Spiagge e città troppo affollate, arriva il primo Overtourism Index
di Irene Maria ScaliseROMA – Dopo un’estate all’insegna delle spiagge super affollate e delle isole greche simili alla metropolitana di Tokyo all’ora di punta, arriva il primo Overtourism Index, sviluppato dalla piattaforma specializzata in viaggi su misura Evaneos e dalla società di consulenza Roland Berger. L'indice propone diverse tipologie di overtourism basate sull'analisi di un campione di 70 destinazioni tra le prime 100 in termini di numero di visitatori. Per misurare il loro grado di esposizione all'overtourism, ogni destinazione viene classificata da 1 a 5 in base a quattro criteri oggettivi: densità turistica per abitante, densità turistica per chilometro quadrato, stagionalità e maturità del Paese ospitante in termini di sostenibilità. Quest'ultimo criterio di valutazione tiene conto dell'impatto sociale del turismo, dello stato delle infrastrutture ospitanti e dello sviluppo dei trasporti.
ROMA – Dopo un’estate all’insegna delle spiagge super affollate e delle isole greche simili alla metropolitana di Tokyo all’ora di punta, arriva il primo Overtourism Index, sviluppato dalla piattaforma specializzata in viaggi su misura Evaneos e dalla società di consulenza Roland Berger. L'indice propone diverse tipologie di overtourism basate sull'analisi di un campione di 70 destinazioni tra le prime 100 in termini di numero di visitatori. Per misurare il loro grado di esposizione all'overtourism, ogni destinazione viene classificata da 1 a 5 in base a quattro criteri oggettivi: densità turistica per abitante, densità turistica per chilometro quadrato, stagionalità e maturità del Paese ospitante in termini di sostenibilità. Quest'ultimo criterio di valutazione tiene conto dell'impatto sociale del turismo, dello stato delle infrastrutture ospitanti e dello sviluppo dei trasporti.
Soluzioni adatte a ciascun tipo di overtourism
Tra le destinazioni studiate, l'impatto dell'overtourism varia in base a 3 tipi principali di problematiche. L'eccesso di turismo nelle località balneari, l'eccesso di visite estive nelle principali destinazioni europee e l'eccesso di concentrazione urbana. Inoltre, ci sono destinazioni “da monitorare”, che richiedono un'azione preventiva, e quelle che sono, per il momento, ancora protette dal turismo di massa.
Eccesso di turismo balneare
Le destinazioni balneari sono la categoria turistica più esposta, con un indice medio di 4 su una scala di 5. Ciò è dovuto a un tasso particolarmente elevato di arrivi turistici (da 3,2 a 9,9 turisti per 1 abitante) in aree ospitanti relativamente piccole (da 1.600 a 8.000 turisti per km²) e fragili. I Paesi interessati sono Cipro (4,4), Mauritius (4,2), Grecia (4) e Croazia (3,8). Queste destinazioni sono tanto più vulnerabili in quanto una media del 25% del loro Pil dipende dal turismo. Queste destinazioni balneari richiedono l'adozione di misure urgenti e restrittive.
La prima risposta consiste nel regolare la capacità di queste aree, ad esempio introducendo quote per proteggere i siti più popolari. È inoltre necessario distribuire i flussi nell'arco dell'anno, promuovendo queste destinazioni nella bassa stagione. L'obiettivo non è ridurre l'attività, ma distribuire il numero di visitatori in modo più uniforme durante l'anno.
Eccesso di visite estive nelle principali destinazioni europee
Pur essendo in grado di accogliere un'alta densità di turisti, le principali destinazioni europee registrano un afflusso particolarmente elevato durante la stagione estiva, su gran parte del loro territorio: fino al 43% degli arrivi si concentra nel terzo trimestre. Con un indice medio di 3,5/5, Spagna (3,6), Italia (3,6) e Portogallo (3,6), seguiti da vicino dalla Francia (3,3), sono le destinazioni più esposte nei mesi di giugno, luglio e agosto.
Meno dipendenti economicamente dal turismo (9% del Pil in media) rispetto alle località balneari, queste destinazioni chiedono innanzitutto misure per destagionalizzare gli arrivi e promuovere queste destinazioni in primavera o in autunno per organizzare una migliore distribuzione dei turisti nel tempo. Si tratta di sensibilizzare i viaggiatori e di mobilitare l'industria turistica per offrire prodotti coerenti con la pressione stagionale. È perfettamente possibile visitare l'Italia o la Francia in aprile o in settembre per approfittare di un clima più mite e di un viaggio più confortevole con una minore pressione turistica.
