Economia

Manovra, poliziotti e ricercatori all’attacco per il blocco del turn over: “Altri 1.500 agenti in meno”. “Non piangete per la fuga di cervelli”

Manovra, poliziotti e ricercatori all’attacco per il blocco del turn over: “Altri 1.500 agenti in meno”. “Non piangete per la fuga di cervelli”

Annunciata la mobilitazione degli scienziati precari, riuniti alla Sapienza di Roma con i delegati arrivati da tutta Italia. Il no dei sindacati di polizia all’aumento dell’età per l’accesso alla pensione di vecchiaia

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Roma – Poliziotti e ricercatori contro la manovra. Entrambi puntano il dito contro il blocco del turn over al 75% per i dipendenti pubblici. Tradotto: il 25% del personale che lascia il servizio non potrà essere rimpiazzato, secondo la bozza della legge di bilancio arrivata a Montecitorio mercoledì scorso. I primi lanciano l’allarme sicurezza: "Soltanto per la sola polizia di Stato questa ipotesi produrrebbe una riduzione degli organici di ulteriori 1.500 persone, causando maggiori disagi al sistema sicurezza del Paese", dicono Felice Romano (segretario generale del Siulp) e Giuseppe Tiani (segretario generale del Siap).

Gli scienziati, invece, annunciano una mobilitazione e chiedono a maggioranza e opposizioni un faccia a faccia con i ricercatori precari. “E di non limitarsi a piangere retoricamente la fuga di cervelli”, ragiona il vicesegretario dell'Associazione dottorandi e dottori di ricerca (Adi), Davide Clementi. Che annuncia manifestazioni in tutta Italia. “Verranno programmate nel corso della prima assemblea nazionale dei precari della ricerca" che si sta tenendo all'università La Sapienza, a Roma, dove sono riuniti in "500 da tutto il Paese".

Insomma, dopo i medici, che il 20 novembre hanno proclamato uno sciopero contro lo slittamento delle nuove assunzioni promesse, l’area del malcontento si allarga ancora. Anche in materia di pensioni e rinnovi contrattuali. Sul fronte delle forze dell’ordine, in particolare, i sindacalisti Romano e Tiani mantengono le loro posizioni anche davanti all’ipotesi di un innalzamento delle soglie per l’accesso alla pensione di vecchiaia. E “altrettanto convintamente” ribadiscono “con fermezza” il loro no a “un trattenimento in servizio fino ai 70 anni in modo generalizzato".

"Nel denunciare lo stato di impasse della trattativa per il rinnovo dei contratti di lavoro e per la mancata definizione della previdenza dedicata, che sta provocando gravi danni al personale del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico – proseguono i due sindacalisti – richiamiamo il governo al rispetto degli impegni presi con le donne e uomini in uniforme indispensabile per riconoscergli concretamente il delicato e imprescindibile ruolo che svolgono a tutela della sicurezza del Paese e di tutti i cittadini. Ruolo che per esplicarsi necessita di organici, mezzi e trattamenti economici adeguati, ma anche – concludono – del rispetto della specificità che contraddistingue questo delicato e vitale comparto della nostra democrazia".

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