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“No a polemiche e rancori avanti con lo spirito Fiat”

John Elkann, presidente di Stellantis 

John Elkann, presidente di Stellantis 

 
Il presidente di Stellantis Elkann per i 50 anni del Gruppo dirigenti: “Noi nell’1% di aziende con più di un secolo”
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Torino — «Con le polemiche strumentali, i rancori e i protagonismi non si risolve nulla». La platea a cui si rivolge il presidente di Stellantis, John Elkann, è più grande di quella dell’Auditorium Gianni Agnelli del Lingotto. Davanti ha i manager di ieri e di oggi del Gruppo dirigenti Fiat, sigla che compie 50 anni. Ma le sue parole sono dirette a Roma, alla politica, in modo trasversale, e a chi in questi giorni continua a fare polemiche dopo l’audizione dell’ad di Stellantis, Carlos Tavares, a Montecitorio. Un modo per replicare agli attacchi e invitare ad abbassare i toni, visto che la storia industriale del Paese e quella della Fiat sono legate non solo nell’auto, ma in una serie di attività che sono cresciute e sviluppate in maniera autonoma.

Elkann richiama lo “spirito Fiat”, gruppo che trasformandosi ha dato vita prima a Fca, grazie alla fusione con Chrysler, e poi a Stellantis dopo le nozze con Peugeot. Un richiamo alle radici, allo spirito «pionieristico» della Fiat «che non va perso. È uno spirito vivo, forte e condiviso. Noi apparteniamo all’1% di aziende che ha superato il secolo sapendosi adattare ai cambiamenti». Elkann si rivolge a chi non dà peso a questa storia e questi valori. «C’è chi in questi mesi, in questi giorni, sembra poco disposto a riconoscere i meriti di tutti coloro, dipendenti, collaboratori e anche voi, dirigenti, che hanno contribuito, sempre, a superare le sfide e a raggiungere straordinari risultati nei 125 anni di storia del nostro gruppo», sottolinea il presidente che è anche ad della holding Exor che controlla Repubblica. «Ma noi conosciamo, e voi più di tutti, quale è la realtà: con le polemiche strumentali, i rancori, i protagonismi non si risolve niente. Non si costruisce nulla». Elkann cita «il coraggio di affrontare sfide difficili, senza mai arrendersi» e «l’indipendenza da qualunque condizionamento della politica». Altri «aspetti fondamentale dello spirito Fiat sono «l’intraprendenza per costruire il futuro puntando sull’innovazione» e «il senso di responsabilità e la solidarietà che ci lega alle nostre comunità». Radici e valori che, però, non nascondono il senso di quello che è stato costruito negli ultimi quattro anni. E di quello che sarà in futuro. «Per arrivare a questo traguardo - sottolinea Elkann davanti alla platea torinese - abbiamo dovuto, abbiamo voluto cambiare, senza mai perdere il nostro spirito pionieristico».

Ripercorre gli ultimi decenni: «Pensiamo a come Fiat Auto fosse in fondo alla classifica mondiale dei costruttori di auto, neanche nei primi dieci. Oggi il marchio Fiat è il più venduto di una realtà solida come Stellantis - rivendica - il quarto costruttore al mondo, che ha la forza, professionale e finanziaria, per affrontare la transizione energetica. Grazie a Stellantis, Fiat è in gara. E abbiamo voglia di competere con i migliori». Per questo, senza nascondere le difficoltà del momento, il presidente dice che «possiamo guardare al domani con fiducia. Non solo per le nostre capacità professionali e manageriali, ma per lo spirito che ci anima e continua a guidarci».

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