Google Drive oscurata, il Garante diffida Dazn: “Avete sbagliato, rischiate l’espulsione”
di Aldo FontanarosaROMA – E adesso l’oscuramento di Google Drive, per mano dello scudo contro i pirati del calcio, ha un colpevole ufficiale.
Il Garante delle Comunicazioni (l’AgCom), dopo due giorni di indagini, accerta che artefice dell’errore è Dazn, ora diffidata
Sabato scorso, i tecnici della pay-tv hanno segnalato centinaia di siti illegittimi che trasmettevano Milan-Udinese e Juventus-Lazio, due partite di cartello.
La cartella sospetta
Tra tante segnalazioni corrette, una è andata oltre. Questi tecnici – che fanno capo a una società esterna ingaggiata da Dazn – hanno individuato una cartella sospetta dentro Google Drive.
La cartella condivisa conteneva gli indirizzi di decine di siti pirata, messi a disposizione degli “sportivi” che guardano il calcio senza pagare il dovuto a Dazn o Sky (titolari dei diritti).
A quel punto, ricevuta la segnalazione e denuncia di Dazn anche per un indirizzo Internet di Google Drive, le società delle telecomunicazioni lo hanno affondato. E l’oscuramento ha portato…
ROMA – E adesso l’oscuramento di Google Drive, per mano dello scudo contro i pirati del calcio, ha un colpevole ufficiale.
Il Garante delle Comunicazioni (l’AgCom), dopo due giorni di indagini, accerta che artefice dell’errore è Dazn, ora diffidata
Sabato scorso, i tecnici della pay-tv hanno segnalato centinaia di siti illegittimi che trasmettevano Milan-Udinese e Juventus-Lazio, due partite di cartello.
La cartella sospetta
Tra tante segnalazioni corrette, una è andata oltre. Questi tecnici – che fanno capo a una società esterna ingaggiata da Dazn – hanno individuato una cartella sospetta dentro Google Drive.
La cartella condivisa conteneva gli indirizzi di decine di siti pirata, messi a disposizione degli “sportivi” che guardano il calcio senza pagare il dovuto a Dazn o Sky (titolari dei diritti).
A quel punto, ricevuta la segnalazione e denuncia di Dazn anche per un indirizzo Internet di Google Drive, le società delle telecomunicazioni lo hanno affondato. E l’oscuramento ha portato al blocco di Google Drive in Italia per ore (dalle 19 di sabato) con un impatto anche su altri servizi di Google (come YouTube).
“Diligenza e rigore”
Ora il Garante Agcom diffida Dazn a non ripetere errori nella segnalazione dei siti illegali da oscurare.
La pay-tv (Dazn) dovrà “assicurare la massima diligenza e il massimo rigore nella presentazione delle istanze di blocco e nella raccolta delle relative prove”. Prove forensi (come foto e video) che un sito viene chiuso perché trasmette le gare senza averne titolo.
In caso di nuove sviste, Dazn rischia una pesante multa oppure – come ipotesi estrema – la perdita della patente di “segnalatore accreditato” e affidabile dei pirati.
Cartellino rosso, dunque: di fronte a ulteriori errori, l’emittente non avrebbe più la facoltà di segnalare le emissioni criminali allo scudo del Garante.
“Cambiare strumenti e procedure”
Antonello Giacomelli, uno dei commissari dell’AgCom, non ha partecipato al voto su Dazn, in segno di protesta: “A mio parere – spiega – era opportuna la sospensione dell’attività della piattaforma” anti-pirati “in attesa, come deciso già a luglio, della necessaria re-ingegnerizzazione”.
Giacomelli sollecita la “individuazione della tecnologia più avanzata che consenta ad AgCom un controllo non solo formale delle segnalazioni”, ma anche “una necessaria ridefinizione di prerogative, strumenti, responsabilità dei diversi soggetti pubblici e privati”, oltre a una revisione delle procedure.
Giacomelli – che sollecita anche un confronto immediato con la Lega Serie A –sottolinea infine che i “reali costi” di gestione dello scudo sarebbero andati oltre quanto preventivato.
Richiamo ai giganti del web
Sempre il Garante AgCom si muove in scia al decreto Omnibus, che ha prodotto una nuova stretta contro le trasmissioni criminali.
Alla luce della nuove norme, l’AgCom chiarisce quali aziende di Internet (anche internazionali come Google o Cloudflare) sono tenute ad iscriversi alla scudo così da agevolare il contrasto alla pirateria.
Sono “i gestori di motori di ricerca e dei fornitori di servizi della società dell'informazione coinvolti a qualsiasi titolo nell'accessibilità del sito web o dei servizi illegali, compresi i fornitori di servizi di Vpn e di Dns pubblicamente disponibili, ovunque residenti e ovunque localizzati”.
Su questo specifico punto, è stata la commissaria Elisa Giomi a non partecipare al voto durante la riunione in AgCom. La stessa Giomi che ha chiesto una sospensione nell’uso dello scudo, senza successo.
Lo spot di Vieri testimonial contro il "pezzotto"