Forse la più grave mancanza della manovra Meloni sono le misure per la crescita del Paese. E non è un particolare di poco conto, perché l’unico modo per rendere sostenibile il debito è controbilanciarlo con un Pil che salga costantemente. Nessuna misura è dedicata alle imprese per favorirne investimenti e crescita.
Anzi si va in direzione opposta, togliendo per esempio l’Aiuto alla crescita economica (Ace), una norma che consentiva ai soci che vogliono investire nelle proprie imprese di portare in deduzione dagli utili i rendimenti figurativi degli aumenti di capitale o degli utili accantonati a riserva. Fu introdotta nel 2011 con l’intento di spingere gli imprenditori a incrementare il patrimonio delle proprie aziende attraverso risorse proprie rendendole di fatto equiparabili al debito i cui interessi passivi vengono già detratti dal conto economico.
L’investimento nelle imprese sul modello Svezia
Investire nelle imprese significa creare i presupposti per aumentarne la dimensione …
Forse la più grave mancanza della manovra Meloni sono le misure per la crescita del Paese. E non è un particolare di poco conto, perché l’unico modo per rendere sostenibile il debito è controbilanciarlo con un Pil che salga costantemente. Nessuna misura è dedicata alle imprese per favorirne investimenti e crescita.
Anzi si va in direzione opposta, togliendo per esempio l’Aiuto alla crescita economica (Ace), una norma che consentiva ai soci che vogliono investire nelle proprie imprese di portare in deduzione dagli utili i rendimenti figurativi degli aumenti di capitale o degli utili accantonati a riserva. Fu introdotta nel 2011 con l’intento di spingere gli imprenditori a incrementare il patrimonio delle proprie aziende attraverso risorse proprie rendendole di fatto equiparabili al debito i cui interessi passivi vengono già detratti dal conto economico.
L’investimento nelle imprese sul modello Svezia
Investire nelle imprese significa creare i presupposti per aumentarne la dimensione e migliorarne la produttività. E favorire gli investimenti è proprio la via che negli anni Novanta ha consentito alla Svezia di dimezzare il debito, passato dal 69% del 1996 al 37,5% del Pil del 2007 (oggi è al 31,8%), senza tagliare il welfare. A causa dello scoppio della bolla immobiliare, il Paese era finito in recessione. Il taglio dei tassi della Riksbank, la banca centrale svedese, la riforma delle finanze pubbliche con un tetto alla spesa delle amministrazioni e quella del sistema pensionistico hanno posto le basi per la ripresa. Secondo un report di S&P, a spingere sulla crescita delle imprese ha contribuito la riforma delle pensioni del 1998 che ha reso obbligatorio la destinazione del 2,5% dei contributi versati ai fondi pensione. Che a loro volta erano tenuti a investire nelle imprese svedesi tanto che circa il 30% del loro patrimonio è finito nei private equity del Paese, una cifra otto volte superiore a quanto le banche scommettono sul settore. S&P ha calcolato che dal 1998 questo flusso di capitali ha portato a un aumento degli investimenti del settore privato pari a 4 punti del Pil, con un aumento del 30% dell’intensità di capitale.
Favorire la transazione verde
Una lezione che sembra aver colto la Francia, ormai alle prese con un debito schizzato verso l’alto (110% del Pil contro il 134,6% dell’Italia) e con la necessità di farlo scendere foraggiando la crescita. A fine ottobre, entrerà in vigore la Loi industrie verte, una legge per favorire la transizione verde, che contempla fra le altre iniziative il rafforzamento dei fondi di private equity convogliando lì il risparmio privato raccolto dal Ramo Vita delle assicurazioni e dai piani previdenziali di risparmio. La norma impone di destinare ai fondi di private equity una quota del gestito che varia in base al profilo di rischio e alla durata del piano e che può arrivare fino ad un massimo del 15%.Le risorse private, come ha sottolineato anche Draghi nel suo rapporto per la competitività, sono fondamentali per gli investimenti dei Paesi affogati dai debiti. Eppure nessuno a Palazzo Chigi o al Tesoro ha pensato di dedicare qualche capitolo della manovra per cercare di indirizzarle verso le imprese.