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Superprecari con il contratto misto: partita Iva e part time insieme

La ministra del lavoro Marina Elvira Calderone

 (ansa)

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Lo prevede il “collegato lavoro” del governo. I lavoratori “a metà” potranno sfruttare la flat tax. I sindacati: “Cancellata la dignità e qualità dell’impiego”
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ROMA — L’occupazione stabile cresce. Eppure il governo spinge quella precaria. Succede nel “collegato lavoro”, il disegno di legge spiaggiato ormai da un anno e mezzo e risorto al voto in questi giorni alla Camera.

Cinque norme in particolare, alcune già approvate, hanno fatto insorgere l’opposizione. Riguardano gli stagionali, i somministrati, le dimissioni, l’apprendistato: tutti con vincoli allentati. E il contratto misto: la mattina partita Iva con la flat tax, il pomeriggio lavoratore dipendente.

«È il supermarket della precarietà», dice Arturo Scotto del Pd. «Si cancella la dignità e la qualità del lavoro: siamo pronti alla piazza», annuncia Maria Grazia Gabrielli, segretaria confederale Cgil.

I dati Istat di agosto

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ROMA — L’occupazione stabile cresce. Eppure il governo spinge quella precaria. Succede nel “collegato lavoro”, il disegno di legge spiaggiato ormai da un anno e mezzo e risorto al voto in questi giorni alla Camera.

Cinque norme in particolare, alcune già approvate, hanno fatto insorgere l’opposizione. Riguardano gli stagionali, i somministrati, le dimissioni, l’apprendistato: tutti con vincoli allentati. E il contratto misto: la mattina partita Iva con la flat tax, il pomeriggio lavoratore dipendente.

«È il supermarket della precarietà», dice Arturo Scotto del Pd. «Si cancella la dignità e la qualità del lavoro: siamo pronti alla piazza», annuncia Maria Grazia Gabrielli, segretaria confederale Cgil.

I dati Istat di agosto

Ieri i dati Istat hanno certificato che l’occupazione va ancora bene. In agosto, rispetto ad un anno fa, si contano quasi mezzo milione di occupati in più, di cui però la metà over 50, trattenuti al lavoro anche dalle regole pensionistiche più rigide.

Siamo al tasso di occupazione record (62%, oltre 24 milioni di occupati). Ma anche ultimi in Europa, secondi per inattivi (un terzo della forza lavoro, specie giovanile, è inattiva), primi per part-time involontario.

Luci e ombre. In questo contesto il governo Meloni ha deciso di togliere le briglie ad alcune norme che non piacciono troppo alle imprese. Ecco dunque il “collegato lavoro”.

Cosa prevede il “collegato lavoro”

Salta il tetto alla somministrazione di lavoro: fin qui le aziende non potevano avere più del 30% tra contratti a tempo e somministrati. Non sarà più così, con il rischio che un’impresa possa anche avere tutti lavoratori “somministrati” dalle agenzie.

Cambia la definizione di stagionalità che diventa qualunque situazione legata a “picchi lavorativi”. Di conseguenza assumere lavoratori stagionali sarà possibile con maggior frequenza durante l’anno e senza stare troppo a cavillare.

Il periodo di apprendistato viene allungato perché si consente all’azienda di attaccare quello per conseguire il diploma a quello professionalizzante o per alta formazione Risultato: il lavoratore può restare apprendista per 6-7-8 anni di seguito, con un contratto che costa meno, ha meno contributi, sotto inquadrato e risolvibile (si può sciogliere senza patemi).

Per contrastare i “furbetti della Naspi” passa la presunzione di “dimissioni volontarie” allorquando il dipendente si assenta senza giustificarsi per oltre 15 giorni (nella prima versione erano 5 giorni).

Oggi scatta il licenziamento disciplinare che consente al lavoratore di entrare in disoccupazione e percepire la Naspi. Il governo si giustifica dicendo che troppo spesso il lavoratore si mette d’accordo con l’azienda e si fa licenziare per prendere il sussidio.

In questo caso però sarà l’azienda a risparmiare il ticket del licenziamento e il lavoratore a perdere la Naspi, anche in quei casi in cui non ha potuto giustificare l’assenza (pensiamo al caso dei lavoratori stranieri).

Contratto misto con la flat tax

Infine il contratto misto. Esiste già oggi. Ma era scoraggiato dalla “clausola ostativa”: alla partita Iva non si applicavano sconti fiscali. Questo governo fa saltare la clausola, aprendo alla flat tax.

Il timore dei sindacati è che si rompa l’argine. E scatti un travaso da lavoro dipendente full time a part-time. Con metà giornata coperta dal lavoro autonomo, meno costoso.

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