Snam e la transizione energetica: investirà 26 miliardi in 10 anni su biogas e idrogeno
di Andrea GrecoMILANO – Snam presenta il suo primo “Transition Plan” in cui fornisce una mappa “chiara e credibile” per raggiungere la neutralità di emissioni al 2040 e, nel 2050, l’azzeramento delle emissioni dei suoi clienti. Per raggiungere gli obiettivi, già espressi nel piano strategico ma ora dettagliati con una cronologia intermedia, il monopolista dei metanodotti si impegna a sviluppare le azioni tipiche della transizione: biometano, idrogeno, cattura e stoccaggio del carbonio ed efficienza energetica, supportate da “un programma di investimenti di 26 miliardi di euro per il periodo 2023-2032”.
Venier: “Sforzo di tradurre i numeri in azioni concrete”
“Nel complesso percorso verso il Net Zero ci è sembrato che fosse il momento giusto per offrire un percorso solido e attendibile verso le emissioni zero e un impatto positivo sulla natura - ha detto Stefano Venier, ad di Snam -. Ci siamo sforzati di tradurre alcuni numeri e obiettivi a tre, cinque, otto, 10 e 25 anni in azioni concrete, tra cui …
MILANO – Snam presenta il suo primo “Transition Plan” in cui fornisce una mappa “chiara e credibile” per raggiungere la neutralità di emissioni al 2040 e, nel 2050, l’azzeramento delle emissioni dei suoi clienti. Per raggiungere gli obiettivi, già espressi nel piano strategico ma ora dettagliati con una cronologia intermedia, il monopolista dei metanodotti si impegna a sviluppare le azioni tipiche della transizione: biometano, idrogeno, cattura e stoccaggio del carbonio ed efficienza energetica, supportate da “un programma di investimenti di 26 miliardi di euro per il periodo 2023-2032”.
Venier: “Sforzo di tradurre i numeri in azioni concrete”
“Nel complesso percorso verso il Net Zero ci è sembrato che fosse il momento giusto per offrire un percorso solido e attendibile verso le emissioni zero e un impatto positivo sulla natura - ha detto Stefano Venier, ad di Snam -. Ci siamo sforzati di tradurre alcuni numeri e obiettivi a tre, cinque, otto, 10 e 25 anni in azioni concrete, tra cui una quota crescente di finanza sostenibile, per raggiungere ambiziosi obiettivi di decarbonizzazione”.
La novità della presentazione, svolta nel quartiere Vigentino, dove ha sede la Fondazione Prada e l’anno prossimo Snam si trasferirà, è che l’evoluzione dai gasdotti a condotte “multimolecola” renderà obsoleta una minima parte della rete di Snam, la più estesa in Europa con 38 mila chilometri di condotte e il 17% della capacità di stoccaggio nel continente. Oggi Snam riempie al 75% le proprie condotte, e vede ridursi, specie per l’elettrificazione dei consumi domestici, al 55% l’utilizzo medio nel 2040, e al 50% nel 2050. “Abbiamo testato le nostre infrastrutture sullo scenario Snam-Pniec, su altri scenari europei al 2040 e sulle proiezioni al 2050, stimando i flussi e i consumi – ha spiegato l’ad di Snam, Stefano Venier – scomponendo tutta la rete in piccolissime tratte e misurando i flussi di gas attesi, anche sui picchi invernali. E abbiamo notato che, fissando la soglia di utilizzo al 25% che è da tutti accettata come spartiacque tra asset utili e inutili, solo l’1% della nostra rete nel 2040, e il 10% se ci proiettiamo al 2050, sarà utilizzato al disotto”. Un recente studio dell’Università di Cambridge stimava entro il 2035, con il superamento definitivo delle fonti fossili, l’obsolescenza di infrastrutture per carbone, petrolio e gas nel mondo per valori compresi tra 1.000 e 4.000 miliardi di dollari.
Il dettaglio degli investimenti: idrogeno protagonista
Nel dettaglio, dal 2023 al 2027 Snam investirà 11,5 miliardi di euro (esclusi i finanziamenti pubblici), soprattutto per mantenere l'affidabilità e la resilienza dell’infrastruttura, e ridurne l’impronta di carbonio. Tra il 2028 e il 2032 gli investimenti netti complessivi saranno 14,5 miliardi, volti in questo caso a “supportare l'evoluzione del sistema energetico, inclusa la conversione delle infrastrutture esistenti verso un sistema multi-molecola”. In particolare, lo sviluppo della dorsale H2 per l’idrogeno (che ha un terzo del potere calorifico del gas) e il progetto Ravenna Ccs di cattura della Co2, unito allo sviluppo delle stazioni di compressione a doppio combustibile, porteranno “a un aumento significativo degli investimenti allineato alla tassonomia europea, dal 37% del 2023-‘27 al 52% del 2028-‘32”.