Economia

LE RETI DI STATO

Manovra, Rai protesta per i tagli al personale: “Rischi per autonomia e indotto”

Il ''Cavallo morente" di Francesco Messina (sede Rai di Viale Mazzini, Roma) 

Il ''Cavallo morente" di Francesco Messina (sede Rai di Viale Mazzini, Roma) 

 
Preoccupa l’ordine di contenere (nel 2025) e tagliare (nei due anni a seguire) per i dipendenti e le consulenze. Caos sull’importo del canone tv
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ROMA — La tv di Stato è frastornata dopo la lettura della legge di Bilancio appena arrivata alla Camera per la sua approvazione. Il canone tv – almeno per il momento – torna a 90 euro annui (contro i 70 dell’anno scorso).

E questa potrebbe anche essere una buona notizia. Preoccupa semmai l’ordine di contenere (nel 2025) e tagliare (nei due anni a seguire) i costi del personale e delle consulenze.

Si legge in una nota di Viale Mazzini: il Consiglio di amministrazione della Rai esprime “apprensione per i provvedimenti riguardanti il futuro dell’azienda”. Sia pure “nell’ottica di un doveroso contenimento dei costi, le misure rischierebbero di limitare l’autonomia del nostro Servizio Pubblico e di condizionarne le scelte e le attività con possibili impatti sull’occupazione, nonché sull’indotto”.

Le voci mirate

La Rai avrebbe preferito ricevere un’indicazione soltanto monetaria. Della serie: devi ridurre le spese di 20 milioni. Allarma invece che il governo imponga tagli lineari e per di più mirati su due voci (personale e consulenti).

La nuova legge di Bilancio – se approvata dal Parlamento nella sua attuale formulazione – stabilirà che Viale Mazzini non potrà superare le uscite 2023 per il personale: bisognerà restare a 958,2 milioni anche nel 2025.

Nei due anni successivi, sono richiesti tagli del 2% e poi del 4% su quanto impegnato tra il 2023 e il 2025. Prime proiezioni – assolutamente ufficiose – ipotizzano una sforbiciata per il personale superiore ai 19 milioni (nel 2026) e ai 38 milioni (nel 2027).

Per le consulenze, nel 2022, la Rai ha mobilitato oltre 3,2 milioni. Anche qui: spesa del 2025 come nel 2024; tagli del 2 e del 4% (nel 2026 e 2027).

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