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L’ultima fisarmonica sconfitta dalla Cina

(afp)

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Chiude la storica manifattura francese Maugein perché è troppo forte la concorrenza sui mercati asiatici
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«La fisarmonica in Francia è finita». Richard Brandao ha chiesto al tribunale commerciale una settimana di tempo per completare gli ultimi ordini. L’ultima fisarmonica è stata consegnata a fine settembre, prima di ufficializzare la liquidazione dell’azienda. È a Tulle, nella regione della Corrèze, centro della Francia, che l’azienda Maugein aveva festeggiato oltre un secolo di gloriosa attività da quando Jean Maugein, accordatore di pianoforti, decise di fondare nel 1919 un piccolo laboratorio che nel corso del Novecento si è ingrandito fino a occupare uno stabilimento di tremila metri quadrati che dava occupazione fino a quasi trecento dipendenti nel suo momento di maggiore espansione. Maugein ha introdotto molte innovazioni come gli inserti cromatici o le tastiere più ergonomiche sui «pianoforti a tracolla», simbolo di musica nomade e festosa.

Il tentato salvataggio

La fisarmonica è un’istituzione nell’immaginario culturale francese, usata da famosi interpreti come Jacques Brel, Léo…

«La fisarmonica in Francia è finita». Richard Brandao ha chiesto al tribunale commerciale una settimana di tempo per completare gli ultimi ordini. L’ultima fisarmonica è stata consegnata a fine settembre, prima di ufficializzare la liquidazione dell’azienda. È a Tulle, nella regione della Corrèze, centro della Francia, che l’azienda Maugein aveva festeggiato oltre un secolo di gloriosa attività da quando Jean Maugein, accordatore di pianoforti, decise di fondare nel 1919 un piccolo laboratorio che nel corso del Novecento si è ingrandito fino a occupare uno stabilimento di tremila metri quadrati che dava occupazione fino a quasi trecento dipendenti nel suo momento di maggiore espansione. Maugein ha introdotto molte innovazioni come gli inserti cromatici o le tastiere più ergonomiche sui «pianoforti a tracolla», simbolo di musica nomade e festosa.

Il tentato salvataggio

La fisarmonica è un’istituzione nell’immaginario culturale francese, usata da famosi interpreti come Jacques Brel, Léo Ferré e tanti altri. Eppure questo storico marchio si è dovuto arrendere all’evidenza e al mercato. La concorrenza globale della Cina non perdona. Nel 2013 Brandao aveva tentato il salvataggio dell’azienda di Tulle, con alcuni investitori, tra cui Sothys, Andros e il calciatore Laurent Koscielny. Maugein aveva tentato di diversificare la produzione puntando sull’innovazione. Nel 2022 aveva lanciato Génius, una nuova fisarmonica completamente digitale con una gamma di suoni molto più ampia. L’azienda di Tulle aveva anche cominciato a progettare e produrre armoniche come la “Maujo”, e persino delle mini borsette che sfruttavano il savoir faire degli artigiani. L’obiettivo era quello di raddoppiare il fatturato e di poter assumere nuovo personale.

La musica è finita

E invece la musica di Maugein è finita. Non sono serviti a nulla gli appelli di autorità locali e dell’ex presidente francese François Hollande — che ha il suo feudo elettorale in questa regione — e l’inaugurazione l’anno scorso di un museo dedicato alla lunga storia di questo strumento. I due anni di pandemia avevano dato il primo colpo, provocando una contrazione delle vendite. Maugein aveva ottenuto un prestito garantito dallo Stato di centosettantamila euro che non è mai riuscito a rimborsare. Nel frattempo la concorrenza in Cina è aumentata, senza che Maugein sia riuscito a conquistare clienti asiatici. «La nostra unica speranza era quella di entrare nel mercato cinese, dove la crescita e l’interesse per le fisarmoniche sono più forti, ma non ci siamo riusciti» racconta Brandao, spiegando di aver partecipato al China International Musical Instrument Fair, la più grande fiera del settore.

In teoria, il tribunale commerciale potrebbe valutare eventuali offerte di ripresa dell’attività, che per ora non ci sono. «Bisogna sapere quando fermarsi», conclude l’imprenditore. Maugein, che nel 2007 ha ottenuto il marchio Entreprise du Patrimoine Vivant (Azienda del Patrimonio Vivente), aveva ancora dieci dipendenti, il più anziano dei quali aveva iniziato come apprendista 39 anni fa. Se l’Italia ha ancora alcuni produttori, soprattutto nel distretto di Castelfidardo, Maugein era l’ultimo produttore artigianale in Francia.

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