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La Lega salva le rendite cripto: “Tassa sui bitcoin da rivedere”

Il deputato Giulio Centemero in una recente immagine d'archivio. ANSA/FLAVIO LO SCALZO 

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Per il deputato e componente della commissione Finanze Centemero, “alzare così di botto l’imposizione fiscale è controproducente. La posizione del mio partito è questa”
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MILANO — I dubbi della Lega sull’aumento della tassazione dei bitcoin rischiano di aprire un nuovo fronte interno al governo. Mercoledì, illustrando le misure approvate dal Consiglio dei ministri, il viceministro dell’Economia, Maurizio Leo, aveva annunciato l’incremento dal 26% (per i guadagni sopra 2mila euro) al 42% della ritenuta fiscale sulle plusvalenze delle criptoattività.

Lo stesso giorno, il deputato leghista e componente della commissione Finanze della Camera, Giulio Centemero, aveva espresso scetticismo sull’ex Twitter X: «Innalzare così di botto la tassazione è controproducente. Magari mi sbaglio ma proprio per questo è opportuno confrontarsi» aveva aggiunto citando anche il senatore Massimo Garavaglia e il deputato Alberto Bagnai, entrambi del Carroccio.

MILANO — I dubbi della Lega sull’aumento della tassazione dei bitcoin rischiano di aprire un nuovo fronte interno al governo. Mercoledì, illustrando le misure approvate dal Consiglio dei ministri, il viceministro dell’Economia, Maurizio Leo, aveva annunciato l’incremento dal 26% (per i guadagni sopra 2mila euro) al 42% della ritenuta fiscale sulle plusvalenze delle criptoattività.

Lo stesso giorno, il deputato leghista e componente della commissione Finanze della Camera, Giulio Centemero, aveva espresso scetticismo sull’ex Twitter X: «Innalzare così di botto la tassazione è controproducente. Magari mi sbaglio ma proprio per questo è opportuno confrontarsi» aveva aggiunto citando anche il senatore Massimo Garavaglia e il deputato Alberto Bagnai, entrambi del Carroccio.

Proprio uno di loro potrebbe scendere in campo a breve, per tentare di ammorbidire con un emendamento il provvedimento, in base alla cornice che lo conterrà: Garavaglia se, come sembra, sarà inserito nel decreto fiscale; Centemero con Bagnai se invece farà parte della manovra.

«La posizione di tutta la Lega è in questo senso» ha spiegato ieri Centemero, dopo avere prospettato un cambiamento della norma. In quale forma non è chiaro: si parla della possibilità di riportare l’imposizione al 26%, come per i guadagni delle altre attività finanziarie (tranne i titoli di Stato), o comunque di abbassarla, ma anche di allargare le maglie delle compensazioni fiscali possibili.

Aumentare la tassazione, ha ribadito il deputato leghista, «è controproducente perché spinge al sommerso. Inoltre c’è un tema di allineamento geopolitico: noi lavoriamo con Musk e sosteniamo Trump e la loro posizione è chiara» ha aggiunto con riferimento al proprietario di X, la cui criptovaluta preferita è Dogecoin, e al candidato repubblicano alla presidenza americana, sostenuto dallo stesso Musk.

«Lavoriamo per una modifica parlamentare» aveva già risposto Centemero all’appello, firmato da numerosi esperti del settore, rivolto nei giorni scorsi al ministero dell’Economia e al governo da parte della piattaforma di cripto Checksig. Quest’ultima ritiene che il provvedimento colpisca la generazione dei nativi digitali e che viaggi in direzione contraria al regolamento europeo Mica (Markets in crypto assets), secondo cui le criptovalute contribuiscono all’innovazione. Da qui la richiesta «di riconsiderare l’aumento dell’aliquota».

Secondo Checksig, «in un contesto fiscale meno favorevole, investitori e aziende di servizio sposterebbero focus e operatività in Paesi con una normativa più flessibile e attraente, come Svizzera o Germania, Francia, Lituania, Malta o Estonia».

Nello stesso tempo, «l’aumento dell’aliquota avrebbe l’effetto controproducente per l’erario di far fuggire dall’Italia i capitali cripto». Senza contare che basterebbe investire in un Etf o in un Etp quotato in Borsa e collegato ai bitcoin per aggirare la maxi imposta e tornare al 26% precedente.

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