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Balneari, l’accordo tra Fitto e Bruxelles smontato dalla sua stessa maggioranza

Una veduta aerea di ombrelloni e stabilimenti balneari del litorale romano da un elicottero della Polizia del reparto volo di Pratica di Mare in un volo di pattugliamento in occasione del weekend di esodo estivo, Roma, 10 Agosto 2024. ANSA/GIUSEPPE LAMI (esodo, ombrelloni, spiaggia, spiagge, stabilimenti, generica, simbolica) (ansa)

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Alla Camera Lega, FdI e Forza Italia in soccorso dei concessionari. Cortocircuito in commissione: mancano i pareri del Mef, il Carroccio ferma l’esame del decreto “Salva-infrazioni”
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Roma - Lo smontaggio dell’accordo sulle concessioni balneari va in scena a Montecitorio. A disfare la tela che il ministro per gli Affari europei, Raffaele Fitto, ha cucito faticosamente per mesi insieme a Bruxelles è la maggioranza. A colpi di emendamenti che chiedono di riscrivere l’intesa raggiunta a settembre tra il governo italiano e la Commissione europea.

Dice, l’accordo, che l’Italia dovrà fare le gare per rispettare le indicazioni della direttiva Bolkestein. Un punto dolente per Fratelli d’Italia, Lega e FI, che puntavano ad allungare le proroghe esistenti per tutelare i concessionari che oggi hanno in gestione i lidi. Nonostante il tempo concesso (le gare dovranno essere indette entro giugno del 2027), la maggioranza era rimasta scontenta.

Ecco perché ieri ha lanciato l’assalto al decreto “Salva-infrazioni”, il contenitore del compromesso con l’Europa. Succede tutto in mezz’ora. Nell’aula della commissione Finanze della Camera è la sottosegretaria all’Economia, Lucia Albano,…

Roma - Lo smontaggio dell’accordo sulle concessioni balneari va in scena a Montecitorio. A disfare la tela che il ministro per gli Affari europei, Raffaele Fitto, ha cucito faticosamente per mesi insieme a Bruxelles è la maggioranza. A colpi di emendamenti che chiedono di riscrivere l’intesa raggiunta a settembre tra il governo italiano e la Commissione europea.

Dice, l’accordo, che l’Italia dovrà fare le gare per rispettare le indicazioni della direttiva Bolkestein. Un punto dolente per Fratelli d’Italia, Lega e FI, che puntavano ad allungare le proroghe esistenti per tutelare i concessionari che oggi hanno in gestione i lidi. Nonostante il tempo concesso (le gare dovranno essere indette entro giugno del 2027), la maggioranza era rimasta scontenta.

Ecco perché ieri ha lanciato l’assalto al decreto “Salva-infrazioni”, il contenitore del compromesso con l’Europa. Succede tutto in mezz’ora. Nell’aula della commissione Finanze della Camera è la sottosegretaria all’Economia, Lucia Albano, a comunicare ai deputati di maggioranza e opposizione che mancano i pareri del Mef agli emendamenti sulle concessioni. La collega ai Rapporti con il Parlamento, Matilde Siracusano, spiega che le proposte sono al vaglio dei tecnici della Commissione europea: l’esito arriverà solo venerdì.

Una doppia mossa per prendere tempo perché gli emendamenti imbarazzano il governo. Come quello del Carroccio, a prima firma della parlamentare Elisa Montemagni, che chiede di riconoscere al titolare della concessione “un diritto di prelazione”. Ma nel fascicolo c’è anche la proposta della deputata di FdI, Lucrezia Mantovani. Recita così: il concessionario subentrante dovrà riconoscere un indennizzo a quello uscente “pari al valore aziendale d’impresa in tutte le sue componenti, compreso l’avviamento”. Ecco lo smontaggio dell’accordo.

La difesa del governo si sgretola in pochi minuti. Albano propone di accantonare la questione e andare avanti con gli altri emendamenti, ma la Lega si oppone. Prima si esamina l’articolo 1, che contiene le norme sui balneari, e poi si passa al resto del testo. FdI prova a sostenere la sua sottosegretaria, ma il tentativo fallisce. La seduta delle commissioni Finanze e Giustizia, che doveva avviare l’esame degli emendamenti, è sconvocata. Il Pd attacca: "Un disastro perfetto”, dice il deputato Marco Simiani. “L’ennesima farsa”, aggiunge il collega Piero De Luca. La partita dei balneari è ancora aperta.

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