Washington — “Invitiamo paesi come l’Italia con un alto debito a essere un po’ più ambiziosi”. Considerando il tatto con cui in genere il Fondo Monetario Internazionale esprime i suoi giudizi, e la coincidenza che il governo di Roma stava limando la manovra proprio mentre il ministro dell’Economia Giorgetti atterrava a Washington per i vertici annuali delle istituzioni finanziarie, il segnale lanciato ieri durante la presentazione dell’Outlook per l’Europa è inequivocabile. Procedere gradualmente non basta più.
Vista questa situazione, ridurre il debito è fondamentale e urgente: “Il rapporto debito-Pil dell’Italia - ha riconosciuto Helge Berger dell’European Department - è calato molto rispetto al picco del 2020, però è vero che resta ancora molto alto. Se guardate le nostre stime, andando avanti salirà anc…
Washington — “Invitiamo paesi come l’Italia con un alto debito a essere un po’ più ambiziosi”. Considerando il tatto con cui in genere il Fondo Monetario Internazionale esprime i suoi giudizi, e la coincidenza che il governo di Roma stava limando la manovra proprio mentre il ministro dell’Economia Giorgetti atterrava a Washington per i vertici annuali delle istituzioni finanziarie, il segnale lanciato ieri durante la presentazione dell’Outlook per l’Europa è inequivocabile. Procedere gradualmente non basta più.
Vista questa situazione, ridurre il debito è fondamentale e urgente: “Il rapporto debito-Pil dell’Italia - ha riconosciuto Helge Berger dell’European Department - è calato molto rispetto al picco del 2020, però è vero che resta ancora molto alto. Se guardate le nostre stime, andando avanti salirà ancora leggermente nei prossimi cinque anni”. Perciò “diamo il benvenuto all’aggiustamento di bilancio su cui il governo e l’Ue si sono accordati”, ma “per i paesi come l’Italia che hanno un elevato debito è cruciale essere un po’ più ambiziosi, invece di ridurre solo gradualmente i deficit”.
L’Fmi incoraggia l’esecutivo a “cercare strade per centrare questo obiettivo con politiche che tengano presente la crescita”. Perché “ci sono riforme strutturali che il Paese potrebbe effettuare per favorirla”, aiutando nello stesso tempo anche la situazione di bilancio.
In generale, il direttore dell’European Department Alfred Kammer ha lamentato che “la ripresa economica del continente si sta gradualmente rafforzando, ma resta al di sotto del suo pieno potenziale”.
Il rapporto spiega che “l’incertezza sull’inflazione, la direzione delle politiche economiche e i conflitti geopolitici frenano la domanda interna, pesando sul potenziale di crescita”. Per superare questo stallo e mettersi al passo con Usa e Cina, è necessario un “forte sforzo di riforma”, altrimenti “la crescita rimarrà sotto il suo pieno potenziale”.
Draghi: "In ansia per il futuro di un'Europa meno libera"
Gli obiettivi condivisi dovrebbero essere quelli del rapporto Draghi: “La soluzione per aumentare la produttività - ha esortato Kammer - è il mercato unico. Si devono eliminare le barriere, come ha detto Mario Draghi, e come diciamo noi. È una raccomandazione uniformemente accettata”.
Nello stesso tempo è necessario favorire gli investimenti, soprattutto nelle nuove aziende più produttive, perciò "l’unione bancaria e dei mercati dei capitali è molto importante per l’Ue”. In questo quadro, le “banche paneuropee” vanno nella “giusta direzione. È la nostra raccomandazione”. Naturalmente Kammer non ha espresso un giudizio specifico sulla fusione Unicredit-Commerzbank, ma ha chiaramente fatto capire la posizione del Fondo sul tema in generale. L’Fmi prende anche posizione contri i dazi, perché generano più danni che benefici.