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Il Garante accusa Ferrovie: “Ventisette stop al giorno”

Roma Termini, 2 ottobre (agf)

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L’Autorità dei Trasporti denuncia l’aumento della durata delle interruzioni: “Serve cambio di rotta”
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ROMA — La sfortuna, con le giornate difficili che Ferrovie dello Stato ci regala, non c’entra niente. E il chiodo piantato male - che il ministro Salvini (Trasporti) chiama in causa dopo il disastro di Roma Termini ieri - non spiega per intero le sofferenze dei viaggiatori.

La rete ferroviaria italiana è entrata in una sofferenza perdurante e strutturale, che minaccia di creare nuovi disagi in futuro. Una sofferenza della rete che, in alcuni casi, è effetto diretto delle azioni di Ferrovie.

A sostenerlo non è un parlamentare di opposizione arrabbiato con il ministro leghista dei Trasporti; non è l’ultima associazione dei consumatori. La denuncia porta la firma dell’Autorità indipendente che sorveglia il settore della mobilità in Italia, l’ART. Parla, insomma, un arbitro imparziale e preparato.

A quota 10 mila

Nella sua ultima Relazione al Parlamento del 18 settembre 2024, l’Autorità fornisce un primo dato eloquente: «Og…

ROMA — La sfortuna, con le giornate difficili che Ferrovie dello Stato ci regala, non c’entra niente. E il chiodo piantato male - che il ministro Salvini (Trasporti) chiama in causa dopo il disastro di Roma Termini ieri - non spiega per intero le sofferenze dei viaggiatori.

La rete ferroviaria italiana è entrata in una sofferenza perdurante e strutturale, che minaccia di creare nuovi disagi in futuro. Una sofferenza della rete che, in alcuni casi, è effetto diretto delle azioni di Ferrovie.

A sostenerlo non è un parlamentare di opposizione arrabbiato con il ministro leghista dei Trasporti; non è l’ultima associazione dei consumatori. La denuncia porta la firma dell’Autorità indipendente che sorveglia il settore della mobilità in Italia, l’ART. Parla, insomma, un arbitro imparziale e preparato.

A quota 10 mila

Nella sua ultima Relazione al Parlamento del 18 settembre 2024, l’Autorità fornisce un primo dato eloquente: «Ogni anno si contano circa 10.000 interruzioni di linea» che colpiscono i viaggi delle persone e anche delle merci, molto importanti per l’economia del Paese. Diecimila in un anno vuol dire che, ogni giorno, ci sono oltre 27 interruzioni di linea in Italia.

La rete ferroviaria, dunque, ha la febbre alta, e da tempo. E questa febbre non è affatto stabile nel tempo, come il numero secco delle interruzioni annue (10.000) farebbe pensare. Al contrario, si sta aggravando.

L’Autorità precisa che la durata di queste interruzioni si allunga, in termini di ore. «Nel primo semestre 2022» si sono prolungate per 17.913 ore; nel primo semestre 2023 per 19.978 ore; e «nel primo semestre 2024 per ben 22.904 ore».

Competitività e vivibilità

Sotto accusa finisce inevitabilmente la manutenzione che Ferrovie fa dei binari e degli impianti per prevenire le avarie e dei meccanismi di pronto intervento, per risolverle. E l’Autorità, in ansia, chiede ora «un significativo cambio di rotta gestionale e industriale» per evitare «il collasso di singole modalità» e garantire «competitività e vivibilità al Paese».

Colpe di Ferrovie si rintracciano anche nel 2023, quando l’Autorità decide una multa da 350.000 euro. Destinataria dell’ammenda (il 27 luglio 2023) è RFI, la società di Ferrovie che gestisce la rete di binari, vediamo perché.

RFI può noleggiare la sua rete ad aziende di trasporto diverse dalle consorelle Trenitalia e Mercitalia; ma entro dei limiti di legge. Limiti che servono anche a preservare la rete da una pressione, da un’usura eccessiva. Limiti che l’Autorità considera superati in «11 accordi quadro», nove per il trasporto regionale di passeggeri e due per il trasporto merci.

La lista di impegni

Malgrado la sanzione da 350.000 euro, RFI insiste nella condotta che l’Autorità considera irregolare. RFI ha presentato - è vero - una lista di impegni per risolvere il problema, ma l’Autorità ha respinto la proposta di mediazione.

Quindi ha avviato un nuovo procedimento, tutt’ora in corso, che può portare a un «ordine» di interruzione della violazione. Contro ogni multa dell’Autorità, attenzione, è possibile un ricorso al Tar o un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica.

In un quadro già complesso, si inserisce il possibile sovraffollamento della rete ad alta velocità del Paese. Durante un seminario a gennaio 2024 e di nuovo in un intervento per il Foglio ad agosto, il docente Andrea Giuricin ha fornito numeri che fanno riflettere.

Da Milano a Roma

Ogni giorno - ricorda il docente dell’Università Bicocca di Milano - ci sono 164 treni che corrono veloci tra Milano e Roma. Sono molti di più di quelli che troviamo in Spagna lungo la Madrid-Barcellona (90); in Francia tra Parigi e Lione (60); in Germania da Berlino e Monaco (38).

E i viaggi italiani sono destinati a crescere ulteriormente nel 2026 quando la società ferroviaria francese SNCF sfiderà i nostri due attuali operatori, Trenitalia ed Ntv-Italo.

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