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Famiglia, il governo rimanda il “piano shock”. Giorgetti alle associazioni: “Il tema è centrale, ma gli spazi limitati”

Il ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti

 (ansa)

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Il ministro dell’Economia condivide le proposte. Ma prende tempo, in vista della manovra. Quasi in soffitta la promessa di “meno tasse a chi fa figli”
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ROMA – Il governo Meloni conferma di avere a cuore la famiglia. Ma non pare ancora il momento di passare dalle parole ai fatti. A venti giorni (ipotetici) dall’invio della manovra in Parlamento, nessuna proposta concreta è davvero sul tavolo. Ieri il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha detto alle associazioni ricevute a Palazzo Chigi che «il tema è centrale, la situazione complessa, le risorse limitate e gli spazi di manovra non significativi». Il suo «meno tasse a chi fa figli», per ora rimane un auspicio. Nulla di più.

Le richieste del Forum famiglie

Le associazioni chiedono invece un «piano Marshall», con l’impegno anche dell’Europa. Il Forum delle famiglie, rappresentato da Adriano Bordignon, ha invocato «scelte coraggiose, a partire…

ROMA – Il governo Meloni conferma di avere a cuore la famiglia. Ma non pare ancora il momento di passare dalle parole ai fatti. A venti giorni (ipotetici) dall’invio della manovra in Parlamento, nessuna proposta concreta è davvero sul tavolo. Ieri il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha detto alle associazioni ricevute a Palazzo Chigi che «il tema è centrale, la situazione complessa, le risorse limitate e gli spazi di manovra non significativi». Il suo «meno tasse a chi fa figli», per ora rimane un auspicio. Nulla di più.

Le richieste del Forum famiglie

Le associazioni chiedono invece un «piano Marshall», con l’impegno anche dell’Europa. Il Forum delle famiglie, rappresentato da Adriano Bordignon, ha invocato «scelte coraggiose, a partire da una riforma fiscale che introduca il “fattore famiglia”, uno strumento che permetta di tassare non il singolo individuo, ma in base alla sua partecipazione al nucleo familiare, garantendo così una maggiore equità».

E ancora: intervenire sull’assegno unico «riducendo la selettività legata all’Isee e prolungandolo fino al completamento del percorso formativo del figlio», modificare l’Isee, sostenere le madri lavoratrici, la scuola e l’università.

Tutte proposte giudicate «condivisibili» dai cinque ministri presenti: oltre a Giorgetti, Eugenia Roccella (Famiglia), Orazio Schillaci (Salute), Giuseppe Valditara (Istruzione), Paolo Zangrillo (Pubblica amministrazione), la viceministra Maria Teresa Bellucci (Lavoro), il sottosegretario di Palazzo Chigi Alfredo Mantovano.

Le detrazioni in base ai figli

Oltre al Forum delle famiglie, c’erano i rappresentanti del network “Ditelo sui tetti”, il cui coordinatore Domenico Menorello si aspettava «un colpo di reni da parte del governo sul tema della natalità, un segnale sulle cure per i più fragili e sulla libertà di educazione: le spese per i figli non possono essere tassate». Era anche l’idea di Giorgetti – detrazioni in base ai figli – ma l’atteso “colpo di reni” ieri non c’è stato. All’incontro anche esponenti della Compagnia delle Opere e della Federazione delle associazioni familiari cattoliche in Europa (Fafce).

Incontri bilaterali

Il dialogo proseguirà in vista della manovra con «incontri bilaterali», ovvero con i ministri a seconda delle «materie di singola competenza». Ma non c’è un calendario. E davvero l’unica cosa che conta saranno i margini effettivi di risorse che il ministro dell’Economia riuscirà a ritagliarsi per «l’azione shock» che promette ormai da due anni. Per ora solo «massima attenzione alle richieste».

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