FIRENZE - La spesa farmaceutica corre e le Regioni manifestano la loro preoccupazione all’Aifa e ai ministeri alla Salute e alle Finanze. Il rischio è quello che l’aumento di quanto sborsato per i farmaci si mangi tutto l’incremento (non ancora certo) del fondo sanitario previsto per quest’anno e pure un po’ di più. I calcoli sono semplici. Nei primi due mesi del 2024, ha certificato l’agenzia italiana del farmaco, sono stati spesi quasi 4,1 miliardi di euro per acquistare le medicine. L’anno scorso la cifra era di 610 milioni più bassa, cioè è cresciuta addirittura del 17,5%. Se si va avanti così, e non ci sono segnali di inversione di tendenza. Quest’anno per i farmaci si spenderanno oltre 3,5 miliardi e mezzo più del 2023 (che già aveva segnato una crescita). In questo periodo si discute di manovra. Il fondo sanitario nazionale, che per quest’anno vale 134 miliardi sulla base dell’aumento di un miliardo deciso l’anno scorso dal governo, dovrebbe essere incrementato in Finanziaria.
…FIRENZE - La spesa farmaceutica corre e le Regioni manifestano la loro preoccupazione all’Aifa e ai ministeri alla Salute e alle Finanze. Il rischio è quello che l’aumento di quanto sborsato per i farmaci si mangi tutto l’incremento (non ancora certo) del fondo sanitario previsto per quest’anno e pure un po’ di più. I calcoli sono semplici. Nei primi due mesi del 2024, ha certificato l’agenzia italiana del farmaco, sono stati spesi quasi 4,1 miliardi di euro per acquistare le medicine. L’anno scorso la cifra era di 610 milioni più bassa, cioè è cresciuta addirittura del 17,5%. Se si va avanti così, e non ci sono segnali di inversione di tendenza. Quest’anno per i farmaci si spenderanno oltre 3,5 miliardi e mezzo più del 2023 (che già aveva segnato una crescita). In questo periodo si discute di manovra. Il fondo sanitario nazionale, che per quest’anno vale 134 miliardi sulla base dell’aumento di un miliardo deciso l’anno scorso dal governo, dovrebbe essere incrementato in Finanziaria.
Il ministro alla Salute Orazio Schillaci aveva chiesto 4 miliardi in più, ma andrà bene se ne arriveranno 2. Anche in quel caso, comunque, l’aumento sul 2023 sarebbe di 3 miliardi, inferiore alla prospettiva di crescita della spesa farmaceutica. Di fatto si ridurranno i soldi a disposizione della sanità pubblica e le Regioni ieri hanno inviato una lettera preoccupata. Il testo è stato concordato nella Commissione degli assessori alla Salute, guidata da Raffaele Donini dell’Emilia-Romagna.
"I dati sul monitoraggio della spesa fanno presagire proiezioni preoccupanti relative all’anno in corso a livello nazionale”, è scritto nel testo. Gli assessori criticano una nuova misura del governo in base alla quale alcuni farmaci oggi comprati dalle Asl e distribuiti nelle farmacie verranno acquistati direttamente da queste ultime.
Così, è l’accusa, si finirà di spendere di più perché le aziende sanitarie spuntano prezzi molto inferiori. Le Regioni chiedono di valutare l’impatto della misura sulla spesa, e un sistema di monitoraggio dei costi più efficace. Sono soprattutto i farmaci ospedalieri a far crescere i costi. Aifa però ha già allargato le braccia, dicendo, per bocca del direttore tecnico scientifico Pierluigi Russo, che gli aumenti “non sono dovuti a inappropriatezza, ma all’uso di innovativi e salvavita sottoposti a controllo prescrittivo”.
Si tratta quindi di una spesa "incomprimibile”. A sentire Russo non si può più fare niente e le Regioni rimarcano le sue parole nella lettera. Eppure una legge prevede che entro il 30 settembre, cioè ieri, l’agenzia del farmaco debba comunicare le azioni che vuole mettere in atto per non uscire dai tetti di spesa. Addirittura tra queste ci sarebbe il taglio lineare dei prezzi dei farmaci da parte dell’agenzia. Una eventualità che appare impossibile a vedere qual è in questo periodo la politica farmaceutica di ministero e Aifa, che tra l’altro manda i report della spesa con enorme ritardo rispetto al passato.