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Accordo tra Uber Eats e i sindacati, quasi 4 milioni ai rider licenziati

Angelo Carconi (ansa)

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I 1400 ciclofattorini riceveranno da 1000 a 11.500 euro a seconda anche del numero di consegne fatte prima che la società interrompesse la sua attività in Italia. La Cgil: diritti anche a chi è inquadrato come autonomo. La Uil: ora norme di tutela sopo la direttiva Ue
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ROMA – A luglio 2023, centinaia di ciclofattorini di Uber Eats sono stati messi alla porta con un arrivederci e grazie. La società per la consegna a domicilio del cibo ha chiuso i battenti in Italia senza prevedere alcun aiuto per i suoi rider.

Adesso, 18 mesi dopo, Uber Eats e i sindacati Cgil, Cisl e Uil raggiungono un accordo al ministero del Lavoro che chiude un duro braccio di ferro. Uber Eats stanzia 3,8 milioni di euro come incentivi all’esodo di 1400 fattorini.

Sia Uber Eats e sia i sindacati parlano di un accordo storico. Al di là della buona volontà delle parti, certo hanno pesato nella vicenda le tante sentenze dei magistrati italiani che hanno delineato i diritti di questa categoria di lavoratori.

La media dei guadagni

L’accordo tra Uber Eats e i sindacati prevede un sostegno da 1000 a 11.500 euro ai fattorini. Sarà calcolato individualmente, caso per caso, sulla base della media annuale delle consegne e de…

ROMA – A luglio 2023, centinaia di ciclofattorini di Uber Eats sono stati messi alla porta con un arrivederci e grazie. La società per la consegna a domicilio del cibo ha chiuso i battenti in Italia senza prevedere alcun aiuto per i suoi rider.

Adesso, 18 mesi dopo, Uber Eats e i sindacati Cgil, Cisl e Uil raggiungono un accordo al ministero del Lavoro che chiude un duro braccio di ferro. Uber Eats stanzia 3,8 milioni di euro come incentivi all’esodo di 1400 fattorini.

Sia Uber Eats e sia i sindacati parlano di un accordo storico. Al di là della buona volontà delle parti, certo hanno pesato nella vicenda le tante sentenze dei magistrati italiani che hanno delineato i diritti di questa categoria di lavoratori.

La media dei guadagni

L’accordo tra Uber Eats e i sindacati prevede un sostegno da 1000 a 11.500 euro ai fattorini. Sarà calcolato individualmente, caso per caso, sulla base della media annuale delle consegne e della media mensile dei guadagni.

L’aiuto sarà riconosciuto ai corrieri che abbiano effettuato almeno una consegna nei tre mesi precedenti la cessazione di attività (tra il 15 dicembre del 2022 e il 15 giugno del 2023); e che abbiano completato almeno 200 consegne in un arco temporale di 6 mesi precedenti la cessazione.

L’incentivo sarà corrisposto anche ai corrieri che, nei periodi indicati, abbiano beneficiato di congedi certificati per maternità, paternità, malattia e infortunio. Per loro Uber Eats estenderà l’arco temporale previsto dai criteri di accesso all’incentivo.

Comunicazioni multilingue

I ciclofattorini, a una settimana dalla sottoscrizione dell’accordo transattivo, riceveranno via email una comunicazione multilingue che li informerà sui dettagli dell’accordo e sulla modalità di accettazione (attraverso una piattaforma digitale creata a questo scopo).

I lavoratori che decideranno di aderire all’accordo, inoltre, riceveranno una email da Uber Eats con il programma dell'Agenzia per il Lavoro Adecco. Potranno accedere ai percorsi di ricollocazione, formazione e orientamento professionale.

Dal fronte sindacale, spiegano NIdiL Cgil, Filt Cgil e Filcams Cgil: l'intesa siglata dai sindacati con Uber Eats “è la prima nel suo genere. Riconosce tutele e diritti a lavoratori inquadrati dall'azienda come autonomi, segnando una svolta nella Gig Economy o economia dei lavoretti che nasconde grandi profitti e cattive condizioni di lavoro”.

La sicurezza

“Questo accordo - sottolineano Uiltemp e Uiltrasporti - segna non solo un riconoscimento economico, ma anche un primo passo verso una maggiore sicurezza sul lavoro e una regolamentazione più rigorosa delle condizioni di impiego nel settore delle piattaforme digitali”

“La recente direttiva europea sui lavoratori delle piattaforme rende ancora più urgente un intervento normatiivo, affinché diritti e tutele non restino un'eccezione ma diventino la norma”.

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