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Citigroup torna in Italia e va a caccia di banchieri: in pole Cardinali e Mele

Il logo dell'istituto americano (reuters)

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Dopo il mandato per il collocamento di Poste, l’istituto americano cerca il braccio destro di Grilli e l’attuale ad di Cdp Equity
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MILANO — Dopo mesi di ristrutturazione Citigroup torna protagonista delle grandi operazioni finanziarie anche in Italia, dove si è appena aggiudicata un mandato per il collocamento di Poste Italiane, al fianco di banche d’affari americane blasonate come Jp Morgan e Morgan Stanley.

Le ultime defezioni e i nuovi banchieri in arrivo

Delle ristrutturazioni degli ultimi due anni della banca americana ne hanno fatto le spese anche alcuni importanti banchieri tricolori come Giacomo Ciampolini, Christian Montaudo e Leopoldo Attolico, chiamato da Pier Silvio Berlusconi nel supervisory board di Prosiebensat come amministratore indipendente. Finito il periodo dei tagli, ora per Citigroup è iniziata una nuova fase. Il gruppo che è guidato da Londra da James Fleming, responsabile del capital…

MILANO — Dopo mesi di ristrutturazione Citigroup torna protagonista delle grandi operazioni finanziarie anche in Italia, dove si è appena aggiudicata un mandato per il collocamento di Poste Italiane, al fianco di banche d’affari americane blasonate come Jp Morgan e Morgan Stanley.

Le ultime defezioni e i nuovi banchieri in arrivo

Delle ristrutturazioni degli ultimi due anni della banca americana ne hanno fatto le spese anche alcuni importanti banchieri tricolori come Giacomo Ciampolini, Christian Montaudo e Leopoldo Attolico, chiamato da Pier Silvio Berlusconi nel supervisory board di Prosiebensat come amministratore indipendente. Finito il periodo dei tagli, ora per Citigroup è iniziata una nuova fase. Il gruppo che è guidato da Londra da James Fleming, responsabile del capital market della banca d’affari Usa, sarebbe tornato a selezionare nuovi talenti, anche in vista di un 2025 che si prospetta interessante sia sul fronte dei futuri collocamenti in Borsa (Ipo) sia sul fronte delle fusione e acquisizioni (M&a). In proposito Citigroup avrebbe intervistato sia persone dall’esterno che dall’interno per trovare nuove figure apicali dall’Italia.

Il pole position il banchiere di Jp Morgan

E in particolare nella rosa degli incontri con Matteo Perfetti, coo (direttore generale) dell’Italia, ci sarebbe anche Francesco Cardinali, numero uno di Jp Morgan, braccio destro di Vittorio Grilli e tra i banchieri che ha firmato il maggior numero di operazioni di M&a in Italia e in Europa negli ultimi anni, nonché il collocamento di Ferretti e Lottomatica.

Ma anche l’ad di Cdp Equity

Ma Cardinali, che non avrebbe ancora sciolto le riserve, non è l’unico banchiere che è stato sondato da Citigroup. Nella rosa finale della selezione c’è anche Francesco Mele, da due anni amministratore delegato di Cdp Equity, chiamato da Illimity Bank, di cui era cfo (responsabile finanziario), dall’ad Dario Scannapieco per portare avanti il progetto della rete unica tra Open Fiber e l’infrastruttura di Telecom Italia, progetto poi naufragato nell’estate 2023 quando l’offerta di Kkr, che nell’operazione era assistita proprio da Jp Morgan, ha superato quella di Cdp-Open Fiber. Allora Mele aveva lasciato il suo ruolo per sostituire Pierpaolo Di Stefano, chiamato nel 2019 proprio da Citigroup a Londra.

A ingaggiare Di Stefano fu l’allora ad di Cassa, Fabrizio Palermo, per guidare una nuova tornata di operazioni importanti, come l’acquisto di Autostrade per l’Italia dai Benetton e la fusione tra Sia e Nexi. Ma Di Stefano dopo quattro anni a capo di Cdp Equity, e a un anno dall’arrivo di Scannapieco, è tornato a fare il banchiere per andare a fare il vicepresidente per l’Emea di Deutsche Bank a Londra, dove da sempre vive la famiglia. Ora la stessa cosa potrebbe succedere anche a Mele, che peraltro prima di Cdp Equity e Illimity è stato cfo di Mps, e che ha un lungo passato da banchiere in Goldman Sachs, dove è arrivato nel 1996 e dove ha lavorato per 14 anni, anche al fianco di Mario Draghi.

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