Eccessiva concentrazione urbana
Il turismo urbano, soprattutto nelle grandi capitali europee, richiede misure per decongestionare le città e diffondere i benefici economici del turismo nelle regioni periferiche. Sebbene queste destinazioni siano mature in termini di sostenibilità e abbiano una bassa dipendenza economica dal turismo (5% in media), le capitali e le città rappresentano fino al 37% degli arrivi nel terzo trimestre. Ottengono un punteggio medio di 2,6/5. Nella top 3: la Danimarca (Copenaghen) è in testa con un punteggio di 3,8, seguita dai Paesi Bassi (Amsterdam) con un punteggio di 3,7 e dall'Irlanda (Dublino) con un punteggio di 3,4. Queste destinazioni hanno tutto l'interesse a deconcentrare gli arrivi turistici per alleggerire la pressione sulle città e favorire le regioni circostanti. Un'altra soluzione è quella di incoraggiare i viaggiatori a fermarsi più a lungo, dando loro la possibilità di avventurarsi oltre le aree più frequentate. In quest'ottica, a gennaio 2024 Evaneos ha smesso di vendere viaggi in aereo del tipo “city break” di durata inferiore ai 5 giorni.
Destinazioni da tenere d'occhio
Quando si parla di “destinazioni da tenere d'occhio”, la sfida consiste nell'anticipare e attuare misure preventive. Con una media complessiva di 3/5, queste destinazioni presentano una concentrazione turistica equilibrata nel corso dell'anno (tra il 24-28%). Tuttavia, poiché queste destinazioni diventano sempre più popolari tra i turisti, devono essere in grado di anticipare e gestire la densità turistica, sia per km² (da 54 a 240 per km²) che in termini di numero di abitanti (0,8 turisti per abitante). Con una quota media del Pil del 9%, queste destinazioni stanno raggiungendo un punto di svolta. In testa ci sono Marocco (3,1), Vietnam (3), Egitto (2,7) e Islanda (2,9). L'Islanda è particolarmente vulnerabile, con una densità turistica di 5,2 abitanti pro capite. L'obiettivo è anticipare e sostenere lo sviluppo delle infrastrutture nei Paesi ospitanti nel modo più efficace possibile per preservare l'autenticità, educando allo stesso tempo i viaggiatori con offerte mirate e limitate.
Destinazioni al sicuro dall’overtourism
Sono destinazioni che non solo hanno un territorio ampio e quindi una distribuzione equilibrata degli arrivi turistici, sia per chilometro quadrato (da 16 a 80/km) che per abitante (da 0,3 a 1 abitante). Con una stagionalità che varia dal 24 al 28% durante l'anno e un indice medio di 2,5/5, queste destinazioni sono ormai al riparo dall'overtourism. I Paesi interessati sono il Canada (2,3), gli Stati Uniti (1,7), l'Australia (1,5) e la Tanzania (1,8).
Evaneos annuncia la fine dell'offerta di viaggi estivi a Santorini e Mykonos a partire dal 2025.
Con un punteggio di 4,2/5 la Grecia è stata identificata come una destinazione particolarmente soggetta all'overtourism in estate. Oltre a questa valutazione oggettiva, la situazione a Mykonos e Santorini è diventata insostenibile: il massiccio afflusso di turisti sta infiammando la rabbia della popolazione locale e incide sulla qualità della vita dei residenti. Le conseguenze sono note: inflazione dei prezzi, strade affollate, problemi di approvvigionamento idrico e così via, tutti fattori che hanno un impatto negativo sull'esperienza dei viaggiatori. Sebbene la Grecia sia una delle destinazioni più vendute sulla piattaforma, da gennaio 2025 e fino a nuovo avviso, Evaneos non offrirà più Mykonos e Santorini durante il periodo estivo. Questa scelta è stata fatta di concerto con le agenzie locali di Evaneos, che si rendono conto quotidianamente della pressione particolarmente elevata sugli ecosistemi naturali e sulle risorse idriche nei mesi di luglio e agosto. Questa soluzione è un modo per distribuire meglio i flussi turistici su queste isole, ripartendo la durata dei soggiorni nei mesi di giugno e settembre.