NEW YORK - Un decimo della forza lavoro, ossia 17.000 persone. È profondo il taglio annunciato venerdì da Kelly Ortberg, amministratore delegato della Boeing da agosto, per cercare di salvare la compagnia che un tempo dominava incontrastata il mercato degli aerei commerciali.
I guai sono iniziati qualche anno fa, con due incidenti che hanno coinvolto i 737 Max 8, sollevando dubbi sulla sicurezza dei prodotti e sulle pratiche dell’azienda. A gennaio però il portellone di un 737 Max 9 dell’Alaska Airlines si è staccato in volo, dando l’impressione che i problemi non siano stati affrontati e risolti. A tutto questo si aggiunge la crisi del Covid, con il crollo del traffico aereo del 90%, che aveva costretto la Boeing a fare un primo taglio dell’o…
NEW YORK - Un decimo della forza lavoro, ossia 17.000 persone. È profondo il taglio annunciato venerdì da Kelly Ortberg, amministratore delegato della Boeing da agosto, per cercare di salvare la compagnia che un tempo dominava incontrastata il mercato degli aerei commerciali.
I guai sono iniziati qualche anno fa, con due incidenti che hanno coinvolto i 737 Max 8, sollevando dubbi sulla sicurezza dei prodotti e sulle pratiche dell’azienda. A gennaio però il portellone di un 737 Max 9 dell’Alaska Airlines si è staccato in volo, dando l’impressione che i problemi non siano stati affrontati e risolti. A tutto questo si aggiunge la crisi del Covid, con il crollo del traffico aereo del 90%, che aveva costretto la Boeing a fare un primo taglio dell’occupazione del 10%. Allora i dipendenti erano scesi a 141.000, ma poi erano risaliti a quota 170.000, nella convinzione, o nella speranza, che la domanda sarebbe ripresa. Non è andata così, però.
La società americana non fa profitti dal 2018 e secondo il New York Times a breve dovrebbe annunciare ricavi per 17,8 miliardi di dollari, con perdite di 10 dollari per azione. Il suo debito è salito a 58 miliardi, ossia nove in più di un decennio fa. E le difficoltà non si fermano qui, perché Ortberg ha rivelato anche la presenza di cinque miliardi di costi in più rispetto al previsto, due dovuti ai ritardi di produzione e tre ai contratti a costo fisso firmati in passato nel settore della difesa.
Se ciò non bastasse, i 33.000 dipendenti iscritti al sindacato International Association of Machinists and Aerospace Workers sono entrati in sciopero, chiedendo aumenti del 40%. S&P ha già minacciato di ridurre il rating delle azioni al livello junk, spazzatura, se la protesta continuerà. Ortberg ha deciso che così non si può andare avanti, perciò ha varato un piano che oltre a prevedere tagli del personale allo scopo di ridurre i costi, cambia anche la strategia industriale. La Boeing smetterà di produrre i cargo 767, mentre le prime consegne del nuovo aereo per le tratte internazionali, il 777X, annunciate nel 2013, previste nel 2020 e già rinviate, verranno ora rimandate al 2026. Nella speranza che per quella data i conti saranno migliorati, i dubbi sulla sicurezza superati e la domanda per i nuovi prodotti torni a risollevare la compagnia.