Roma - Punta dritto al fianco debole. Alla promessa regina di Giorgia Meloni che si è dissolta. Sceglie la sanità, Elly Schlein, per sfoderare il suo attacco contro la manovra. “È una batosta clamorosa per il servizio sanitario nazionale, una batosta che questo Paese non merita”, tuona la segretaria del Pd. Parla alla premier, che ha annunciato “stanziamenti record” mentre il testo della legge di bilancio rivela che i soldi freschi per l’anno prossimo saranno pochi, appena 1,3 miliardi in più rispetto al 2024.
Ma l’affondo marca anche una scelta: la piazza. Al fianco dei medici e degli infermieri che il 20 novembre manifesteranno a Roma "contro la riduzione del finanziamento che cambia le carte in tavola rispetto a quanto proclamato per mesi”, denunciano i sindacati Anaao Assomed, Cimo-Fesmed e Nursing Up.
Le ragioni della protesta coincidono. Così come il lessico. Per questo Schlein si spinge fino a condividere la “rabbia” di chi animerà il primo sciopero contro la Finanziaria. Non è…
Roma - Punta dritto al fianco debole. Alla promessa regina di Giorgia Meloni che si è dissolta. Sceglie la sanità, Elly Schlein, per sfoderare il suo attacco contro la manovra. “È una batosta clamorosa per il servizio sanitario nazionale, una batosta che questo Paese non merita”, tuona la segretaria del Pd. Parla alla premier, che ha annunciato “stanziamenti record” mentre il testo della legge di bilancio rivela che i soldi freschi per l’anno prossimo saranno pochi, appena 1,3 miliardi in più rispetto al 2024.
Ma l’affondo marca anche una scelta: la piazza. Al fianco dei medici e degli infermieri che il 20 novembre manifesteranno a Roma "contro la riduzione del finanziamento che cambia le carte in tavola rispetto a quanto proclamato per mesi”, denunciano i sindacati Anaao Assomed, Cimo-Fesmed e Nursing Up.
Le ragioni della protesta coincidono. Così come il lessico. Per questo Schlein si spinge fino a condividere la “rabbia” di chi animerà il primo sciopero contro la Finanziaria. Non è un asse. È un fronte. Dentro ci sono anche i 5 Stelle. “Tagli, sempre tagli, il governo di fatto ha tagliato la sanità con 4 milioni e mezzo di cittadini che rinunciano alle cure”, incalza il leader pentastellato Giuseppe Conte, annunciando l’adesione del Movimento alla mobilitazione.
Ma la Finanziaria che aumenta le pensioni minime di appena tre euro e taglia 7.834 posti nella scuola genera un malcontento ancora più largo. La Cgil si schiera contro quello che definisce "un vero e proprio festival dei tagli, dal welfare universalistico, agli investimenti e ai servizi pubblici che si scaricherà per intero sulle fasce popolari”.
Al sindacato di corso d’Italia non è andato giù il metodo adottato dal governo per arrivare alle norme della manovra. "Una maniera arrogante e autoreferenziale, senza neppure confrontarsi con le forze sociali”, recita un altro passaggio del comunicato stampa che guarda allo sciopero generale. “Non possiamo stare a guardare”, è l’avviso spedito a Palazzo Chigi. Anche la Uil va all’attacco: “I pensionati si devono accontentare di dieci centesimi al giorno per il 2025 e probabilmente di circa quattro centesimi per il 2026”, chiosa il segretario generale della Uil pensionati (Uilp), Carmelo Barbagallo.
Sanità, scuola e pensioni. Ma non solo. Gli scontenti della manovra sono anche tra le categorie “amiche” del governo. Come Confedilizia, l’organizzazione che rappresenta i proprietari di casa. La revisione dei bonus edilizi non va giù al presidente dell’associazione, Giorgio Spaziani Testa: "Occorre essere consapevoli che l’effetto di questa manovra sarà, oltre alla crescita del ‘nero’, una significativa riduzione degli interventi e, di conseguenza, un diffuso rischio di degrado del patrimonio immobiliare italiano”. Un altro avviso di sfratto alla manovra dei tagli.
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