi.
“Oggi segnaliamo con preoccupazione che il contratto di lavoro dei poliziotti italiani, così come quello di carabinieri, finanzieri, penitenziari e militari, è scaduto da ben mille giorni – afferma Colapietro – Come poliziotti democratici siamo profondamente preoccupati dall’atteggiamento di questa classe politica, che non solo non investe nuove risorse nella sicurezza, ma si limita a rispondere in modo demagogico e superficiale agli attuali problemi, adottando misure securitarie che non affrontano le reali necessità. Il governo non sembra preoccuparsi delle carenze negli organici né della situazione contrattuale dei lavoratori delle forze dell’ordine”.
Il Silp contesta anche il decreto sicurezza, osteggiato dalla stragrande maggioranza dei sindacati: la Cisl, in particolare, il 2 ottobre scenderà in piazza per opporsi alle norme che, ha affermato il segretario Luigi Sbarra, minacciano "il riconoscimento della libertà a manifestare in maniera non violenta, che è un pilastro della nostra democrazia”.
I sindacati denunciano anche la mancanza di personale: “Oltre tremila poliziotti persi ogni anno, e straordinari obbligatori pagati in ritardo”. Non va meglio ai vigili del fuoco: “Rispetto a una dotazione organica già carente, che non tiene conto dell’effettivo fabbisogno, mancano 4.000 persone tra unità operative e dipendenti amministrativi. Ma ne servirebbero almeno altrettante in più, perché altrimenti non si riesce a sostenere l’eccesso di lavoro legato a tutti gli interventi di soccorso legati al cambiamento climatico”, afferma il coordinatore nazionale della Fp Cgil Vigili del fuoco Mauro Giulianella. Il risultato è che “per far fronte comunque a tutte le richieste di soccorso si sacrificano i riposi e la formazione”, aggiunge il sindacalista.
Anche la rete dei sindacati militari chiede con forza a Palazzo Chigi un riconoscimento del proprio lavoro: “Il governo quest’anno ha previsto uno stanziamento di soli 250 milioni di euro per i contratti della Pubblica amministrazione – spiega Francesco Gentile, segretario generale Aspmi – e questo significa che alle Forze dell’ordine andranno si e no 60 milioni. La nostra ‘specificità’, riconosciuta dalla legge, vale tre euro lordi l’ora, che cominceremo a percepire solo dal 2026”.
E c’è la questione previdenziale, che riguarda tutte le forze dell’ordine. Infatti due giorni fa un comunicato unitario di tutte le forze di polizia l’ha denunciata con forza: "Noi, a differenza degli altri dipendenti della Pa, che lavorano fino a 67 anni, andiamo in pensione a 60 anni con il contributivo – spiega Gentile – significa che in media, un militare o un poliziotto in pensione arriva al 58% dell’ultimo stipendio. Se il governo non interviene con una legge che ci tuteli, saremo i nuovi poveri”.