Economia

Il governatore della Toscana

Giani “Con quei fondi non copriamo l’inflazione e la spesa per i farmaci”

Il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani

Il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani

 
Vogliono l’autonomia differenziata ma poi il governo pone troppi vincoli
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Roma — Eugenio Giani (Pd) è il presidente della Regione Toscana, una delle realtà italiane dove la sanità funziona meglio.

Presidente, la premier Meloni parla di finanziamento record della sanità. Siete soddisfatti?

«No. Intanto si parla di 2,4 miliardi di euro in più ma uno era già previsto, perché stanziato nella manovra dell’anno scorso. Se andiamo a vedere l’impatto di un finanziamento del genere per i bilanci delle singole Regioni è molto ridotto, vale al massimo l’inflazione. E non copre nemmeno l’aumento della spesa farmaceutica. Comunque, al di là di questo, si fa presto a capire che le cose non vanno tanto bene».

Come?

«Basta osservare il rapporto tra la spesa sanitaria pubblica e il Pil, che nel nostro Paese ultimamente è sempre intorno al 6,2-6,3%. Dati più bassi del 7% al quale era arrivato il ministro Roberto Speranza e molto distanti da quelli di Paesi europei come Francia e Germania, che sono all’8 e al 10%».

I dati sulla spesa per dei medicinali, come diceva, sono pesanti, con la crescita che quest’anno potrebbe essere di 3 miliardi. Come mai?

«L’incremento tendenziale di quella voce è legato anche a una serie di provvedimenti che sono stati assunti dal governo, che ha cambiato i tetti del payback e il sistema di distribuzione di alcuni farmaci. Poi sono aumentate le remunerazioni per le farmacie. Si tratta di incrementi sui quali le Regioni non possono intervenire, perché i prezzi dei medicinali li tratta Aifa con i produttori».

A quanto si sa, circa 1,3 dei miliardi stanziati quest’anno serviranno a fare assunzioni e ad altre spese per aumentare gli stipendi del personale.

«È uno dei problemi di questo periodo. Gran parte delle risorse che ci vengono riconosciute sono vincolate dal ministero alla Salute, che chiede vengano spese per certe voci. È già successo tante volte, con soldi per gli straordinari dei medici per l’abbattimento delle liste di attesa, ad esempio, ma anche per altre partite. Il governo che da una parte spinge per l’autonomia differenziata dall’altra stanzia soldi per le Regioni ipervincolati. Su come impiegare il denaro del fondo sanitario nazionale invece vorremmo davvero più autonomia».

Cosa fareste in Toscana?

«Ad esempio, interverremmo su aspetti centrali della sanità, come i pronto soccorso in difficoltà o le liste di attesa, ma come diciamo noi, perché sappiamo quali sono i nostri problemi che richiedono più risorse e quindi dove agire. E invece adesso non abbiamo margini di manovra».

Ci sono interventi che il governo potrebbe fare anche a costo zero?

«Stiamo aspettando dalle aziende produttrici i soldi del payback sui dispositivi degli anni 2015-2018 (vale circa 2 miliardi, ndr). Sono fondi importanti per le Regioni, riconosciuti da una legge che la Corte Costituzionale ha giudicato legittima. Sarebbe il momento che il governo si desse da fare per farceli avere e anche per mettere a bilancio quelli per il periodo 2019-2021».

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