✕

L’offerta di Musk per “connettere” l’Italia non basta: le criticità (e i costi) della tecnologia Starlink

La premier Giorgia Meloni e Elon Musk 

Ascolta l'audio

La connessione Internet attraverso i satelliti del magnate americano che supporta Trump sarebbe solo una toppa per il Piano 1 Gigabit. Ma serve un’apertura al mercato
2 minuti di lettura

Il miliardario americano l'ha offerto a Giorgia Meloni. Ma basta vedere le caratteristiche delle offerte di Musk – con la sua Starlink – per rendersi conto che l'Italia ha bisogno di ben altro, come già previsto dai piani pubblici. Il satellite è dieci volte più lento della fibra, non è considerato valido dall'Europa per le esigenze presenti e future di un Paese sviluppato. E ricorrere ai satelliti di Elon Musk per portare Internet nelle zone che l’Italia, nonostante tutti gli sforzi e i miliardi profusi, non riesce proprio a coprire, sarebbe un esito deludente.

Basta vedere le caratteristiche delle offerte di Musk per rendersene conto. Ci sono elementi critici da considerare a fronte della recente offerta portata dal miliardario americano (patron anche di Tesla e supporter di Donald Trump) alla premier Giorgia Meloni. Vediamo perché. Gli attuali piani finanziati da fondi pubblici si basano su tecnologie che l’Europa considera in linea con lo stato dell’arte, in grado di accompagnare …

Il miliardario americano l'ha offerto a Giorgia Meloni. Ma basta vedere le caratteristiche delle offerte di Musk – con la sua Starlink – per rendersi conto che l'Italia ha bisogno di ben altro, come già previsto dai piani pubblici. Il satellite è dieci volte più lento della fibra, non è considerato valido dall'Europa per le esigenze presenti e future di un Paese sviluppato. E ricorrere ai satelliti di Elon Musk per portare Internet nelle zone che l’Italia, nonostante tutti gli sforzi e i miliardi profusi, non riesce proprio a coprire, sarebbe un esito deludente.

Basta vedere le caratteristiche delle offerte di Musk per rendersene conto. Ci sono elementi critici da considerare a fronte della recente offerta portata dal miliardario americano (patron anche di Tesla e supporter di Donald Trump) alla premier Giorgia Meloni. Vediamo perché. Gli attuali piani finanziati da fondi pubblici si basano su tecnologie che l’Europa considera in linea con lo stato dell’arte, in grado di accompagnare le esigenze di un Paese negli anni a venire. Un po’ come autostrade valide per il presente e il futuro. La fibra ottica, in primis, che ora si trova in Italia a prezzi ridotti: tra i 20 e i 30 euro al mese (anche senza costi di attivazione in certi casi). E, con alcuni operatori meno noti, arriva a meno di 20 euro al mese (Aruba, Iren Fibra, Enel Fibra, Beactive, secondo il comparatore SosTariffe.it).

La velocità tocca i 2,5 Gigabit al secondo quando l’utente è coperto da fibra completa (fino a casa o ufficio); oppure (fibra parziale) può essere di 200 Megabit (un ordine di grandezza in meno), a parità di costo. Musk offre una velocità dai 130 ai 255 Megabit. Quanto al prezzo, sembra che Starlink potrebbe fare per l’Italia un prezzo speciale – 10 euro al mese – anche se non è chiaro per quanto tempo e se per tutti i tipi di utenti, dato che la sua tecnologia di base è molto più costosa della fibra.

L’offerta base di Musk costa ora 40 euro al mese, già disponibile anche in Italia. Più un (super) costo per gli apparati (assente con le tecnologie fibra o simili): 349 euro. Ha anche un’offerta low cost, da 29 euro al mese, ma con velocità più che dimezzata. Non è chiaro nemmeno in cosa consisterebbe l’investimento di Musk dato che già copre l’intero Paese: forse proprio coinciderebbe con quello sconto “sotto costo” oppure su basi di trasmissione terrestre utili a migliorare la qualità del servizio satellitare.

Ad oggi le offerte fibra completa coprono il 60 per cento della popolazione (secondo gli ultimi dati della Commissione europea e riferiti al 2023). Considerando anche la fibra parziale e le tecnologie analoghe – fisso wireless su reti 5G – si sfiora il 100 per cento, ma l’Europa non traccia più la copertura di ciò che è sotto il livello Gigabit. Non lo considera più future proof (a prova di futuro).

Sulla copertura Gigabit l’Italia resta agli ultimi posti in Europa, secondo le classifiche della Commissione. Ed è su questo fronte quindi che l’Italia dovrà lavorare. Il governo lo sta facendo, cercando di risolvere in particolare i problemi del piano Gigabit (connesso ai fondi Pnrr), che – come dice il nome – certo non si può accontentare delle velocità offerta da Musk, di un ordine di grandezza inferiore. Al tempo stesso il governo mira a chiudere i buchi del piano precedente (‘aree bianche’), che doveva terminare già nel 2020 e che è destinato alle zone più svantaggiate del Paese. Questo piano vorrebbe portare una connessione veloce ma non Gigabit a tutti gli italiani. Qui, forse, con nuovi bandi potrebbe trovare posto la tecnologia di Musk, ma al pari di altre tecnologie alternative già disponibili. Anche gli operatori italiani infatti hanno offerte satellitari, anche se a velocità inferiori (Tim chiede 34,95 euro per 100 Megabit).

Leggi i commenti