Economia

Bonus bebè e assegno unico: ecco come funzionano le due misure della manovra

Giancarlo Giorgetti, ministro dell'Economia

Giancarlo Giorgetti, ministro dell'Economia

 

Negli interventi per le famiglie varati da Palazzo Chigi c’è anche il ‘quoziente familiare’, che prevede agevolazioni fiscali crescenti in base al numero dei familiari a carico

1 minuti di lettura

ROMA – Bonus bebè, ‘quoziente familiare’ e assegno unico. Sono le misure che toccano più da vicino le famiglie, tra quelle approvate dal consiglio dei ministri con la manovra 2025. A cominciare dalle detrazioni fiscali, appunto, che terranno conto del numero dei familiari a carico: al crescere dei componenti, aumenteranno gli spazi per le agevolazioni. Sul fronte della natalità vengono confermate e potenziate le misure sui congedi parentali, ma c’è anche una novità: una riedizione del Bonus bebè previsto nelle passate legislature anche da altri governi.

Il Mef annuncia infatti l’arrivo di una ‘Carta per i nuovi nati’ che riconosce 1000 euro ai genitori entro la soglia Isee di 40 mila euro, per far fronte alle tante spese iniziali che le coppie devono affrontare a ogni nascita. L’assistenza alle famiglie con figli prosegue con il rafforzamento del bonus destinato a supportare la frequenza degli asili nido.

Sul fronte dell’assegno unico universale, i versamenti vengono esclusi dal computo dell’Isee: la scorsa legge di Bilancio, con un clamoroso errore, li aveva invece inclusi, suscitando le proteste delle famiglie che così si ritrovavano un reddito più alto e perdevano altre agevolazioni. Tra le misure di carattere sociale c’è anche il rifinanziamento con 500 milioni della carta ‘Dedicata a te’, destinata ai nuclei familiare con redditi Isee inferiori a 15mila euro.

I commenti dei lettori