Guerre ed elezioni Usa mettono a rischio gli obiettivi sulle emissioni. Con Trump un passo indietro nella lotta al cambiamento climatico
di Sara BennewitzMILANO – Le guerre e le elezioni americane, fanno paura ai mercati ma anche alla sostenibilità ambientale. Né è convinta Capgemini, che dopo una profonda indagine tra manager e aziende di tutto il mondo, teme che le tensioni geopolitiche dei nostri giorni abbiano un impatto negativo sui piani di riduzione delle emissioni e sul riscaldamento globale.
Per il 65% dei dirigenti a livello globale, e il 61% di quelli italiani, intervistati da Capgemini l'incertezza geopolitica sta già rallentando gli investimenti nelle iniziative di sostenibilità.La guerra in Ucraina, le tensioni tra Stati Uniti e Cina, e la crisi energetica europea sono tra i fattori principali di questa incertezza. In particolare, la situazione politica negli Stati Uniti rappresenta una preoccupazione crescente, tanto che a un mese dalle presidenziali usa, il 69% dei dirigenti a livello globale teme che l’esito incerto delle elezioni americane possa influenzare negativamente i propri investimenti in questo ambito. Soprat…
MILANO – Le guerre e le elezioni americane, fanno paura ai mercati ma anche alla sostenibilità ambientale. Né è convinta Capgemini, che dopo una profonda indagine tra manager e aziende di tutto il mondo, teme che le tensioni geopolitiche dei nostri giorni abbiano un impatto negativo sui piani di riduzione delle emissioni e sul riscaldamento globale.
Per il 65% dei dirigenti a livello globale, e il 61% di quelli italiani, intervistati da Capgemini l'incertezza geopolitica sta già rallentando gli investimenti nelle iniziative di sostenibilità.La guerra in Ucraina, le tensioni tra Stati Uniti e Cina, e la crisi energetica europea sono tra i fattori principali di questa incertezza. In particolare, la situazione politica negli Stati Uniti rappresenta una preoccupazione crescente, tanto che a un mese dalle presidenziali usa, il 69% dei dirigenti a livello globale teme che l’esito incerto delle elezioni americane possa influenzare negativamente i propri investimenti in questo ambito. Soprattutto se risultasse vincitore Donald Trump. L'impatto della geopolitica è particolarmente evidente e si è già fatto sentire nel settore pubblico/governativo (82%), in quello energetico (68%), ma anche in quello dei servizi finanziari (66%).
Nuove tecnologie a rischio per la guerra in Ucraina e le elezioni Usa
Secondo lo studio di Capgemini le tecnologie climatiche avranno un ruolo cruciale nel raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità. Il 67% dei dirigenti ritiene che le loro organizzazioni non riusciranno a raggiungere questi obiettivi senza investire in tali tecnologie. Tra le tecnologie innovative specificamente progettate per mitigare il cambiamento climatico e l'esaurimento delle risorse troviamo l'idrogeno a basso contenuto di carbonio, le bioplastiche, i combustibili alternativi e i biocarburanti (per esempio il SAF usato nel settore aerospaziale), l’elettrificazione e le gigafactory. I settori principalmente interessati a queste tecnologie vanno dall’aerospazio, all’automotive, al manifatturiero e al settore energetico.
La diffusione dell’Ai aiuterà a ridurre gli sprechi
Il 69% degli intervistati ritiene che i dati digitali e le tecnologie come l'intelligenza artificiale accelereranno l'adozione di tecnologie climatiche, rendendole accessibili e più efficienti. Anche se l’adozione dell’Intelligenza Artificiale consuma energia e acqua, due risorse importanti per il pianeta. Nonostante il dibattito sull’impatto ambientale dell’intelligenza artificiale, il 67% dei dirigenti a livello globale ritiene che i benefici siano maggiori dei costi. L’80% dei dirigenti italiani intervistati è dello stesso avviso.
La Ue baluardo per il contenimento delle emissioni
Il 75% dei dirigenti a livello globale dichiara che le normative in materia di sostenibilità sono essenziali per raggiungere gli obiettivi climatici globali. La maggior parte dei dirigenti (73%) riconosce che normative come la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) dell'Unione Europea stanno spingendo le organizzazioni verso una maggiore trasparenza e capacità di monitoraggio. Il 73% degli intervistati a livello globale dichiara che tale normativa sta migliorando la capacità delle loro organizzazioni di misurare e monitorare la sostenibilità.
I consumatori però restano scettici sui costi benefici e sul greenwashing
Secondo Capgemini, tuttavia, c’è un crescente scetticismo dei consumatori riguardo alle affermazioni delle aziende sulla sostenibilità: nonostante gli sforzi delle aziende per migliorare le loro pratiche di sostenibilità, il 52% dei consumatori crede che le aziende stiano praticando il greenwashing, in aumento rispetto al 33% nel 2023.Questa sfiducia è particolarmente pronunciata tra i giovani: il 76% dei consumatori della generazione Z ritiene che i brand stiano esagerando i propri sforzi nel campo della sostenibilità; il 59% dei consumatori generazione Z e i Millenial non si fidano delle dichiarazioni ambientali sui prodotti, e più del 50% evita di acquistare un prodotto che percepisce come non autentico dal punto di vista ambientale.