✕

Edison fa diga sull’idroelettrico: “Bloccare le concessioni aperte agli operatori stranieri”

La centrale termoelettrica di Edison a Presenzano (Caserta) 

 

Ascolta l'audio

La società controllata dai francesi di Edf e gli altri gestori contro le gare imposte dagli accordi con l’Unione europea
1 minuti di lettura

Milano - Non passi lo straniero. Parola di straniero. I francesi di Edison, da oltre un ventennio presenti in Italia, chiedono di non aprire il mercato delle centrali idroelettriche ad altri operatori esteri. L’occasione è quella dell’inaugurazione di una centrale termoelettrica Edison da 770 Megawatt in provincia di Caserta. Ma al di là delle celebrazioni, l’attacco della società controllata dalla francese Edf alle aste italiane per le concessioni idroelettriche è netto.

La decisione, presa dal governo Draghi, di legare la concessione dei fondi Pnrr anche alla messa a bando delle centrali idroelettriche - dice Marco Stangalino, direttore Power Asset di Edison - è una mossa che “si fatica a spiegare dal punto di vista sia della strategia energetica nazionale sia della …

Milano - Non passi lo straniero. Parola di straniero. I francesi di Edison, da oltre un ventennio presenti in Italia, chiedono di non aprire il mercato delle centrali idroelettriche ad altri operatori esteri. L’occasione è quella dell’inaugurazione di una centrale termoelettrica Edison da 770 Megawatt in provincia di Caserta. Ma al di là delle celebrazioni, l’attacco della società controllata dalla francese Edf alle aste italiane per le concessioni idroelettriche è netto.

La decisione, presa dal governo Draghi, di legare la concessione dei fondi Pnrr anche alla messa a bando delle centrali idroelettriche - dice Marco Stangalino, direttore Power Asset di Edison - è una mossa che “si fatica a spiegare dal punto di vista sia della strategia energetica nazionale sia della competitività del mercato. Significa sottovalutare l’importanza di asset estremamente strategici per l’autonomia della produzione elettrica italiana e la regolazione di una risorsa preziosa come l’acqua, dal momento che si sta aprendo all’ingresso di fondi di investimento ed operatori stranieri, senza alcuna garanzia di reciprocità per le nostre imprese di competere sui mercati esteri, andando anche a danneggiare rapporti consolidati e di fiducia costruiti nel tempo con i territori”.

Sotto attacco, e non solo da parte di Edison, ci sono in particolare le gare che - prima in Italia - sta facendo la Regione Lombardia. Sulle 20 centrali lombarde che saranno messe sul mercato, si è appena conclusa la presentazione delle offerte per due piccole concessioni già scadute. Tra gli interessati si fanno i nomi del miliardario ceco Daniel Kretisnky, del fondo infrastrutturale australiano Macquaire, e della svizzera Bkw.

Proprio Edison, così come A2A e l’associazione di categoria Elettricità Futura, hanno presentato ricorsi sulle concessioni, contestando in particolare gli indennizzi che verrebbero pagati agli operatori uscenti per le cosiddette “opere asciutte”, ossia i beni materiali che fanno capo alle centrali, e l’assenza di clausole di reciprocità con altri Paesi Ue.

Anche l’Uncem, l’Unione dei Comuni montani, vede rischi "di una colonizzazione da tutto il mondo, con imprese che vengono a prendersi dighe e invasi nella fase di gara, mentre il responsabile dell’Energia di Fratelli d’Italia, il deputato Riccardo Zucconi, parla di "un danno all’intero sistema energetico italiano”. Lo schieramento dei ‘patrioti’ dell’elettricità, insomma, è composito e vasto.

Leggi i commenti