MILANO - Yoox-Net-A-Porter, gruppo del lusso fondato da Federico Marchetti nel 2000, cambia ancora passaporto. Dopo esser stato rilevato dal colosso svizzero dei gioielli Richemont nel 2018, aver tentato senza successo di convolare a nozze con Farfetch nel 2021, adesso si sposa con la piattaforma del lusso Mytheresa, tedesca di nascita e americana di adozione.
Eppure Yoox era un piccolo gioiello di tecnologia italiana, uno dei pochi unicorni ai tempi della rivoluzione Internet, la sola azienda ad occupare un posto nell’indice principale della Borsa di Milano (dove è sbarcata nel 2009).
Con un forte cuore a Bologna e centri distributivi importanti in Lombardia, Yoox è stata pioniera della vendita del lusso sul web, dei magazzini automatizzati che poi Amazon ha importato nel mondo e una scuola digitale per i marchi italiani. Per loro, Marchetti ha disegnato l’interfaccia dei primi siti online, gestendo l’ecommerce delle maggiori griffe dalla A di Armani alla Z di Zegna.
MILANO - Yoox-Net-A-Porter, gruppo del lusso fondato da Federico Marchetti nel 2000, cambia ancora passaporto. Dopo esser stato rilevato dal colosso svizzero dei gioielli Richemont nel 2018, aver tentato senza successo di convolare a nozze con Farfetch nel 2021, adesso si sposa con la piattaforma del lusso Mytheresa, tedesca di nascita e americana di adozione.
Eppure Yoox era un piccolo gioiello di tecnologia italiana, uno dei pochi unicorni ai tempi della rivoluzione Internet, la sola azienda ad occupare un posto nell’indice principale della Borsa di Milano (dove è sbarcata nel 2009).
Con un forte cuore a Bologna e centri distributivi importanti in Lombardia, Yoox è stata pioniera della vendita del lusso sul web, dei magazzini automatizzati che poi Amazon ha importato nel mondo e una scuola digitale per i marchi italiani. Per loro, Marchetti ha disegnato l’interfaccia dei primi siti online, gestendo l’ecommerce delle maggiori griffe dalla A di Armani alla Z di Zegna.
Le linee a prezzo pieno
Ma nell’era digitale avanzata, e dopo il passaggio del controllo a un colosso come Richemont, Yoox fa fatica a fare utili sulle vecchie collezioni a saldo e sui plurimarca. Sul web funzionano invece le nuove linee a prezzo pieno di Net-a-Porter, Mr Poter e Mytheresa.
Peraltro con la fusione appena annunciata, è già previsto che alcune attività della vecchia Yoox introdotte da Marchetti, come i marchi 8 by Yoox e Mr Porter, vengano chiuse per tagliare i costi. Sacrifici che verranno chiesti alla società italiana, che il nuovo corso di Mytheresa potrebbero estendere ai dipendenti e ai poli logistici lombardi e romagnoli.
Richemont, che 6 anni fa aveva lanciato un’Opa valutando il gruppo italiano 5,3 miliardi, chiude le perdite sull’investimento in Yoox Net-A-Porter (Ynap). Il gruppo elvetico si è impegnato a ripianare le perdite attuali (stimate in 3-400 milioni) e a dotare Yoox di 555 milioni di cassa, prendendo in cambio il 33% delle azioni del nuovo gruppo che nascerà dalla fusione. Ma si relega a socio finanziario, con un posto su otto nel supervisory board della società.
Una linea di credito
Inoltre il colosso elvetico guidato da Johann Rupert metterà a disposizione della società una linea di credito revolving a 6 anni da 100 milioni, per finanziare le esigenze aziendali di Yoox, compreso il capitale circolante.
Non un grande affare, dato che Mytheresa ha meno clienti e meno ricavi di Yoox, e da sola vale in Borsa poco più di 370 milioni. Per gli analisti di Bernstein, l’operazione è positiva per Richemont, che è sempre stata concentrata su Cartier e su Iwc, più che su Yoox, su cui in questi anni ha accumulato una perdita di circa 5 miliardi.
Ora Richemont chiude un capitolo non felice e, intanto, dota Yoox delle risorse per la futura ristrutturazione che passa in mano a Mytheresa.
La fascia alta
Le nozze tra il gruppo che compra e Yoox, la preda, nasce il leader nel digitale di lusso, un polo da 2,3 milioni di consumatori di fascia alta (900mila di Mytheresa e 1,4 milioni di Yoox) con ricavi potenziali per 3 miliardi.
La società guidata da Michael Kliger ha fatto sapere che sono attese importanti sinergie sia sul lato dei costi sia su quello dei ricavi, che però non ha voluto quantificare.